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Arrestate 5 persone: 2 pubblici ufficiali. Rilasciavano autorizzazioni per tangenti

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Arrestate 5 persone nell’ambito di un’operazione che è riuscita a fermare il giro di autorizzazioni non veritiere al fine di ricavare tangenti per alcune persone autorizzate

Arrestate 5 persone – Finiscono in manette cinque persone, due di questi sono pubblici ufficiali, l’arresto è avvenuto grazie alla Polizia Locale di Capitale e del Comando Compagnia Roma Piazza Dante. Hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dal Giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica di Roma. Le indagini andavano avanti da diverso tempo, erano coordinate dal Procuratore Aggiunto Paolo Ielo e dai Sostituti Procuratori Luigia Spinelli e Gennaro Varone. Grazie a questi infatti, è stato possibile verificare che un consulente d’azienda, dovendo procedere alla ristrutturazione con conseguente ampliamento dei locali e dei posti letto di una struttura sanitaria con Residenza Sanitaria Assistenziale, al fine di aggirare il normale iter burocratico amministrativo si avvaleva, per il tramite di due esponenti della politica locale, di pubblici ufficiali, incaricati di costruire documentazione che consentisse il buon esito della pratica.

Nel dettaglio, a seguito delle ricostruzioni, un Funzionario di Polizia Locale e un Funzionario Amministrativo operanti nell’ambito di un Municipio capitolino garantirono l’emanazione di una Determinazione Dirigenziale, propedeutica alla definitiva autorizzazione di ampliamento da parte della Regione Lazio, che dissimulasse il reale stato dei luoghi della clinica e dei lavori da eseguire.

In cambio dei favori resi, il referente della clinica avrebbe garantito a politici e pubblici ufficiali l’assunzione di personale all’interno della struttura sanitaria. Inoltre, il Funzionario di Polizia Locale chiedeva per sé ai due politici il ruolo di Comandante di polizia locale presso un comune dell’area metropolitana. Nel corso dell’attività, sono state eseguite anche perquisizioni domiciliari e presso i luoghi di lavoro dei destinatari dei provvedimenti e di altre persone a vario titolo coinvolte nelle condotte illecite. La documentazione sequestrata è stata posta al vaglio dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini sono scaturite da alcune denunce rese da cittadini di nazionalità cinese circa comportamenti concussivi posti in essere dai pubblici ufficiali indagati.

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COVID 19 Manifestazione dei ristoranti a Roma il 2 novembre

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COVID 19 Manifestazione dei ristoranti


COVID 19 Manifestazione dei ristoranti che scenderanno in piazza per protestare contro il decreto

COVID 19 Manifestazione dei ristoranti – A seguito del nuovo decreto che vede la chiusura anticipata alle ore 18.00 dei ristoranti, pub, bar… e tutte le categorie che prevedono un consumo di cibo o bevande, queste categorie, decidono di scendere in piazza per manifestare. L’associazione Italian Hospitality Network, ha divulgato una nota per rendere maggiori dettagli circa questa manifestazione:

LA RICHIESTA DELL’ASSOCIAZIONE

“Nata nella primavera 2020 per portare avanti le istanze di oltre 400 realtà tra enoteche, bar, ristoranti e mescite certificate, la rete Italian Hospitality Network, che già a maggio aveva proposto la prima manifestazione pacifica, scende in piazza, nel rispetto delle regole, il 2 novembre alle 11 a Piazza del Popolo a per portare avanti le sue proposte, per concertare con istituzioni e governo soluzioni costruttive che tutelino tutti: la salute, ma anche il lavoro, specialmente di un’industria come quella della ristorazione, dell’ospitalità e della cultura. Una serie di flash mob pacifici e dimostrativi si svolgeranno in alcuni luoghi nevralgici della Capitale, rigorosamente alle 18”.

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“Noi rappresentiamo la parte sana di un settore troppo a lungo demonizzato. Vogliamo costruire, non distruggere. Per questo ci discostiamo categoricamente dalle violenze di piazza e dai tafferugli. Vogliamo poter essere ascoltati seriamente, in maniera costruttiva, e non vogliamo subire strumentalizzazioni politiche. A maggio ci siamo uniti in Italian Hospitality Network per lanciare un appello alle istituzioni e proporre alternative per riprendere l’attività in sicurezza, mettendo in luce il valore sociale e comunitario che da sempre in Italia caratterizza enoteche, cocktail bar, ristoranti e mescite. Ristoranti, cocktail bar, produttori, vignaioli, birrai, promotori di eventi, lavoratori del mondo dello spettacolo e della nightlife rischiano letteralmente di sparire sotto i colpi di una crisi della quale non si vede la fine. Durante la manifestazione a Montecitorio di domenica scorsa una nostra delegazione è stata convocata dal premier Conte. Aiuti sono stati promessi, ma come già successo in passato, oggi non sembrano sufficienti o accessibili a tutti. Da qui la manifestazione del 2 novembre dal titolo “Ora Basta!” e lo stato di agitazione permanente”.

 

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