Prezzi alle stelle, il Governo schiera la GdF: in arrivo controlli a tappeto

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Prezzi alle stelle, il Governo si muove. All’esecutivo non è andato giù che il costo dei beni di consumo sia schizzato verso l’alto praticamente senza un motivo. L’ultima crescita vertiginosa ha riguardato, qualche giorno fa, la pasta. Una crescita inspiegabile, alla luce del calo del prezzo del grano duro. Si teme quindi che qualcuno ci stia speculando. Ed è proprio per questo che a breve la Guardia di Finanza avvierà controlli mirati. L’appuntamento in tal senso è fissato per i giorni successivi a giovedì prossimo 11 maggio. Quando si riunirà la Commissione di allerta rapida convocata dal Ministero dell’Industria e del Made in Italy.

A presiederla, per volontà del titolare del Dicastero Adolfo Urso, sarà il Garante per la sorveglianza dei prezzi Benedetto Mineo. Subito dopo dovrebbero entrare in azione le Fiamme Gialle, che effettueranno verifiche sul territorio. Intanto i prezzi verranno costantemente monitorati, per far sì che i consumatori non ne ricevano danni. Il Governo è deciso a fare chiarezza sul perchè in un anno, da marzo 2022 a marzo 2023, la pasta sia arrivata a costare il 17,5% in più. Sulla produzione, infatti, oltre al costo del grano, inciderebbe di meno anche quello dell’energia, che le aziende non pagano più come mesi fa.

L’inchiesta non riguarderà però solo la pasta, ma probabilmente anche altri prodotti, anch’essi oggetto di rincari ‘sospetti’. E dei controlli si occuperà, oltre alla GdF, anche l’Antitrust, su richiesta del Codacons. Proprio quest’ultimo da tempo ha messo nel suo mirino l’incresciosa situazione. E spera che l’iniziativa del governo si traduca in provvedimenti seri. Al momento, rivela Coldiretti, il prezzo del grano in Italia si attesta intorno ai 36 centesimi al chilo. Ovvero il 30% in meno rispetto a marzo 2022. Di contro, la pasta è arrivata a costare 2,30 euro al kg. Troppo per non fare qualcosa.

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