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TESTACCIO Famiglie disabili imprigionate in casa: la denuncia

TESTACCIO Famiglie disabili imprigionate in casa. La denuncia della Lega Roma.

TESTACCIO Famiglie disabili imprigionate in casa. Quello delle difficoltà di chi non è normo dotato a far fronte alle esigenze della vita quotidiana è un problema comune a molte città italiane. E molto spesso è causato dall’assenza di adeguate infrastrutture, vuoi per mancanza di fondi, vuoi perchè chi dovrebbe occuparsi della loro installazione in realtà non se ne cura. La questione è particolarmente sentita nella Capitale, dove le situazioni limite non mancano. Proprio una di esse è stata segnalata da Fabrizio Santori e Monica Picca, dirigenti romani del Carroccio.

Teatro, raccontano, le case popolari di via Ginori. Proprio qui abiterebbero tre nuclei familiari, è proprio il caso di dirlo, in pianta stabile. Sì perchè a queste persone è letteralmente impedito di varcare la soglia, se non a proprio rischio e pericolo. Il motivo? Manca lo scivolo per i disabili. Le tre famiglie sono infatti costrette in sedia a rotelle e altri sussidi per la deambulazione. Uno scivolo “fisso o semovibile” sarebbe dunque l’ideale per permettere loro di uscire senza rischiare di cadere.

Per risolvere il problema, le famiglie hanno più volte sollecitato il Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale. Le loro “richieste ufficiali” sono tuttavia cadute nel vuoto. Di procedere autonomamente neanche a parlarne: in questo caso infatti le stesse famiglie diventerebbero responsabili di “eventuali rischi per l’incolumità”. A questo punto, non resta dunque che attendere i “tempi biblici della burocrazia romana”.

Una situazione che, denunciano Picca e Santori, mostra come “sul tema delle barriere architettoniche Roma sia drammaticamente indietro rispetto ad altre città”. I due dirigenti si rivolgono dunque alla sindaca Raggi e al Dipartimento competente, chiedendo di “prendere in carico immediatamente” il caso in questione. L’amministrazione grillina è sempre molto attenta al tema della mobilità: per essa quindi “restituire libertà di movimento a queste famiglie” dovrebbe essere una priorità.

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