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Covid – Il capo della polizia Gabrielli si oppone ai controlli in casa

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In un documento firmato dal capo della Polizia Franco Gabrielli, si dimostrerebbe l’incostituzionalità dei controlli in casa

L’articolo 14 della Costituzione riconosce l’inviolabilità del privato domicilio si legge nell’appunto del capo della polizia Franco Gabrielli. Il parere è stato chiesto dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a cui si è rivolto il premier Conte dopo che gli era giunta notizia, nei giorni scorsi, che i ministri Speranza e Franceschini volevano inserire una forma di controllo dei party privati in casa e fuori nell’ultimo Dpcm. Stando a quanto ricostruito nel quotidiano Il Riformista, Gabrielli avrebbe poi aggiunto: “Per autorizzare i controlli il Parlamento dovrebbe dichiarare lo stato di guerra“. Pare dunque scongiurata, allo stato attuale, la proposta dei ministri Speranza e Franceschini. Il rispetto delle regole è sacro e solo così si può uscire tutti insieme da una situazione che sta mettendo in ginocchio il mondo. Doveroso, però, che questo vada di pari passo con il rispetto della privacy e della quotidianità, senza cui verrebbe meno il diritto dell’uomo di esercitare la professione prioritaria per eccellenza: la propria vita.

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Caos cremazioni Cimitero Flaminio, per il PD la responsabilità è di Raggi e Ama

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Ladri in azione nei cimiteri


Baglio (PD): “Servizi cimiteriali nel caos, con immobilismo Raggi anche i defunti in fila. Per le cremazioni, sala d’attesa post mortem al Verano”.

“La camera mortuaria del cimitero Flaminio è satura e dal 2 novembre il cimitero Flaminio non accetterà più salme per la cremazione. La comunicazione dell’Ama, che fa riferimento ad un presunto picco di mortalità nelle ultime settimane, impone alle agenzie funebri di Roma una sala d’attesa ‘post mortem’ al Verano (fintanto che avrà capienza), con ritorno al cimitero Flaminio pochi giorni prima della possibile cremazione. Il Campidoglio e l’Ama si fanno scudo con un presunto incremento dei decessi che sarebbe alla base della decisione. La realtà è forse un’altra. Va ricercata nella negligenza e nel disinteresse della giunta Raggi verso i cimiteri e i servizi funebri della capitale. Mentre il degrado e l’abbandono assedia i camposanti anche i ‘forni crematori’ presenti al cimitero di Prima Porta funzionano a singhiozzo a causa di manutenzioni non puntuali. Tutto l’impianto opera da tempo in forma ridotta, nonostante l’aumento della domanda di cremazioni che in poco più di dieci anni è quintuplicata. Ad aggravare la situazione anche l’esaurimento degli spazi al cimitero Laurentino che costringe i residenti del quadrante ovest di Roma ad inumare i propri cari a Prima Porta. Una situazione che si trascina ormai da mesi. L’adeguamento previsto è ancora in alto mare. Come al solito immobilismo e ritardi l’hanno fatta da padroni. Più che il presunto picco di mortalità, attribuito alla pandemia, le responsabilità per la vergognosa accoglienza dei defunti e dei loro congiunti nei cimiteri capitolini sono tutte della giunta Raggi e di chi è alla guida della Ama che, consapevoli, da molti mesi, dell’esaurimento del cimitero Laurentino e delle disfunzioni nell’impianto di cremazione del Flaminio non hanno fatto nulla per prevenire il caos di questi giorni. Ho presentato una interrogazione urgente per conoscere nei dettagli i motivi che hanno indotto l’Ama a prevedere il ‘recapito’ , così lo definisce l’azienda, delle salme nella camera mortuaria del cimitero Flaminio”, lo dichiara in una nota Valeria Baglio del PD di Roma.

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