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Roma, ristoratori protestano davanti al Pantheon: “Siamo a terra”

Dpcm ristoratori
La protesta dei ristoratori

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Tovaglie apparecchiate a terra davanti al Pantheon: il sit in  di protesta dei ristoratori  contro il nuovo Dpcm

Siamo a terra“. In questa frase è riassunto tutto il dramma della categoria dei risotoari, che include chef, cuochi, camerieri. Si sono riuniti stamane in Piazza del Pantheon, contro le restrizioni del nuovo dpcm. Il sit in di protesta è stato promosso dalla Fipe Confcommercio Roma. Hanno steso per terra delle tovaglie, per poi apparecchiarle.

Era presente il presidente di Fipe Confcommercio, Roma Sergio Paolantoni. “Le misure del governo, con la chiusura alle ore 18 è di fatto un lockdown, perchè impedisce a tutti i ristoranti romani, esercenti e caffetterie di poter lavorare dopo una certa ora. Noi siamo dei locali sicuri: siamo stati i primi a riaprire,  investendo nelle nostre aziende, sanificandole, formando il nostro personale, riprendendolo dalla cassa integrazione, assicurando loro un lavoro e un futuro per propri figli, ma poi invece questa interruzione degli orari ha di fatto impedito alla una categoria di lavorare nelle ore serali, quando c’è la parte maggiore del fatturato. Levata quella ha poco senso restare aperti. Infatti molti ristoranti, preoccupati per il futuro, hanno deciso di chiudere anche durante il giorno e preferiscono aspettare tempi migliori“, ha detto Paolantoni. “Un ristorante ha i tavoli distanziati, personale formato, mascherine, gel e sanificazione più volte al giorno: oggi è più sicuro andare in un ristorante. Ma il problema sono i mezzi pubblici, perchè se una persona va in ristorante con l’autobus o con la metro che non sono sanificati, oppure non ci sono posti a sufficienza per garantire il distanziamento, non è colpa del ristorante ma di come ci arrivi“, ha concluso.

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L’intervento di Salvini alla manifestazione

E’ intervenuto alla manifestazione anche Matteo Salvini, accompagnato dai senatori William De Vecchis e Gian Marco Centinaio. Il leader della Lega ha ascoltato le rimostranze di alcuni dei partecipanti e ha poi fatto alcune dichiarazioni. Sotto accusa secondo lui la situazione dei trasporti a Roma e un mancato focus sulle reali urgenze che andavano affrontate per tempo. “Il governo ci ascolti. Penso che il governo abbia perso 6 mesi di tempo, stavano festeggiando la vittoria sul virus e purtroppo ora stanno ricominciando a chiudere tutto. Penso che se ci avessero ascoltato, se avessero potenziato il trasporto pubblico e gli ospedali, invece di perdere tre mesi dietro ai banchi con le rotelle della Azzolina e i monopattini elettrici della De Micheli, ha detto. Quindi, che ascoltino il Paese“, ha poi concluso Salvini.

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