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Rhove a processo per il video di una canzone: il rapper bloccò il traffico di Milano con le bici

Rhove a processo per il video di una canzone: il rapper bloccò il traffico di Milano con le bici

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Rhove a processo per il video di una canzone: il rapper bloccò il traffico di Milano con le bici

Rhove, il rapper di Rho, finisce sotto processo per aver causato il blocco del traffico a Milano durante le riprese di un video musicale. L’evento, organizzato senza preavviso al Questore, ha coinvolto centinaia di giovani ciclisti e ha generato malcontento tra gli automobilisti.

Nel maggio 2022, Samuel Roveda, conosciuto come Rhove, come riporta Fanpage ha organizzato un raduno per registrare un video della sua canzone, senza comunicare l’evento alle autorità.

Centinaia di fan hanno risposto all’appello, guidando in corteo su via Vittor Pisani fino a piazza della Repubblica, causando un blocco del traffico. Tuttavia, l’evento non ha provocato particolari incidenti, ma ha generato malcontento tra gli automobilisti.

Il rapper 22enne di Rho è stato accusato di aver violato il regio decreto del 1931 e di non aver rispettato l’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che richiede l’avviso preventivo al Questore per la realizzazione di eventi in luoghi pubblici.

Rhove aveva pubblicizzato l’evento attraverso i suoi canali social, invitando i partecipanti a presentarsi con le proprie biciclette per le riprese del video musicale.

Né Rhove né gli altri tre organizzatori hanno dato avviso del raduno, e ora sono sottoposti a processo davanti al Tribunale di Milano.

Si prevede che l’esito del processo possa culminare in un’ammenda, poiché non sono state riportate conseguenze gravi oltre al malcontento generato tra gli automobilisti. I fan partecipanti alle riprese, tuttavia, non sono a rischio di conseguenze penali.

 

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Concorso Guardia di Finanza. Il bando completo con link

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Concorso Guardia di Finanza. Il bando completo con link

Bando di Concorso per Tenenti del Corpo della Guardia di Finanza

Si comunica che sul portale Concorsi Online del Corpo, disponibile all’indirizzo https://concorsi.gdf.gov.it, è stato pubblicato in data 1 febbraio 2024 il bando di concorso per il reclutamento di 12 tenenti in servizio permanente effettivo del “ruolo tecnico-logistico-amministrativo” del Corpo della Guardia di Finanza.

I posti disponibili sono suddivisi nelle seguenti specialità:

  • -2 posti per amministrazione;
  • 2 posti per telematica;
  • 2 posti per infrastrutture;
  • 1 posto per motorizzazione-settore terrestre;
  • 1 posto per motorizzazione-settore navale;
  • 2 posti per sanità;
  • 2 posti per veterinaria.

Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 1° gennaio 2024, non abbiano superato il compimento del trentaduesimo anno di età (nati non prima del 1° gennaio 1992), e che alla data di scadenza per la presentazione della domanda siano in possesso di una laurea specialistica, magistrale o titolo equipollente, in discipline attinenti alla specialità per cui si concorre.

La domanda di partecipazione al concorso deve essere presentata entro le ore 12.00 del 2 marzo 2024, compilando esclusivamente in via telematica la procedura guidata disponibile sul portale concorsi online https://concorsi.gdf.gov.it. È possibile acquisire ulteriori informazioni dettagliate sul portale stesso.

I concorrenti devono munirsi di uno strumento di autenticazione, come il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) o il Sistema di identificazione digitale “Entra con CIE”, utilizzando la carta d’identità elettronica (CIE) rilasciata dal Comune di residenza.

Per ulteriori informazioni sul concorso e sui suoi esiti, si prega di consultare il portale https://concorsi.gdf.gov.it o l’APP Mobile “GdF Concorsi”, disponibile su Google Play e App Store, oppure tramite la scansione del QR code presente sul portale stesso.

Si invitano i potenziali candidati a consultare attentamente il bando e ad agire secondo le indicazioni fornite al fine di garantire una corretta partecipazione al concorso.

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Giudice annulla debito di 20 mila euro: l’ingiunzione arrivata per mail nella casella piena

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Giudice annulla debito di 20 mila euro: l’ingiunzione arrivata per mail nella casella piena

La Corte d’Appello di Lecce ha stabilito che un contribuente non dovrà pagare oltre 20 mila euro di contributi previdenziali all’Inps a causa della sua casella email piena. Questa decisione annulla migliaia di euro di contributi previdenziali inizialmente richiesti dall’Agenzia delle Entrate attraverso pec (posta elettronica certificata).

Secondo il quotidiano Repubblica, il motivo risiede nel difetto di notifica. L’intimazione del pagamento dei contributi previdenziali Inps era stata inviata via pec, ma il cittadino di Brindisi aveva la casella piena. La prescrizione è intervenuta e quindi non dovrà pagare.

Nella controversia in questione, la mail del concessionario della riscossione intimava il versamento dei contributi per l’anno 2014. Il contribuente aveva presentato ricorso al Tribunale di Brindisi, che aveva accertato la prescrizione del credito a causa della notifica irregolare e dell’impossibilità di garantire la corretta ricezione della raccomandata informativa. La vicenda è poi giunta alla Corte d’appello di Lecce, che ha confermato la sentenza di primo grado. L’Agenzia delle Entrate non procederà con una ulteriore impugnazione. Durante il processo è emerso il motivo della mancata ricezione dell’intimazione di pagamento dei contributi Inps.

Ma cosa avrebbe dovuto fare chi richiedeva il pagamento? Secondo i giudici, avrebbe dovuto effettuare un altro tentativo di invio della pec trascorsi sette giorni dal primo tentativo. In caso di mancata ricezione, si avrebbe dovuto procedere con un ulteriore deposito telematico presso la Camera di commercio, la pubblicazione dell’avviso di notifica sul sito internet di Infocamere per 15 giorni e infine l’invio di un avviso di notifica tramite raccomandata.

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Che cosa è l’atto giudiziario Business Online? La risposta di Poste Italiane

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Atto Giudiziario Business Online

Poste Italiane accelera ulteriormente il processo di digitalizzazione con il lancio del nuovo servizio “Atto Giudiziario Business Online“. Questo innovativo servizio, interamente digitale nella sua concezione, offre la possibilità di inviare documenti in formato cartaceo, rappresentando un passo avanti nella trasformazione digitale dell’azienda.

Attualmente operativo per le aziende e le pubbliche amministrazioni nella zona di Roma e provincia, il servizio è accessibile 24 ore su 24, consentendo l’invio di documenti su tutto il territorio nazionale nel rispetto della legge 890/1982 e delle successive modifiche e integrazioni.

L’utilità dell’atto giudiziario Online

Caratterizzato da una struttura modulare, flessibile e configurabile, questo nuovo servizio semplifica tutte le attività di gestione, accelerando i tempi di invio e riducendo i costi complessivi. Poste Italiane si occupa direttamente di tutte le fasi connesse all’invio, compresa la stampa, l’imbustamento, l’apposizione dell’indirizzo, il recapito, la rendicontazione per il cliente e l’archiviazione online.

Questo passo avanti nel processo di digitalizzazione testimonia l’impegno di Poste Italiane nel fornire soluzioni innovative e efficienti per le esigenze delle imprese e delle pubbliche amministrazioni. Il nuovo servizio “Atto Giudiziario Business Online” mira a semplificare ulteriormente le procedure, offrendo al contempo una maggiore flessibilità e comodità per gli utenti. Fonte

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Ddl Ferragni: Indicare finalità e destinatari della beneficenza. Sanzioni fino a 50mila euro

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Ddl Ferragni: Indicare finalità e destinatari della beneficenza. Sanzioni fino a 50mila euro.

Il disegno di legge sulla trasparenza nella destinazione a scopo benefico dei proventi derivanti dalla vendita di prodotti, conosciuto come “ddl Ferragni“, è atteso domani per una riunione preparatoria del Consiglio dei ministri di giovedì.

Tra le misure previste, vi è l’obbligo di indicare sul prodotto le finalità dei proventi e il destinatario della beneficenza, l’importo o la quota destinati a tale scopo, e sanzioni da 5.000 a 50.000 euro, con la possibilità di sospensione dell’attività per un anno in caso di violazioni reiterate, con l’Antitrust competente a irrogare le sanzioni.

Inoltre, è previsto l’obbligo di indicare all’autorità prima della messa in commercio dei prodotti le informazioni obbligatorie e il termine entro cui sarà versato l’importo destinato alla beneficenza. Gli influencer che violeranno le norme sulla trasparenza nelle vendite di prodotti a fini di beneficenza dovranno pubblicare sul proprio sito il provvedimento sanzionatorio ricevuto. L’Antitrust pubblicherà i provvedimenti sanzionatori adottati su una apposita sezione del proprio sito internet istituzionale, sul sito del produttore o del professionista destinatario della sanzione, su uno o più quotidiani, nonché mediante ogni altro mezzo ritenuto opportuno in relazione all’esigenza di informare compiutamente i consumatori a cura e spese del produttore o del professionista. La sanzione amministrativa varierà da 5.000 a 50.000 euro, determinata facendo riferimento al prezzo di listino di ciascun prodotto e al numero delle unità poste in vendita.

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Pignoramento della pensione, Ecco i nuovi limiti. La legge 142/2022 cambia tutto

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pignoramento pensione i nuovi limiti

Cambia il limite per il pignoramento della pensione. La nuova legge introduce un’importante novità per i tanti cittadini italiani che percepiscono la pensione.

Infatti come riporta la Gazzetta Ufficiale, con la legge 142/2022, di conversione del decreto Aiuti bis, il limite per la non pignorabilità delle pensioni viene elevato da 750 a 1.000 euro.

L’articolo di riferimento é infatti chiaro nello stabilire che “Le somme dovute a titolo di pensione, di indennità con funzione di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro”.

La legge del 21 settembre 2022, numero 142, convertita in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115, recante misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali è diventata legge il 22 settembre del 2022.

Tanti i cittadini italiani che ancora non sanno di questa importante novità riguardante le pensioni. Dopo l’aumento di gennaio di circa cinque punti percentuali visibile anche a chi si è recato nei tanti uffici postali sparsi nel paese, la legge che cambia il pignoramento della pensione con i nuovi limiti è un’altra notizia che farà felici tanti cittadini alle prese con qualche problema economico. Si tutela così il potere d’acquisto di milioni di pensionati italiani.

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Aumentano le Pensioni in media del 5,4%. Tutte le novità per il nuovo anno

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Pensioni, aumenti medi del 5,4%: ecco le novità per il 2024

Aumento delle pensioni nel 2024: le novità più importanti

Il trattamento pensionistico minimo erogato dall’INPS nel 2024 ammonta a 598,61 euro, con un aumento del 5,4% rispetto all’anno precedente. In base a questo nuovo valore, vengono definite le fasce di applicazione dell’indice inflazionistico per i trattamenti superiori a quattro volte il minimo, che verranno parzialmente adeguati alla variazione del costo della vita. Nel caso una persona riceva più pensioni, l’importo totale delle stesse viene considerato per individuare la percentuale di aumento da riconoscere.

Da quest’anno, le pensioni quota 103 potranno essere erogate con un importo massimo mensile lordo non superiore a 2.394,44 euro, mentre per le pensioni quota 103 versione 2023 e le anticipate contributive il tetto è di 2.993,05 euro. In aggiunta, le pensioni di importo pari o inferiore al minimo subiranno un ulteriore incremento del 2,7% oltre al 5,4% previsto. Ciò porterà l’importo minimo in pagamento a 614,77 euro.

Anche il valore dell’assegno sociale è stato adeguato e nel 2024 ammonta a 534,41 euro. Questo importo rappresenta anche il minimo necessario per accedere alle pensioni di vecchiaia contributive all’età di 67 anni. Per le donne, il requisito di importo minimo per l’anticipata contributiva è di 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale), ridotto a 1.496,35 euro per quelle con un figlio e a 1.389,47 euro per quelle con almeno due figli.

Infine, il massimale di retribuzione imponibile per i lavoratori soggetti integralmente al metodo di calcolo contributivo della pensione è stato aumentato da 113.520,00 euro a 119.650,00 euro. Fonte

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