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Politica

Elezioni 2022 – Pd, dopo il ko parte la resa dei conti. E Letta potrebbe pagare per tutti

Elezioni 2022 – Momento difficilissimo per il Pd, dopo la pesante sconfitta nel voto di ieri. Ecco cosa potrebbe succedere

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Il Pd è, insieme alla Lega, il vero sconfitto di queste elezioni 2022. Ha fallito la missione per la quale, appena 18 mesi fa, aveva richiamato Enrico Letta dalla sua cattedra alla Sorbona: sbarrare la strada verso il governo al centrodestra a guida Meloni rimettendo in piedi la squadra (o meglio, l’album di figurine) del centrosinistra. Il crac c’è stato nella notte e questa mattina il risveglio è di quelli che più amari non si può: l’alleanza tanto attesa non esiste più e soprattutto si riparte dall’opposizione. Quella a cui al Nazareno forse non erano più abituati, dopo 11 anni (su 12) al governo.

PD, DALLA RIMONTA FALLITA ALLA RICOSTRUZIONE

Occorre rimboccarsi le maniche e avviare la ricostruzione. A partire dalle fondamenta: ovvero, proprio da quell’Enrico Letta che ha condotto a un risultato così disastroso. Il segretario, ad amor del vero, ci ha provato a portare il partito nella giusta direzione. Lo ha fatto persino mettendosi alle spalle quella ‘manovrina’ di palazzo che 8 anni fa gli tolse il premierato per consegnarlo nelle mani di Renzi. Con il placet di quello che qualcuno chiamava ‘eccesso di democrazia interna’, ha provato avanti le proprie strategie elettorali, sognando (o forse illudendosi) di arrivare alla rimonta. E invece non è andato oltre un misero 20%, sottraendosi per di più altri elettori al proprio bacino.

PD, LETTA BIS VERSO LA FINE: IN DUE PER LA SOSTITUZIONE

E i motivi sono tanti: dall’asse con i Cinquestelle, prima sedotti alla sinistra e poi abbandonati. Alla commedia dell’accordo con Calenda, che lo ha costretto a dirottare (per pura convenienza) su Sinistra Italiana. Senza dimenticare il guardare più ai diritti che alla vera emergenza di questo paese: il lavoro. Il Letta bis si avvicina quindi alla fine. E vede Elly Schlein e il governatore emiliano Bonaccini già scalpitanti per prenderne il posto nel PD. Questa notte si è trincerato nel silenzio, mandando avanti Debora Serracchiani. La quale ha rivendicato il magro successo di ‘primo partito d’opposizione’, a scapito di Lega e Terzo Polo. Che sia questa la quiete prima della tempesta?

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