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Collari antiabbaio, l’appello dell’Oipa: vanno tolti dal commercio

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Un uomo dell’hinterland romano è stato sanzionato perché in possesso di cani con collare antiabbaio

Le guardie zoofile dell’Oipa nel corso di alcuni controlli di routine nella zona nell’hinterland di hanno trovato due esemplari di cani da caccia rinchiusi in dei recinti accanto all’abitazione del proprietario. Al collo dei cani erano stati agganciati dei collari antiabbaio, il cui uso è vietato dalla legge. Il proprietario è stato quindi multato e i dispositivi sequestrati.  Claudio Locuratolo, coordinatore delle guardie zoofile Oipa di Roma e provincia, ha spiegato la dinamica e in cosa consistono questi dispositivi. “Evidentemente infastidito dall’abbaiare dei poveri cani in isolamento che cercavano di attirare un po’ di attenzione, il proprietario ha pensato di ricorrere all’uso di questi dispositivi elettronici che impediscono al cane di abbaiare dissuadendolo con spruzzi d’acqua, vibrazioni, emissioni di frequenze che infastidiscono l’animale. Ne esistono anche di elettrici che, all’abbaiare del cane, tramite degli elettrodi metallici a contatto con il collo generano alta tensione e una scossa che terrorizza il cane inducendolo a non abbaiare più. Questi dispositivi sono di libera vendita, ma il loro utilizzo è illegale, essendo considerato un maltrattamento perseguibile penalmente a norma dell’art. 544 ter del codice penale, che prevede la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 30 mila euro. Purtroppo l’utilizzo di questi dispositivi è prassi ancora diffusa, soprattutto tra cacciatori e addestratori“. L’Oipa da tempo sollecita la necessità di emanare una normativa che vieti la vendita di questi collari, nonchè l’eliminazione dalle maggiori piattaforme di vendita di e-commerce.


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MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa: arrestato 45enne filippino

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MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa, la Polizia di stato arresta 45enne per ricettazione e rifiuto di fornire le generalità

MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa – Al termine di attività di indagine, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset, sono riusciti a individuare un appartamento in via Gerolamo Cardano dove era stato segnalato lo smercio di materiale di provenienza furtiva da parte di un cittadino straniero. Quando i poliziotti sono giunti nei pressi dell’edificio, hanno notato uno straniero che, a piedi, stava giungendo in direzione dell’ingresso del condominio. A destare sospetti,  il fatto che questo, continuava a voltarsi come per controllare se fosse seguito da qualcuno. Subito dopo ha aperto il cancello pedonale esterno al palazzo e, quando i poliziotti decisi a controllarlo, si sono avvicinati, lui ha cercato di scappare ma è stato bloccato.

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Agitato e visibilmente insofferente al controllo, il 45enne di origine filippina, alla richiesta degli operatori, rispondeva di non avere documenti con sé e di non abitare in quel palazzo. In tasca però, gli venivano trovate alcune chiavi e la somma di 1200 euro in contanti di cui non sapeva giustificare il possesso. Grazie ai due mazzi di chiavi rinvenute, i poliziotti sono riusciti ad individuare poco dopo l’appartamento dove vive lo straniero. All’interno di questo, è stata rinvenuta della merce rubata tra cui personal computer, borse, due orologi, penne, diverse paia di occhiali, tutta refurtiva di ingente valore pari a 10 mila euro circa e di cui l’uomo non sapeva fornire spiegazioni circa la provenienza. Accompagnato negli uffici di Polizia, lo straniero è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione e rifiuto di fornire le proprie generalità.

ROMA Ladri rubano oro e preziosi dal valore di 15mila euro: la polizia li pedina e li arresta

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