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Vaccinazione anti Covid, l’annuncio del Ministro della Salute Schillaci

Vaccinazione anti Covid, verso una nuova campagna in autunno. Le ultime

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vaccinazione anti covid Schillaci

Vaccinazione anti Covid, la ripresa. La conferma arriva direttamente dal Ministero della Salute, attraverso una circolare. In cui si legge che la nuova inoculazione sarà in sostanza sovrapponibile a quella a cui ci si è sottoposti l’anno scorso. La campagna, gratuita, avrà luogo in autunno, insieme a quella per l’immunizzazione dall’influenza. L’appuntamento sarà a partire da ottobre, rivolto a tutti i soggetti più a rischio.

A costoro, prosegue la nota, verrà iniettata “una nuova formulazione di vaccini a MRNA e proteici, aggiornata monovalente XBB 1.5“. La quale dovrebbe essere approvata da Ema e Aifa “per fine estate/inizio autunno“. La circolare conferma quindi la politica del Ministro Schillaci, tanto osteggiata a destra, di continuare a usare il vaccino. Ciò con l’obiettivo di “ridurre la mortalità, le ospedalizzazioni e le forme gravi” dell’infezione.

A sottoporsi al vaccino saranno soprattutto le persone anziane, dai 60 anni in su, e altamente fragili, ma anche le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. L’indicazione è quella di effettuare una nuova inoculazione ogni 12 mesi. Tutti coloro che hanno contratto il Covid o a cui è stata somministrata una dose di recente dovranno aspettare 3 mesi prima di vaccinarsi di nuovo.

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Ricciardi difende Conte e il lockdown. La Commissione Covid mette paura

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Ricciardi: “La Commissione Covid è per mettere sotto accusa Conte”

Il docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, Walter Ricciardi, ha espresso la sua visione sulla Commissione d’inchiesta su Covid, approvata definitivamente e senza problemi dalla Camera. A suo avviso, la commissione “è viziata fin dall’inizio” in quanto le indagini saranno apparentemente dirette verso “la critica del governo” in carica durante la pandemia, e non verso un’analisi effettiva dei problemi. La sua percezione è che le aspettative riguardo l’operazione e l’utilità tecnica futura del lavoro da svolgere, sono pessimiste.

Ricciardi ha osservato come “tutti i Paesi del mondo hanno esaminato ciò che è accaduto” durante la pandemia, con un approccio obiettivo e basato su prove scientifiche per “imparare e non dimenticare la lezione di Covid“. Accoglie positivamente tutte le commissioni che cercano di approfondire, rivedere ed imparare per il futuro. Tuttavia, la commissione italiana è stata impostata esclusivamente in termini politici. Il fatto che le Regioni, responsabili della fornitura dei servizi sanitari in Italia, siano state escluse dal perimetro d’indagine indica, secondo Ricciardi, la mancanza di volontà di fare un esame scientifico.

Ribadisce che tale commissione, con il suo attuale setup, “non può portare a nulla di buono, se non a ulteriori polemiche e divisioni”. Sottolinea che sono ancora presenti le stesse condizioni che hanno portato alla pandemia e sarebbe opportuno evitare divisioni e cercare un accordo unanime in Parlamento sulla necessità di non ripetere gli stessi errori.

Ricciardi non ha apprezzato la citazione da parte della deputata di Fratelli d’Italia, Alice Buonguerrieri nella sua dichiarazione di voto. Il suo intervento ha causato una bagarre in Aula e ha suscitato le reazioni di Speranza e Giuseppe Conte. Nello specifico, la deputata ha affermato che la commissione è ciò che coloro che hanno subito lockdown, Green pass, restrizioni chiedono, misure che, secondo lei, mancano di supporto scientifico e sono state attuate come soluzioni di “cieca disperazione”.

Ricciardi ha risposto alla dichiarazione della parlamentare, dicendo che il lockdown è effettivamente una misura di cieca disperazione nell’ottica che rappresenta l’unica alternativa possibile in quel contesto. La dichiarazione è stata presa provvista, attribuendole un significato negativo. Ricciardi conclude riaffermando le sue preoccupazioni in merito alle premesse imposte, non aspettandosi nulla di buono.

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Covid, scoperta una nuova variante ‘sudafricana’: “Ha subito oltre 100 mutazioni”

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Nuova variante sudafricana di Covid: più di 100 mutazioni

Una recente scoperta nel campo della virologia ha portato alla luce una nuova variante di Covid, individuata in Sudafrica e denominata Ba.2.87.1. Tale variante, caratterizzata da oltre 100 mutazioni, è stata individuata da un gruppo di scienziati che aveva precedentemente individuato Omicron.

Il direttore del Centro per la risposta alle epidemie e l’innovazione presso la Stellenbosch University, Tulio de Oliveira, ha sottolineato che questa variante è geneticamente distintiva dagli attuali ceppi di Omicron circolanti. Secondo de Oliveira, l’analisi preliminare suggerisce che la variante Ba.2.87.1 sia emersa da Ba.2 o dal nodo basale di Omicron, con ipotesi che indicano un’origine da un’infezione cronica seguita dalla trasmissione nella popolazione.

Al momento, la trasmissibilità e la patogenicità di questa nuova variante sono ancora sconosciute; tuttavia, le prime analisi suggeriscono che potrebbe essere meno immunoevasiva rispetto ad altri ceppi. Alcuni ricercatori, come Raj Rajnarayanan dell’Università dell’Arkansas, hanno evidenziato che Ba.2.87.1 dovrebbe produrre ulteriori mutazioni per rimanere competitiva.

Nonostante la scoperta di questa nuova variante, al momento non sembra costituire una preoccupazione immediata, in quanto i contagi in Sudafrica rimangono relativamente bassi e non sembra diffondersi ampiamente. Tuttavia, il paese ha intensificato la sorveglianza genomica per monitorarne la diffusione. In definitiva, la scoperta di questa nuova variante sudafricana di Covid pone ulteriori interrogativi sulle mutazioni e l’evoluzione del virus, richiedendo ulteriori studi e monitoraggi per comprendere appieno le sue caratteristiche e il suo impatto sulla salute pubblica.

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Covid, il ministero prolunga l’obbligo delle mascherine

L’obbligo delle mascherine in ospedali e Rsa è stato prolungato

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Covid, il ministero prolunga  l’obbligo delle mascherine in ospedali e Rsa fino a giugno

Il Ministero della Salute ha pubblicato un’ordinanza che prolunga l’obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in ospedali e strutture socio-sanitarie fino al 30 giugno. Questa misura riguarda lavoratori, utenti e visitatori delle strutture sanitarie, in particolare nei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi. è stata adottata a seguito del riproporsi dei contagi che ha costretto le strutture sanitarie a prendere delle misure aggiuntive.

A Milano, a causa dell’aumento dei ricoveri, gli ospedali sono costretti a rinviare i ricoveri non urgenti. L’Agenzia di Tutela della Salute (Ats) ha deciso di bloccare i ricoveri non urgenti, come quelli prenotati dai cittadini, nelle strutture ospedaliere e sociosanitarie della Città Metropolitana di Milano. Questa decisione è stata presa a causa delle difficoltà causate dal massiccio afflusso di persone colpite da influenza e Covid. Il blocco riguarda in particolar modo l’area sanitaria riabilitativa e l’area sociosanitaria fino al 31 gennaio e i ricoveri chirurgici, almeno fino al 15 gennaio.

Questa proroga come riporta il Corriere della Sera, dell’obbligo delle mascherine e il blocco dei ricoveri non urgenti rappresentano delle misure necessarie per far fronte all’attuale situazione di emergenza legata alla diffusione del virus. L’attenzione e la collaborazione di tutti sono cruciali per contenere la diffusione del virus e garantire la sicurezza all’interno delle strutture sanitarie.

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Covid, come capire se è influenza oppure raffreddore? Qualche tips utile

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Covid, come capire se è influenza oppure raffreddore? Qualche tips utile

Come distinguere Covid, influenza e raffreddore e come proteggersi.

Nel periodo festivo, è importante distinguere i sintomi del Covid-19, influenza e raffreddore, in modo da adottare le giuste precauzioni e cure. Sia l’influenza che il Covid-19 sono malattie respiratorie contagiose causate da virus diversi. Il modo più sicuro per distinguerli è attraverso il tampone, mentre il raffreddore ha sintomi e caratteristiche generali diverse. È fondamentale conoscere i sintomi comuni e specifici di ciascuna patologia, così da identificare i metodi di cura consigliati in base al caso. È altrettanto importante capire perché gli antibiotici non sono raccomandati per il trattamento dell’influenza e di altre infezioni virali.

Le differenze tra Covid, influenza e raffreddore

Secondo un articolo del Guardian, i sintomi più comuni del Covid-19 includono febbre (generalmente superiore a 37,8 °C), tosse persistente, perdita del gusto e/o dell’olfatto, affaticamento, dolori, mal di gola, mal di testa e mancanza di respiro. Al contrario, diarrea e congestione nasale sembrano essere meno comuni nei casi di Covid-19.
L’influenza, invece, si caratterizza per febbre, tosse secca, dolori, mal di testa, stanchezza e, talvolta, congestione nasale, mal di gola e diarrea, soprattutto nei bambini. Starnuti e mancanza di respiro sono meno frequenti rispetto al Covid-19.
Per quanto riguarda il raffreddore comune, i sintomi tipici comprendono starnuti, congestione nasale, dolori alle ossa e mal di gola. È raro avere febbre, diarrea o mal di testa persistente in caso di raffreddore.
Per ulteriori informazioni, leggi l’articolo completo su Il Messaggero.

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Nuovi vaccini Covid in arrivo: l’annuncio

Nuovi vaccini Covid, le parole del Ministro della Salute Orazio Schillaci

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Vaccinazioni Covid a rilento, si temono 15mila morti, si valuta open day

Nuovi vaccini Covid, ci siamo. A confermarlo direttamente il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine di un evento alla Camera.

Incalzato dai giornalisti sul fatto che l’inoculazione possa essere di massa e gratuita, il titolare di Lungotevere Ripa, ha risposto: “Ancora non ci abbiamo ragionato“. Più certo invece sulla data di arrivo dei sieri: “Li avremo tra 15 giorni“.

Poi sui rischi di un contagio in questi giorni di ritorno a scuola, ha aggiunto: “Siamo molto tranquilli. Stiamo lavorando con il Ministero dell’Istruzione per tranquillizzare tutti. C’è stato su questo argomento un allarmismo forse esagerato“.

NUOVI VACCINI COVID, MA NON SOLO: LA NOVITA’ DA MODERNA

Intanto è di queste ore la notizia che presto potremmo avere un unico vaccino contro Covid e influenza. A comunicarlo, in una nota, la stessa azienda produttrice, Moderna. “Intendiamo – ha spiegato il Ceo Stephane Bancel – renderlo disponibile già nel 2025. Ma prevediamo anche di aggiornare regolarmente le combinazioni“.

ALLARME VESPA ORIENTALIS A ROMA 

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Stop isolamento positivi al Covid, Galli avverte: “Atto politico, non è finito niente”

Stop isolamento positivi al Covid, le dure parole dell’ex infettivologo sulla norma licenziata dal Governo

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Stop isolamento positivi al Covid, c’è chi dice no. Come l’ex primario di Malattie Infettive del Sacco di Milano Massimo Galli. Che, intervistato da Adnkronos, si scaglia contro la misura contenuta nel DL Omnibus. “Non è finito nulla – tuona – Forse lo è nelle speranze di qualcuno, ma non nelle certezze“.

A suo avviso, la scelta del Governo “è solo un atto politico e non ha nessuna base scientifica“. E svela che in autunno, all’avvio della nuova campagna vaccinale, anche lui si sottoporrà all’inoculazione: “Ho già fatto 4 dosi e la malattia. In più ho una serie di comorbosità per cui dovrò fare la vaccinazione. E la consiglio agli anziani e ai fragili“.

Nel mirino del medico, oggi in pensione, c’è soprattutto lo scaricabarile adottato dal Governo: “E’ discutibili addossare agli ospedali certe responsabilità. A decidere se isolare i positivi saranno infatti le direzioni sanitarie. Nella realtà dei fatti però la situazione è e sarà diversa“.

Non sappiamo cosa succederà in autunno – aggiunge al riguardo – Se un’anziana contrae la malattia in corsia e muore, di chi sarà responsabilità?“. Ma esclude una nuova ondata: “Il Paese è molto vaccinato e metà della popolazione ha avuto l’infezione. Quadri clinici gravi, salvo cataclismi e comparsa di varianti, non saranno quindi elevatissimi“.

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Santo Spirito: Infermiera aggredita con un bastone

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La questione della sicurezza sul lavoro per operatori sanitari di tutte le categorie è un tema bollente soprattutto negli ospedali della capitale. Un uomo di 36 anni ieri all’Ospedale Santo Spirito di Roma  una infermiera che tentava d calmarlo.

L’infermiera ha subito violenti colpi dall’uomo, sia pugni che bastonate, ed è stata ricoverata con qualche giorno di prognosi. Sicuramente la donna si rimetterà, ma la dignità del lavoro degli operatori sanitari sta venendo sempre più colpita da questi casi di violenza.

Non si fa abbastanza? La risposta  è che malgrado le svariate pattuglie di polizia che spesso pattugliano le entrate degli ospedali , soprattutto nelle ore notturne, non si riesce comunque a intervenire tempestivamente.

Nulla si può fare invece per questi individui semplicemente inadatti alla vita sociale: gli eventi del genere stanno aumentando di numero e gravità.

Già l’idea di portarsi, o raccattare per terra, un bastone e colpire una infermiera in servizio è pazzia, sapere anche che questa avrà bisogno di giorno (o settimane ) per riprendersi fa venire i brividi. Non si deve far rischiare a lavoratori così cruciali per la nostra Capitale, di essere colpiti violentemente mentre si svolge il proprio lavoro.

La collera del bastonatore è continuata: dopo aver colpito tutti coloro che cercavano di fermarlo si è scagliato contro finestre e materiale sanitario. La pattuglia dei Carabinieri è sopraggiunta in una decina di minuti, ponendo fine alla parabola distruttiva del bastonatore. Tutto questo è successo a pochi giorni dall’inaugurazione di una nuova centrale di polizia davanti all’Ospedale San Camillo, alla quale hanno presenziato anche il Ministro Dell’Interno Matteo Piantedosi e il Governatore Rocca. Questo nuovo braccio della polizia sulla Gianicolense dovrà evitare quello che è successo al Santo Spirito, attraverso lo sterro controllo.

La Cronaca di Roma sul suo sito internet

La Cronaca di Roma su Twitter

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Fine emergenza Covid, l’atteso annuncio dell’Oms

Fine emergenza Covid, le parole del direttore generale dell’Organizzazione Ghebreyesus

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Fine emergenza Covid Oms

Fine emergenza Covid, il momento è arrivato. A sancirlo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per bocca del suo direttore generale Tedros Ghebreyesus. Questi ha avviato il suo discorso ripercorrendo le tappe della lotta contro l’infezione. A partire dal rinvenimento dei primi casi: “1221 giorni fa, l’Oms è venuta a conoscenza di un cluster di polmonite dovuta a cause sconosciute a Wuhan, in Cina“.

Di qui l’inizio delle ostilità: “Il 30 gennaio 2020, sotto consiglio di un comitato di emergenza, ho dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale per l’epidemia globale di Covid. Era il livello di allarme più alto ai sensi del diritto internazionale. In quel momento, fuori dalla Cina, c’erano circa 100 casi e nessun decesso. Da allora il Covid ha capovolto il nostro mondo“.

Lo dimostrano i numeri, soprattutto in termini di vite umane perse: “Ci hanno riferito che i morti sono stati 7 milioni. Sappiamo però che il dato potrebbe essere molto più alto, circa 20 milioni“. Ma finalmente ieri è arrivata la svolta tanto attesa. Essa si è manifestata nel corso della tesina riunione dell’Oms. Dove, ha spiegato Ghebreyesus, “mi hanno consigliato di dichiarare la fine dell’emergenza globale. E io ho accettato“.

Covid finito dunque. Ma, avverte il direttore generale, solo come emergenza, non come minaccia per la salute. “La scorsa settimana – ha precisato – ha tolto una vita ogni tre minuti. E questi sono solo i morti che conosciamo. Inoltre, mentre parliamo, migliaia di persone nel mondo stanno combattendo per la vita nelle terapie intensive. E milioni continuano a essere debilitati dai postumi. Il Covid continua a esistere, uccidere e cambiare“.

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Fine pandemia, a breve l’annuncio: arriva la conferma

Fine pandemia, le parole del Ministero della Salute in merito al prossimo intervento dell’Oms

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Fine pandemia, ci siamo. Mancherebbe davvero pochissimo all’uscita da un incubo durato tre anni. Per l’ufficialità, però, occorrerà attendere ancora qualche giorno. A confermarlo, quest’oggi, il Ministro della Salute Orazio Schillaci. Il quale intanto ha annunciato l’entrata in vigore, dal 1° maggio prossimo, dell’ordinanza sulle mascherine degli ospedali. “L’ho firmata oggi – ha spiegato – e ne limita l’obbligatorietà ai reparti a maggior intensità di cura e con i pazienti più fragili, oltre che alle Rsa“. Un provvedimento che, sottolinea, costituisce un ottimo segnale sotto il profilo sanitario.

Testimonia” infatti “che finalmente stiamo uscendo da questa terribile pandemia che ha limitato le nostre vite negli ultimi tre anni“. Ciò, aggiunge, potrebbe essere ben presto ratificato dall’Oms: “Confido molto che il prossimo 20 maggio anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiari la fine della pandemia“. Ce n’è dunque abbastanza per “guardare con ottimismo al futuro“. Ma i pericoli sono sempre dietro l’angolo: “Siamo pronti – conclude – in caso di nuove emergenze ad intervenire tempestivamente per continuare a salvaguardare la salute pubblica e i nostri cittadini“.

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Covid variante Arturò, il nuovo ceppo identificato in Italia

Covid variante Arturò, l’annuncio dell’Assessore regionale della Lombardia Guido Bertolaso

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Covid variante Arturò. E’ questo il nome dell’ultima forma con cui l’infezione sarebbe tornata a fare visita all’Italia. Ad accorgersene un equipe operante presso l’IRCCS ‘San Matteo’ di Pavia. Il gruppo, guidato dal professor Fausto Baldanti, direttore dell’Unità di Microbiologia e Virologia del nosocomio, avrebbe individuato e identificato il nuovo ceppo. Il cui nome scientifico è XBB.1.16. A confermare la notizia è stato l’Assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso. Secondo cui al momento ‘Arturò’ non sarebbe stato trovato da altre parti nel nostro paese.

Abbiamo già avvisato il Ministero della Salute – ha spiegato l’ex capo della PC – e i nostri laboratori sono in continuo contatto con l’Istituto Superiore di Sanità, con cui collaborano alla sorveglianza nazionale“. Sull’identificazione, Baldanti ha poi aggiunto che è avvenuta tramite “lo screening attivo presso l’ospedale e che include sia pazienti ricoverati che quelli che accedono al Pronto Soccorso“. La situazione sarebbe attentamente al vaglio, ma al momento non ci sarebbe da preoccuparsi: “Le caratteristiche non sono ancora considerate di maggior impatto, nè sulla gravità nè sulla capacità di infettare“. Escluse quindi per ora misure aggiuntive a quelle di prevenzione già in vigore.

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