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Tamponi a 50 euro invece di 22: laboratorio privato alza il presto

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Tamponi a 50 euro invece di 22
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Tamponi a 50 euro invece di 22 – Così alcuni cittidani che si trovavano in fila, hanno deciso di chiamare i carabinieri per la tariffa troppo alta

Tamponi a 50 euro invece di 22 – In un laboratorio privato di Roma, si sarebbero dovuto effettuare dei tamponi al prezzo di 22 euro, invece il laboratorio, ha iniziato a chiedere 50 euro per il sovraprezzo. I cittadini si trovavano in fila, in attesa del loro turno per per sottoporsi al tampone rapido antigenico quando, hanno iniziato ad arrabbiarsi per la situazione che si stava creando. Erano tutti in lista dalla Regione Lazio autorizzati e avrebbero dovuto pagare 22 euro ma così non è stato e a questo punto, hanno deciso di chiamare i carabinieri che si trovavano sul posto. La clinica, chiedeva 50 euro, 22 per il tampone, 10 per la sanificazione che effettuano dopo ogni persona e 18 euro per il prelievo fatto da personale specializzato, ma in realtà, tutti questi servizi, erano e sono, compresi nei 22 euro. Alcuni si sono arrabbiati, ecco le parole di una persona in fila: “Ci hanno chiesto ben 50 euro per il tampone 22 euro per il tampone, 10 per la sanificazione che effettuano dopo ogni persona e 18 euro per il prelievo fatto da personale specializzato. E’ una vergogna perché la struttura compare nella lista della Regione che prevede un tetto massimo di 22 euro per questo test”.

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L’ultima telefonata di Maradona al fratello: “Mi tengono qui chiuso, io voglio uscire”

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Maradona


Continuano gli interrogativi sulla morte del campione argentino. Il racconto del fratello

A cinque giorni dalla scomparsa del grande campione argentino non si placano le polemiche. Dopo le accuse di negligenza e omicidio colposo nei riguardi del medico che seguiva l’ex calciatore, prende ora parola Hugo Maradona, fratello minore del pibe de oro,  a sua volta ex calciatore. Intervistato da Barbara D’Urso durante il suo programma domenicale, Hugo ha raccontato come viveva Diego durante la convalescenza post operatoria. “L’unico che gli stava accanto è mio nipote, che per lui era come un figlio. Lo affiancavano infermiera e dottore, ma non voleva nessuno in camera. Non so cosa sia successo e mi auguro che non sia stata trascurata la sua vita, o che ci sia stato qualche errore da parte dei medici. Ora ci sono le indagini, ci penseranno gli avvocati e la polizia in Argentina, se è vero quello che stanno dicendo mi fa il doppio del male perché non meritava di esser lasciato solo. Quello che mi sembra strano è che quando hanno chiamato l’ambulanza non è stato detto il nome di mio fratello, né il medico ne l’infermiera hanno fatto il nome di Maradona“. E sulle critiche legate alla condotta di vita del fratello ha preferito glissare: “Mio fratello si è fatto male da solo, mai ad altri. Parlare così di chi non si può difendere non è bello”, ha affermato.

L’ultima strana telefonata di Diego Maradona al fratello

Hugo, che vive in Italia, non ha potuto dare l’addio al fratello a causa delle problematiche di viaggio legate all’attuale pandemia da Coronavirus. Intervistato dalla rivista portoghese Caras, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza della morte del fratello in modo del tutto inaspettato. “Ero uscito a comprare le sigarette, e il negoziante mi fece le  condoglianze. Lo ringraziai, ma non capii di cosa stesse parlando. In macchina mi chiamò mia figlia da Miami, mi chiese dove ero e cominciò a piangere. Mi disse di fermarmi perché doveva darmi una notizia. Le chiesi se fosse incinta. Lei invece mi disse: no papà, è morto lo zio. Non so neanche come ho fatto  a guidare fino a casa“. Hugo aveva parlato col fratello per l’ultima volta la domenica precedente; in quell’occasione Diego gli aveva detto una cosa strana. “Mi tengono qui chiuso, io invece voglio uscire”. “Io gli avevo risposto che presto sarei andato a fargli compagnia. Abbiamo litigato per 22 anni per cose futili. Ci scontravamo, ma era il nostro modo di dire che ci volevamo bene. Quando potrò tornare in Argentina andrò a trovarlo“, conclude Hugo.

 

 

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