Stalking Varriale si difende: “Non sono un mostro”

Stalking Varriale si difende dalle accuse e racconta la propria versione dei fatti

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Stalking Varriale si difende. Intervistato da La Repubblica sui fatti ai danni della ex compagna, il giornalista non si giustifica: “Ho fatto – ammette – qualcosa che non si può nè si deve fare. Mai“. Proprio per questo, nei prossimi giorni sarà chiamato a comparire in un’aula di Tribunale per essere giudicato. L’iter seguirà il rito ordinario, secondo una esplicita richiesta dello stesso Varriale, intenzionato a ribadire di fronte ai magistrati la sua estraneità a quanto gli si contesta. Anche a dispetto delle prove, definite ‘schiaccianti’, rinvenute a suo carico dagli inquirenti. “Ho sbagliato – afferma sicuro – ma non sono un mostro e lo dimostrerò“.

Il giornalista ripercorre poi la vicenda, entrando nel merito delle accuse mossegli dalla compagna: “La sera di quel 5 agosto – racconta – ci trovavamo a casa sua a Roma. Abbiamo avuto una discussione e io poi sono andato via“. “I colpi – prosegue poi – ce li siamo scambiati a vicenda. Io però non l’ho picchiata, nè le ho messo le mani sul collo. Alla fine ero io quello in condizioni peggiori, con un occhio tumefatto“. Varriale ribalta dunque il racconto della donna, dando a sè stesso il ruolo della vittima e non di carnefice: “L’ho solo allontanata per difendermi“, conclude.

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