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Aeroporto di Fiumicino, italiano bloccato in possesso di due rari Falchi Pellegrini

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Falchi Pellegrini Fiumicino


L’uomo è stato intercettato di rientro da Dubai in possesso di due rari esemplari del rapace simbolo degli Emirati Arabi

Un italiano è stato bloccato dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma e dai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’ di in possesso di una coppia di rari . Di ritorno da Dubai, l’uomo e è stato denunciato per introduzione fauna in via estinzione.
Le Fiamme Gialle del Gruppo aeroportuale, durante i controlli doganali di routine, hanno fermato un cittadino italiano proveniente da Dubai che aveva con sè i due rapaci. I militari hanno subito notato che gli anelli di marcaggio apposti sulle zampe erano diversi da quelli utilizzati in Spagna, paese di nascita degli uccelli, come risultava dalla documentazione di accompagnamento. Sono stati quindi attivati degli accertamenti allo scopo di ricostruire i movimenti dei due rapaci prima di giungere in Italia. Si è così appurato che i due volatili, nati in cattività in Europa e registrati in Spagna, erano stati trasferiti negli Emirati Arabi e sostituiti con un maschio e una femmina della più pregiata sottospecie falco peregrinus peregrinator (detta black shaheen), dalla struttura più possente e con una livrea più colorata. Ai nuovi uccelli erano stati poi applicati anelli di marcaggio aventi gli stessi numeri di serie che contraddistinguevano gli esemplari europei, al fine di occultare la loro origine asiatica ed eludere il divieto di introduzione in Europa. Una volta in Italia, la prole dei due uccelli, venduta agli appassionati del settore, avrebbe potuto fruttare cifre dell’ordine di centinaia di migliaia di euro. I due esemplari sono stati trasferiti in un centro specializzato e l’importatore è stato denunciato per reati di falso e introduzione di fauna in via di estinzione senza licenza di importazione regolarmente rilasciata dal Ministero degli Affari Esteri.

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Curiosità

Campo di Mare, nate le prime tartarughine

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Questa mattina è iniziata la schiusa delle uova di tartaruga marina nel nido di Campo di Mare, all’interno dell’area protetta della Palude di Torre Flavia.

Uno spettacolo bellissimo quello avvenuto questa mattina sulle spiagge di Campo di Mare. All’alba è iniziata la schiusa e sono nate le prime tartarughine dal nido di Caretta caretta sulla spiaggia di Campo di Mare, in corrispondenza del Monumento naturale della Palude di Torre Flavia, oasi naturale gestita dalla Città metropolitana di Roma. A protezione delle 90 uova era stato subito predisposto un doppio recinto, mentre da sabato scorso erano stati organizzati turni di 4 ore per il controllo dell’area e costruito un percorso protetto per i piccoli. “Un successo non scontato per via delle grandi incognite e dei rischi legati alla delicatezza di un evento mai capitato sulle coste nostrane”, hanno dichiarato in una nota congiunta Teresa Zotta, Vice Sindaco della Città metropolitana di Roma, e Giuliano Pacetti, Consigliere Delegato all’Ambiente. “Grazie alla efficace collaborazione fra Città metropolitana di Roma e del personale che si occupa di Torre Flavia, Tartalazio, Guardia Costiera, Regione Lazio e gruppi di volontari, è stato fatto un ulteriore passo per il recupero della naturalità di quel tratto di costa”.

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