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Federcarrozzieri: Ritardi nelle consegne dei pezzi di ricambio delle automobili e aumento dei furti

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Federcarrozzieri: Ritardi nelle consegne dei pezzi di ricambio delle Automobili

La crisi in corso nel Mar Rosso potrebbe avere conseguenze significative per le famiglie italiane, con possibili aumenti delle tariffe che potrebbero riflettersi indirettamente sulla situazione nel canale di Suez. L’allarme è stato lanciato da Assoutenti in risposta alle segnalazioni di Federcarrozzieri.

I ritardi nelle consegne di componenti e pezzi di ricambio legati alle difficoltà di trasporto nella regione del Mar Rosso stanno causando, secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, non solo aumenti diretti, ma anche rincari indiretti. La carenza di componenti e ricambi sul mercato potrebbe portare, da un lato, a un aumento dei costi delle riparazioni delle auto nelle carrozzerie italiane per autovetture coinvolte in incidenti e, dall’altro, a un aumento dei furti di autovetture nelle città italiane. Questi furti possono riguardare anche singoli pezzi delle macchine, un fenomeno già verificatosi nel 2022 a seguito della guerra in Ucraina e della conseguente crisi del settore automobilistico.

Melluso avverte che ciò comporterebbe un aumento inevitabile dei costi per le compagnie di assicurazioni, i quali verrebbero scaricati sui consumatori attraverso un aumento delle tariffe per l’assicurazione responsabilità civile auto (Rc auto). Alla fine del 2023, tali tariffe sono già aumentate del +7,8% su base annua.

L’eventuale aumento del +5% dei prezzi delle polizze, causato dalla crisi del Mar Rosso, si tradurrebbe in una spesa aggiuntiva di 635 milioni di euro solo per la categoria degli automobilisti, rappresentando un ulteriore onere economico per le famiglie italiane. Fonte

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Rapina attraverso tunnel: cinque arresti a Roma per il colpo messo a segno

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Arresti per tentata rapina e disastro doloso

I carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere, su delega della Procura, hanno eseguito un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere per cinque persone. Gli individui sono sospettati di aver tentato una rapina alla filiale Unicredit di via Innocenzo XI l’11 agosto 2022. Sono inoltre accusati di aver causato un crollo e un disastro doloso, a seguito del cedimento di una parte della strada causato dal loro scavo, attraverso il quale avrebbero tentato di accedere alla banca.

Avvio delle indagini e tentativo fallito di rapina

L’indagine è stata avviata a giugno 2022, a seguito di alcune indicazioni e informazioni da cui era emerso che un gruppo di persone stava organizzando una rapina in un istituto di credito della Capitale. La tecnica utilizzata sarebbe stata quella del ‘buco’, scavando un passaggio sotterraneo. Dopo vari giorni di appostamenti e grazie a intercettazioni e accertamenti, i carabinieri sono riusciti a individuare l’obiettivo: la filiale Unicredit in zona Casal Bertone. Tuttavia, qualcosa è andato storto e i ladri hanno deciso di non portare a termine il colpo.

Un nuovo tentativo di colpo ai danni di Unicredit

Passate alcune settimane, le indagini hanno rivelato come gli indagati si stessero riorganizzando per tentare un altro colpo, stavolta alla filiale Unicredit di via Innocenzo XI. I carabinieri della compagnia di Roma Trastevere hanno osservato gli indagati entrare più volte in un locale commerciale, in disuso, situato alle spalle dell’istituto di credito. Di fronte a questi movimenti, i militari hanno sospettato l’escavazione di un tunnel attraverso l’impianto fognario per raggiungere la banca.

Il crollo e la rapina sventata

La mattina dell’11 agosto 2022, i carabinieri hanno intercettato una telefonata al 112 di uno degli indagati che richiedeva un’ambulanza. Durante le operazioni di scavo, parte del manto stradale era crollato e una persona era rimasta bloccata sotto le macerie. I carabinieri sono subito intervenuti, insieme all’ambulanza. Hanno ispezionato l’interno del magazzino, identificando i presenti e arrestato due che hanno tentato la fuga speronando le auto dei militari.

Continuità delle ispezioni e conseguenze

Nelle giornate seguenti, i carabinieri hanno continuato le ispezioni. Hanno scoperto che, da un locale accessibile tramite una scala interna, erano iniziati lavori di scavo. Questi dovevano attraversare il sottosuolo nel tratto di strada tra via Innocenzo XI e Piazza Pio XI, per raggiungere la rete fognaria e presumibilmente da lì accedere alla banca. L’uomo, che era rimasto intrappolato sotto le macerie, è stato estratto in gravi condizioni dai vigili del fuoco dopo circa otto ore. È stato poi trasportato all’ospedale San Camillo e sottoposto a un intervento chirurgico, venendo dimesso dopo circa dieci giorni.

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32 Incidenti Identificati e Denunciati alla Sapienza il 25 e 26 Marzo

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Indentificati e Denunciati i Causatori di Disordini alla Sapienza

A seguito degli scontri accaduti alla Sapienza il 25 e il 26 marzo scorso, 32 sono le persone individuate e segnalate alla magistratura da parte della polizia di Stato.

Dettagli delle Indagini

Le indagini, uno sforzo della Digos, hanno portato all’identificazione di 28 individui accusati di invasione di terreni ed edifici. Tra i segnalati, figurano anche 2 minorenni. A sei persone è stato attribuito il reato di resistenza e violenza aggravata a pubblico ufficiale, mentre un individuo è accusato di violenza e lesioni aggravate a un agente di polizia.

Riepilogo degli Eventi

Queste azioni si riconducono ai fatti avvenuti il 25 marzo, quando circa 60 membri dei movimenti studenteschi Cambiare Rotta, Fronte della Gioventù Comunista, Coordinamento Collettivi Sapienza e ZAUM decisero di occupare l’aula magna del rettorato dell’università la Sapienza, mantenendo tale posizione fino al giorno seguente.

Gli eventi del 26 marzo vedevano coinvolti altri studenti, che nel tentativo di raggiungere gli occupanti dell’aula magna, si sono ripetutamente scontrati con le forze dell’ordine poste a presidio dell’ingresso del rettorato, risultando anche nel ferimento di un agente di polizia.

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“Barcarolo Romano” – Il Nuovo Singolo del Cantante Brusco

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Il Nuovo Singolo Di Brusco

Brusco, cantante romano, ritorna con un nuovo singolo intitolato “Barcarolo Romano”. Questa canzone, che diventerà disponibile per l’ascolto radiofonico a partire da venerdì 19 aprile, è una reinterpretazione di un classico della canzone popolare romana. Famosa grazie alle interpretazioni di artisti del calibro di Claudio Villa, Gabriella Ferri e Gigi Proietti, “Barcarolo Romano” nella versione di Brusco prende nuova vita. Oltre all’introduzione delle sonorità caraibiche, il cantante ne fa un inno irriverente alla Roma moderna.

Un Tributo Alla Tradizione Canora Romana

Brusco afferma, a proposito del suo nuovo lavoro, che ogni cantante romano prima o poi arriva a confrontarsi con gli stornelli e la canzone popolare. Per lui, “Barcarolo Romano” è sempre stato un vero e proprio cult. Il cantante ha scelto di farne una sua versione, arricchendola con ciò che vede tutti i giorni quando esce di casa. Il sentimento originale del brano è arricchito dalla sua ironia.

Un Anticipo Del Nuovo Album E Un Tour Estivo

“Barcarolo Romano” sarà accompagnata da un videoclip e un imminente tour estivo, durante il quale Brusco girerà l’Italia. Questa canzone anticipa anche il nuovo album dell’artista romano.

La Carriera Di Brusco

Brusco inizia la sua carriera musicale negli anni ‘90, come cantante dei Villa Ada Posse. La sua fama da solista cresce a inizio 2000, grazie alle sue collaborazioni con Sud Sound System e Africa United. Brusco è considerato uno dei pionieri del genere reggae in Italia. L’artista romano si è fatto conoscere anche in ambito mainstream, consolidando nel corso di 20 anni la sua popolarità con brani come “Abbronzatissima”, “Ti penso sempre”, “Sangue del mio sangue” e “Erba della Giovinezza”. Ogni anno offre oltre 50 concerti in tutta Italia e ha pubblicato 11 album, ottenendo continuo riscontro positivo dai suoi ascoltatori. Nel 2021 ha pubblicato “Mappamondo” e nel 2024 uscirà un nuovo progetto musicale, anticipato dal singolo “Barcarolo Romano” in versione reggae.

Intervista A Brusco

Di seguito, troverete un’intervista esclusiva con Brusco.

Videoclip Di “Barcarolo Romano” In Anteprima

Potete dare un’occhiata in anteprima al videoclip del nuovo singolo “Barcarolo Romano”.

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Chiusura e multa per Minimarket a Ostia: sequestrati 300 kg di cibo scaduto

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Chiusura di Mini Market a Ostia per Vendita di Cibo Scaduto

Un mini market localizzato nel centro di Ostia è stato chiuso dopo essere stato trovato a vendere alimenti scaduti e avariati. Il negozio, che ha creato molti problemi di ordine pubblico con la sua area circostante, è stato sequestrato dalle forze dell’ordine.

Sequestro Enorme di Alimenti Scaduti

Agenti della polizia amministrativa del X distretto di Ostia hanno confiscato trecento chili di frutta, verdura, generi di scatola e persino pacchi di pasta dal negozio. Questi alimenti erano ancora esposti per la vendita nonostante fossero scaduti da diversi mesi o addirittura anni.

Gestione Illegale del Negozio

Il mini market, ubicato in viale Stazione del Lido nel centro storico di Ostia, era gestito da un individuo di nazionalità bengalese che non aveva né contratto di lavoro regolare né licenza. Il personale dell’Asl ha sanzionato il gestore con una multa di 3500 euro. Questa negligenza nei mini market della capitale sta diventando un problema sempre più rilevante.

Problemi di Ordine Pubblico e Intervento delle Forze dell’Ordine

Il negozio, frequentato dai cittadini di giorno e notte, era diventato fonte di problemi per l’ordine pubblico, con clienti che acquistavano cibo scaduto e consumavano alcolici in strada fino a tarda notte. Situato a pochi passi dalla stazione di Lido centro di Ostia, e in posizione strategica, il negozio era divenuto punto di riferimento per molti.

Dopo numerose segnalazioni da parte dei residenti, gli agenti del X distretto di Ostia e il personale dell’Asl Roma 3 sono intervenuti con un blitz, sequestrando tutti i prodotti e ordinando la chiusura del negozio con effetto immediato. Il gestore è stato inoltre multato per altri 3500 euro. Gli abitanti del quartiere, in particolare il comitato di Lido centro, hanno ringraziato per l’intervento, sperando che possa segnare l’inizio di un ripristino del decoro e della sicurezza nel centro di Ostia.

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Alessandro, 24, ucciso da pirata della strada: sei anni di condanna al responsabile

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Condanna a sei anni per omicidio stradale

Se è stato applicata una pena di sei anni di reclusione per omicidio stradale contro il pirata della strada che ha investito e ucciso Alessandro Tavanti, un giovane di 24 anni, nella notte del 30 ottobre 2021.

Alessandro Tavanti (Foto archivio)

Il processo e la sentenza

Ieri è stata emessa la condanna a sei anni di reclusione per Daniele A. a causa dell’incidente stradale in cui è morto Alessandro. Daniele è stato giudicato in un processo abbreviato per omicidio stradale, omissione di soccorso e simulazione di un altro reato. La sentenza è stata più severa della richiesta di 5 anni di carcere da parte del pm Antonio Calaresu. Durante la requisitoria, il Pubblico Ministero ha sottolineato l’assenza di un tentativo di scuse da parte dell’imputato. La sentenza è stata emessa dopo che il Giudice per le indagini preliminari ha rifiutato la richiesta della difesa di patteggiare per una pena di due anni e otto mesi di reclusione.

Rappresentati i genitori di Alessandro in aula

I genitori di Alessandro, Andrea e Agatina Marina Tavanti, entrambi di 60 anni, hanno atteso per ventinove mesi l’enunciazione della sentenza. Sono stati rappresentati in aula dall’avvocato Luca Ciaglia.

Dettagli dell’incidente nel quale Alessandro ha perso la vita

Il fatto è avvenuto nella notte di sabato 30 ottobre 2021. Alessandro Tavanti stava tornando a casa con il suo scooter Honda Sh, intorno alle ore 2, dopo aver trascorso la serata con alcuni amici. È stato all’improvviso investito da un’Audi A3 lungo via Ostiense all’altezza di via Decima, a Roma.

Comportamento del colpevole dopo l’incidente

Il conducente della macchina procedeva a una velocità di 145 km/h, ben oltre il doppio del limite previsto. Dopo l’impatto, che ha scaraventato Alessandro a terra, l’uomo anziché fermarsi per prestare soccorso, ha accelerato ed è fuggito. Successivamente ha abbandonato l’auto e ha denunciato il furto in una caserma dei carabinieri, cercando così di depistare le indagini. Ma il suo tentativo di inganno è fallito in quanto il suo Dna è stato ritrovato sull’airbag, che si era aperto per lo scontro.

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Ospedalizzato dopo il viaggio in Brasile

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Un nuovo caso di Dengue a Latina

Un recente caso di febbre Dengue è stato segnalato a Latina. Un paziente infetto, che era appena rientrato dal Brasile, è stato ricoverato all’ospedale Goretti.

Sintomi e diagnosi della febbre Dengue

Dopo il viaggio in Brasile, il paziente ha iniziato a soffrire di febbre alta, vomito e pelle arrossata. Questi sintomi hanno sollevato il sospetto di una febbre Dengue, una malattia trasmissibile principalmente attraverso le punture di zanzare e attualmente all’epicentro di un’epidemia in America.

Precedenti casi di febbre Dengue a Latina

In precedenza, un altro caso della malattia infettiva tropicale era stato segnalato a Latina, con un risultato positivo al testo per la Dengue il 18 agosto dell’anno scorso a San Felice Circeo. Non appena si è sospettato che il paziente potesse avere la Dengue, è stato immediatamente isolato e la Asl ha attivato la profilassi secondo il protocollo. In seguito, il paziente è stato trasferito all’ospedale Goretti.

Sintomi della febbre Dengue

I sintomi della Dengue includono mal di testa e febbre. Sebbene questi possano facilmente essere confusi con i sintomi di un’influenza comune, la persistenza dei sintomi per diversi giorni e la mancanza di miglioramento hanno portato alla diagnosi di Dengue. Come da protocollo della Asl, il paziente è stato ricoverato, messo in isolamento e sottoposto a trattamento.

Interventi a Latina dopo il caso di febbre Dengue

Dopo il caso di Dengue, il protocollo prevede che venga effettuata una disinfestazione straordinaria in un raggio di 200 metri dal luogo dove il paziente ha soggiornato, tipicamente la sua abitazione. Questo è fatto per prevenire l’espansione di zanzare infette e la comparsa di casi autoctoni.

Febbre Dengue nella Regione Lazio

Esiste un recente precedente di febbre Dengue nel Lazio oltre a quello appena descritto. Nel corso dello scorso anno, i casi nel Lazio sono stati tre: uno a San Felice Circeo in agosto, e altri due in settembre. Inoltre, c’è stato un altro caso qualche anno prima. Fino ad ora, tutti i casi del virus nel Lazio sono stati di importazione, ovvero contratti all’estero, non localmente.

Epidemia di Dengue nelle Americhe

Attualmente, nelle Americhe è in corso un’epidemia di febbre Dengue. Per mitigare tali rischi nel nostro paese, l’aeroporto di Roma Fiumicino adotta misure di disinfestazione per i voli provenienti dai paesi a più alto rischio.

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Incidente avvenuto all’ospedale Umberto I

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A Rischio Cadute di Alberi a Roma: L’Incidente al Policlinico Umberto I

Un grosso platano si è schiantato sulla strada, ora si trova sdraiato sull’asfalto davanti al policlinico Umberto I di Roma.

Foto del Platano Crollato Davanti al Policlinico Umberto I a Roma

![Platano Crollato](https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/28/2024/04/albero-umbertoI-1200×675.jpeg)

L’albero caduto davanti all’ospedale Umberto I.

Dettagli dell’Evento a Roma

Un altro albero crolla per le vie di Roma. Questa volta la grossa pianta si è schiantata proprio davanti all’ingresso del policlinico Umberto I del centro della capitale, nel quadrante di nord est. Una lettrice ha inviato il video a Fanpage.it dopo aver notato il grosso tronco schiantato sull’asfalto mentre passava lungo la strada.

Come si vede nel video, l’albero è crollato davanti all’ingresso dell’ospedale e ora si trova steso sull’asfalto. Durante lo schianto l’albero, un grosso platano, ha colpito quattro automobili in sosta e due motorini.

Intervento per la Sicurezza Post Incidente

Dopo aver sentito il boato, è scattato l’allarme. La zona intorno all’albero è stata transennata e alcuni operatori hanno iniziato a circondare la pianta. Lo scopo, ora, è quello di mettere in sicurezza la zona, garantendo lo scorrimento del traffico lungo il tratto di strada interessato, che resta aperto alla circolazione.

Intervento dei Caschi Bianchi e Pattuglie del II Gruppo Sapienza

Non appena è scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i caschi bianchi con le pattuglie del II Gruppo Sapienza a cui è affidato il compito di gestire il traffico della zona. Gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale sono intervenuti intorno alle ore 18.15 per la messa in sicurezza del grosso platano sulla strada che presto dovrà essere spostato.

Precedenti Crolli di Alberi a Roma

Ma non è il primo caso di grosso albero che crolla a Roma. Dalla tragedia sfiorata davanti al rettorato dell’università degli studi di Roma lo scorso 25 aprile, agli esempi più recenti come il pino crollato sul passaggio pedonale a piazza Bologna. Verso il litorale, sulla Cristoforo Colombo lo scorso 19 marzo, è crollato un alto pino vicino a un semaforo, bloccando il traffico. Lo schianto è stato ripreso in video. Pochi giorni dopo, un altro pino ha occupato un’intera corsia ad Acilia.

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Eleonora Certelli: incidente mortale sull’A1 dopo una festa di laurea

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Ritorno da una Festa di Laurea

La giovane Eleonora Certelli, di 21 anni, che è morta in un incidente sull’A1 tra Anagni e Ferentino, stava tornando dalla festa di laurea della sua cognata. In auto si trovavano anche la madre, il fidanzato e il fratello di Eleonora.

Chi Era Eleonora Certelli

Eleonora Certelli, tornando da una festa di laurea a Cassino, è tragicamente deceduta in un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio sull’A1. La giovanissima Eleonora era un’ex atleta Fidal con un grande amore per l’atletica, e aveva il desiderio di laurearsi in Scienze motorie ed iniziare a competere di nuovo. Si apprende inoltre che era una fan della Lazio e da tempo aveva un fidanzato, che si trovava in auto con lei durante l’incidente. Ricoverato in ospedale in gravi condizioni, sembra che il ragazzo non sia in pericolo di vita. Anche la madre e il fratello di Eleonora hanno riportato dei feriti.

Tragico Epilogo per Eleonora

Purtroppo per Eleonora Certelli non c’è stato nulla da fare: la giovane è morta sul colpo. I vigili del fuoco hanno impiegato diversi minuti per liberare il corpo della 21enne dalle lamiere della macchina dopo l’impatto. Nonostante i tentativi di rianimazione, Eleonora è morta praticamente sul colpo.

Indagini in Corso sull’Incidente

Gli agenti della Polizia Stradale stanno indagando sulle cause dell’incidente. È possibile che la gagliarda collisione tra la Peugeot 107 e il camion nel tratto tra Ferentino e Anagni sia stata causata da un sorpasso azzardato. Entrambi i veicoli andavano verso Roma e sembra che la macchina guidata dalla madre di Eleonora precedesse il camion. Da valutare ancora le cause che hanno portato i due veicoli a collidere. L’auto della famiglia è stata spinta in avanti, sbattendo sul guardrail. Sia l’auto sia il camion sono stati sequestrati e sarà probabilmente aperto un fascicolo per omicidio stradale.

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Tre Dottori Denunciati per Lasciare un Non Autorizzato a Visitare Pazienti

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Denuncia per un finto medico e complici

Un giovane di 22 anni è stato denunciato dai Carabinieri per essersi finto medico, somministrando terapie e iniezioni pur non avendo una laurea in Medicina. La denuncia include anche tre medici che, pur essendo consapevoli della situazione, non hanno impedito al giovane di interagire con i pazienti.

![Image](https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/28/2024/02/nutrizionista-medico-paziente-abusi-1200×675.jpg)

Smascherato l’impostore

Il presunto medico avrebbe effettuato visite ambulatoriali e domiciliari, somministrato iniezioni e prescritto terapie, tutte attività riservate al personale medico. Grazie all’attento lavoro dei Carabinieri di Capodimonte, l’impostore è stato scoperto e denunciato per esercizio abusivo della professione medica. Il giovane, originario del Comune di Valentano, Viterbo, non aveva nessun titolo accademico nel campo medicale.

Indagini e connivenze

Gli inquirenti hanno individuato la falsa identità del giovane grazie a un’accurata indagine. Ma le scoperte non si sono fermate qui. È stato scoperto che tre medici della stessa Asl di Valentano, consapevoli che il ragazzo non fosse un professionista né uno studente di Medicina, lo hanno comunque lasciato interagire con i pazienti. Tutti e tre sono stati denunciati per concorso nel reato.

Lavorava presso la Asl di Valentano

Le indagini sono state avviate grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini. Dopo una serie di verifiche e la scoperta di alcune anomalie, i Carabinieri sono riusciti a risalire al 22enne, che fingeva di essere un medico in servizio presso la guardia medica della Asl di Valentano, pur non avendo mai conseguito una laurea in Medicina.

All’oscuro del pericolo

Nel periodo compreso tra gennaio 2023 e febbraio 2024, il 22enne avrebbe svolto visite mediche ambulatoriali e domiciliari, somministrato iniezioni e prescritto terapie. I pazienti, inconsapevoli della situazione, lo consideravano un medico di fiducia, chiedendogli consigli e rivolgendosi a lui in caso di malattie, ignorando che non avesse alcuna qualifica per esercitare la professione medica.

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Studenti de La Sapienza in sciopero della fame, incatenati al rettorato dopo scontri

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Studenti incatenati all’Università La Sapienza a Roma

“Cessare il fuoco e fermare gli accordi di ricerca con Israele” è il grido di protesta degli studenti, che si sono incatenati al rettorato dell’Università La Sapienza di Roma per uno sciopero della fame. Richiedono l’attenzione della rettrice Antonella Polimeni.

Un gruppo di studenti si sono incatenati all’edificio del rettorato la cui università è stata sede della dimostrazione. Hanno iniziato uno sciopero della fame “contro il genocidio”, per chiedere “lo stop degli accordi di ricerca con Israele” e invocare l’ascolto da parte della rettrice Antonella Polimeni.

Mobilitazione non violenta in appoggio alla Palestina

La mobilitazione non violenta a sostegno della Palestina ha preso avvio nella mattinata di oggi, seguito da un corteo e degli scontri del giorno precedente, che hanno provocato il ferimento di 25 poliziotti e 2 carabinieri, il danneggiamento di una vettura di polizia e l’arresto di due individui che hanno tentato di penetrare all’interno del Senato accademico e del commissariato.

Protesta contro la collaborazione tra università e industria della guerra

“Ci rivolgiamo a coloro le cui coscienze sono scosse dalle immagini del genocidio a Gaza e dalla possibilià di una guerra di larga scala in Medio oriente e oltre. Abbiamo deciso di optare per questa forma di protesta non violenta dopo mesi di mobilitazione che ha portato diversi segmenti della società a prendere posizione contro le guerre, per un cessate il fuoco e per fermare l’escalation che rischia di scatenare una terza guerra mondiale.

L’università, da tempo nucleo della coscienza critica, è stata teatro di un’appello di professori, ricercatori, studenti e studiosi per mettere fine alle collaborazioni di ricerca e formative che legano l’educazione all’industria della guerra e ad Israele. In alcuni atenei, come quelli di Torino, Pisa, Bari, Napoli e Milano, questa battaglia ha registrato alcune importanti vittorie.

Manifestanti chiedono un dialogo con la rettrice dell’università

Due studentesse si sono incatenate all’ingresso del rettorato della Sapienza affermando: “Non vediamo altro che l’urgenza di fare di più e meglio: siamo in sciopero della fame perchè il nostro Paese non è ancora disponibile a costruire le condizioni per la pace, ma non abbiamo più tempo da perdere. Siamo qui per ottenere un passo indietro da coloro che supportano il genocidio, dato che ogni cambiamento può avere un impatto significativo.”

Abracciamo tutti coloro che sostengono la democrazia, la pace e la società civile e chiediamo ai tutti di sostenere questa protesta. Chiediamo inoltre alla rettrice di programmare un ampio dibattito con tutti i membri dell’ateneo per evidenziare le ragioni dei manifestanti che chiedono un cessate il fuoco immediato e la fine del genocidio a Gaza. Invitiamo anche tutti gli studenti, docenti, ricercatori e chiunque sia a favore della pace ad unirsi a noi nelle proteste dei prossimi giorni”.

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