È stato espletato l’espatrio del cittadino egiziano a Roma, che oltre alla vendita di frutta e verdura, si è dimostrato pericoloso per la sicurezza dello Stato a causa delle sue attività terroristiche.
L’uomo è stato rintracciato dalla Digos insieme ai colleghi della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione e la Direzione Centrale e l’Ufficio dell’Immigrazione, in seguito a un provvedimento di espulsione adottato dal ministro dell’Interno. Il 31enne propagandava lo Stato Islamico e esaltava il jihad e gli attentati suicidi come strumenti per stabilire la supremazia dell’Islam.
Ibrahim Fetouh Moustafa Matar, giunto in Italia nel 2003, è stato arrestato insieme al fratello maggiore Hathem, ancora detenuto per reati legati al terrorismo. Entrambi gestivano un negozio di frutta e verdura a Colleferro dove si presumevano attività di proselitismo legate all’Islam violento. Hathem, il fratello maggiore di 38 anni, deteneva numerose istruzioni tecniche per attentati, comprese espressioni di giubilo per lo sgozzamento di un giornalista americano nel 2014.
Dopo l’arresto, è stato emesso un provvedimento di espulsione per entrambi i fratelli. Tuttavia, hanno presentato ricorso al TAR sostenendo che in Egitto sarebbero stati sottoposti a tortura e a un regime non garante dei diritti umani. Nonostante ciò, Ibrahim è stato intercettato e rimpatriato in Egitto, mentre Hathem è ancora detenuto in Italia.
Fonte: Il Messaggero
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