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Ciro De Lollis rivela: sua madre Sandra Milo aveva un tumore ai polmoni, non mangiava

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Ciro De Lollis rivela: sua madre Sandra Milo aveva un tumore ai polmoni, non mangiava

In un’intervista rilasciata durante la trasmissione Verissimo del 3 febbraio, Ciro De Lollis ha condiviso toccanti ricordi della sua madre, Sandra Milo, deceduta il 29 gennaio all’età di 90 anni. Ha parlato del legame profondo che avevano e delle circostanze della sua morte. De Lollis aveva precedentemente discusso delle cause della morte della madre durante i funerali, tenutisi a Roma il 31 gennaio.

Nell’intervista, De Lollis ha svelato le circostanze riguardanti la malattia della mitica attrice. Milo aveva un tumore ai polmoni in stadio avanzato, fatto scoperto per caso durante alcuni esami per problemi all’anca. Il tumore si era diffuso anche al cervello. Nonostante la terribile diagnosi, Milo voleva che il suo stato di salute rimanesse privato. Tuttavia, il figlio Ciro sentiva che era importante condividere le vere cause del suo decesso.

Nei suoi ultimi giorni, Sandra Milo ha realizzato il suo desiderio di passare il resto del suo tempo nella sua casa a Roma. A lei lato, suo figlio Ciro, e la sua figlia Azzurra, i quali l’hanno assistita costantemente nel suo momento di bisogno. De Lollis ha descritto come la madre non potesse più bere né mangiare a causa del rischio di complicanze. Nonostante la sua angoscia, Ciro ha trovato la forza di supportare sua madre fino alla fine.

Ciro ha riflettuto tra le lacrime su come sarebbe stata la vita di sua madre se la sua malattia non fosse stata scoperta. Ha ricordato come sua madre avesse continuato a lavorare fino al giorno in cui ricevette la diagnosi. Si è chiesto come sarebbe stato se avesse continuato a vivere senza saperlo. Hanno concluso l’intervista con una toccante richiesta: “Mamma, stammi vicino e dammi la forza. Una parte di me se ne è andata con te”.

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Donna colpita da proiettile vagante in sparatoria a Roma: deceduta

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Morte della Donna Colpita da Proiettile Vagante

Questa mattina è morta la donna di 81 anni colpita da un proiettile vagante ieri pomeriggio su via Prenestina, alla periferia di Roma. Illesa l’altra donna in auto con l’anziana, le indagini sono in corso.

Foto Archivio dell’Incidente

Foto Archivio

Colpo Mortale

È morta la donna di 81 anni colpita da un colpo di pistola mentre era in auto con un’amica ieri pomeriggio su via Prenestina, in periferia di Roma. Cinque bossoli sono stati trovati a terra dalla polizia.

Indagini Preliminari e Ipotesi

L’ipotesi più accreditata secondo le prime ricostruzioni è che l’anziana di 81 anni sia stata colpita per errore da un proiettile e che gli spari siano stati esplosi dalla stessa pistola. Gli investigatori cercano chi si trovava a bordo della Fiat 500 rossa da cui sono partiti i colpi. Le indagini sono in corso.

Spari a Roma: Cosa è Successo al Prenestino

I fatti sono accaduti nel pomeriggio di ieri, giovedì 23 maggio, nella zona di via Prenestina, nel quartiere est della città di Roma. Due persone a bordo di una Fiat 500 rossa hanno puntato all’interno di una Smart a cui si sono affiancati e hanno sparato diversi colpi. All’interno dell’automobile al volante c’era una donna classe 1960, rimasta illesa. Sul sedile del passeggero, invece, c’era la donna di 81 anni, che era stata trasportata all’ospedale Umberto I, già in gravi condizioni. La Fiat 500 si è allontanata su via Don Primo Mazzolari e ha fatto perdere le sue tracce.

Le Indagini in Corso

Sul luogo del delitto in via Prenestina sono arrivati ieri gli agenti della polizia dei commissariati di Casilino e Romanina nel tentativo di raccogliere più informazioni possibili e cercare i due aggressori a bordo della Fiat 500 rossa. Sono stati ritrovati cinque bossoli a terra e la pista più probabile e presa in considerazione dagli inquirenti è che l’ottantunenne sia stata presa di mira per sbaglio e che i colpi siano stati sparati da un’unica pistola.

Non ci sono ancora elementi utili per identificare i colpevoli: non si sa se si tratti di uomini o donne, né elementi per determinare l’età o una possibile conoscenza con le donne a bordo della Smart. È da chiarire il movente del gesto. Le immagini acquisite dalle telecamere sono al vaglio di chi indaga.

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Serena era stata vista entrare in caserma

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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

23 Maggio 2024
15:10

Le dichiarazioni del testimone

“L’ha vista entrare in caserma, ma non l’ha vista uscire, ma non ne ha parlato prima perché aveva paura – ha spiegato il testimone, amico di Tuzi – Adesso se mi devono ammazzare lo facessero pure, le figlie sono grandi, mi aveva detto confidandosi”.

L’immagine della vittima e del brigadiere

Santino Tuzi a sinistra, Serena Mollicone a destra.

Il processo e le testimonianze

Nuovo appuntamento in aula per l’omicidio di Serena Mollicone avvenuto nel giugno del 2001 nel Frusinate. "Mi ha detto che aveva visto Serena Mollicone entrare in caserma, ma che non l’aveva più vista uscire". Queste le parole di Marco Malnati, amico del brigadiere dei carabinieri di Arce, chiamato a testimoniare nel processo in corso che vede fra gli imputati i membri della famiglia Mottola, completamente assolti in primo grado dal tribunale di Cassino: il maresciallo della caserma Franco, la moglie Anna Maria e il figlio Marco.

Il silenzio per paura

"Mi ha raccontato queste cose solo sei o sette anni dopo, fra il 2007 e il 2008 – continua Malnati – Prima non ne avevo parlato per paura, ma adesso se mi devono ammazzare lo facessero pure, le figlie sono grandi, mi disse". Gettando nuova luce sulle circostanze sospette nelle quali è avvenuto il suicidio del brigadiere. È stato proprio Malnati che, nel momento del ritrovamento del corpo senza vita di Tuzi, nei pressi della diga, ha gridato davanti alle telecamere: "Gli hanno tappato la bocca".

I sospetti sulla morte di Carlo Peruzzi

Malnati ha poi avanzato sospetti anche sulle circostanze in cui è morto Carlo Peruzzi, amico comune, con cui Tuzi si sarebbe confidato all’epoca: "L’andai a prendere in ospedale e poi è successo quel che è successo…", ha dichiarato in aula.

Omicidio Mollicone, il barbiere: "Marco Mottola mi chiese di tagliargli i capelli prima del funerale"

Santino Tuzi e le rivelazioni agli amici

Ciò che Tuzi aveva rivelato a Peruzzi e Malnati riguardava proprio la scomparsa di Mollicone, entrata in caserma, ma mai uscita. "Lui l’aveva vista. Mi ha detto che non aveva mai rivelato quanto aveva visto perché aveva paura". Ascoltato in aula, il procuratore generale e i legali gli hanno chiesto perché in passato avesse negato di aver ricevuto confidenze da Tuzi sul caso Mollicone. "Non mi fido più della giustizia – ha sottolineato più volte – Non posso dire di aver ricevuto minacce, ma non mi fido più di nessuno".

La droga ad Arce: "Serena non ne voleva sapere"

Oltre a Malnati, nel corso dell’udienza sono stati ascoltati altri testimoni. Si tratta di coetanei di Serena che frequentavano lo stesso giro di amicizie. Hanno fatto tutti riferimento al "piccolo spaccio di hashish e marijuana, per qualcuno anche cocaina" nei giardini di Arce. Un giro di cui Serena non voleva sapere niente ma di cui, secondo alcuni, avrebbe fatto parte anche Marco Mottola. Ipotesi confermata da uno dei coetanei dei due, oggi sottufficiale dell’Arma.

"Marco diceva che andava a prendere la sostanza stupefacente a Castel Volturno, ma non so di più. Lui era una persona riservata, parlava in campano per cercare di darsi un tono. Dicevano che aveva rubato qualche oggetto in oro, poi ho saputo che il gruppetto andava in una gioielleria che faceva da compro oro in zona Castello – ha spiegato – In primo grado mi fecero vedere una diapositiva, ma non riuscii a ricordare bene. Ho l’immagine di Marco e Serena che discutono sotto ad un arco del paese, ma non riesco a collocarla con precisione. A Serena non piaceva il fumo".

Tanto che, come emerso nel luglio 2021, sembra che volesse sporgere denuncia proprio contro Mottola. Secondo uno dei testimoni, Marco Mottola avrebbe avuto confidenza con lei: "Credo che in passato fossero anche stati insieme".

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Indagine sull’operazione al naso e i farmaci prescritti

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Cause del Decesso

Francesca Russo è morta a causa di un’emorragia interna. Le autorità stanno investigando sull’operazione cui si è sottoposta due settimane fa e sui farmaci anticoagulanti che stava assumendo.

Dettagli delle Ultime Ore

Non aveva assunto alcol né droghe la giovane Francesca Russo, trovata morta nell’abitazione del suo fidanzato la mattina di sabato 18 maggio. La macchina con a bordo Francesca era stata fermata dai carabinieri per un controllo mentre lei e il ragazzo stavano tornando a casa. Poiché il 39enne aveva bevuto troppo, era lei alla guida della vettura: fermati per il controllo dei documenti, tutto era risultato in regola e i due si erano diretti verso l’appartamento dell’uomo. Anche l’autopsia ha confermato che nel corpo della giovane non erano presenti sostanze, né una quantità eccessiva di alcol. Gli esami tossicologici devono ancora arrivare, ma l’overdose sembra una causa ormai da escludere.

L’Indagine in Corso

Sul caso indagano i carabinieri di Castel Gandolfo, ma per il momento non c’è nessun indagato. L’attenzione degli investigatori è rivolta all’operazione al setto nasale cui la 26enne si era sottoposta due settimane fa e agli anticoagulanti presi in seguito all’intervento. La famiglia di Russo desidera sapere cosa è accaduto. La giovane lavorava come estetista in uno dei centri di proprietà del 39enne, con cui da tempo aveva una relazione.

Gli Ultimi Momenti di Francesca Russo

Quella sera, Francesca e il fidanzato erano andati insieme al Jackie O’, un famoso locale romano, e in altri posti, dove avevano trascorso il venerdì sera. Tornati a casa, Francesca era andata a dormire sul divano, mentre lui si era ritirato in camera da letto al piano di sopra. La mattina successiva, quando lui è andato a svegliarla, l’ha trovata morta. Immediata la chiamata ai soccorsi, ma ormai era troppo tardi. Purtroppo, per la 26enne non c’è stato più nulla da fare.

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Polizia ferma attivisti a terra

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Nuovo Blitz di Ultima Generazione a Roma

Il movimento ambientalista Ultima Generazione ha messo in atto un nuovo blitz a Roma. Gli attivisti e le attiviste hanno colorato di nero la facciata del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in via Veneto, prima di essere bloccati dalla polizia.

L’Azione di Disobbedienza Civile

Gli attivisti sono stati visti mentre iniziavano a colorare di nero la facciata del Ministero con estintori carichi di carbone vegetale. "Siamo venuti qui, perché quando andiamo a bloccare le strade ci chiedono perché non andiamo nei palazzi del potere. E quindi eccoci", hanno dichiarato davanti al ministero.

Manifesi e Statistiche sul Lavoro

Durante l’azione, alcuni attivisti hanno srotolato manifesti con dati sulle morti e sugli infortuni sul lavoro del 2023: 1041 morti e 550 infortuni. "Questo vuol dire che oggi stesso moriranno due persone sul proprio posto di lavoro. Ma questi numeri nascondono persone reali e ci rifiutiamo di rimanere in silenzio davanti a una tale ingiustizia".

Intervento della Polizia

La polizia è intervenuta tempestivamente, bloccando e trasferendo in questura 17 attivisti. Anche tre giornalisti sono stati fermati, nonostante fossero lì per seguire l’azione. È stato anche riportato un episodio di aggressione verbale da parte di un passante che ha accusato gli attivisti di aver macchiato il suo vestito.

Dettagli dell’Operazione e Arresti

Gli attivisti sono arrivati armati di estintori, colorando la facciata del ministero prima di essere bloccati a terra dagli agenti. In totale, 11 persone sono state trasferite in questura dopo essere state fermate nell’atto di usare gli estintori.

Primi Fermati Prima dell’Azione

L’operazione ha avuto luogo verso le ore 10 del mattino, con la polizia che è intervenuta immediatamente. Prima ancora di arrivare al ministero, 6 attivisti sono stati fermati in via Salandra, e tre giornalisti sono stati identificati e trattenuti.

Reazione di un Passante

Un passante, infuriato per essere stato macchiato, ha aggredito verbalmente gli attivisti con insulti e minacce. Anche l’attivista che stava filmando la scena è stato bloccato dai poliziotti che hanno impedito le riprese. "Mi hanno bloccato contro una macchina. Loro erano in assetto antisommossa. Sono stato sbattuto contro l’auto e immobilizzato per una decina di minuti", ha raccontato uno degli attivisti.

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Profanata la tomba di Franco Califano, rubato l’autografo in bronzo

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Vandali sulla Tomba di Franco Califano

La tomba di Franco Califano è stata vandalizzata nel cimitero di Ardea: è stata rubata la riproduzione della sua firma. La denuncia di Maurizio Mattioli sul furto: "Chi lo ha fatto deve pentirsi".

La Profanazione della Tomba

È stata profanata la tomba di Franco Califano, situata nel cimitero di Ardea, cittadina in provincia di Roma. Nei giorni scorsi, alcuni vandali hanno rubato la riproduzione in bronzo dell’autografo dell’artista, posta accanto alla scritta "Non escludo il ritorno", voluta dal maestro sulla lastra di travertino in suo ricordo.

La Denuncia di Maurizio Mattioli

L’accaduto è stato denunciato da diversi passanti che hanno notato la mancanza della firma, e segnalato sui social dai suoi fan, compreso il noto attore Maurizio Mattioli: "È una cosa assurda che neanche le tombe dei nostri cari possano stare tranquille nel cimitero. Aver ascoltato le canzoni di Califano, averlo seguito per tutta la sua lunga carriera, raccolte di dischi nelle proprie case con le canzoni cantate dal grande cantautore romano, non è difficile pensare che qualcuno volesse tenere per sé un cimelio da tenere nella propria casa. Però è un atto vandalico di una gravità assoluta e che dovrebbe essere punito. L’autore del gesto si dovrebbe pentire e restituire la scritta", denuncia l’attore romano.

La Tomba di Franco Califano

Franco Califano riposa nel cimitero di via Strampelli ad Ardea dal 2013. Il luogo della sepoltura è meta di pellegrinaggi dei fan provenienti da tutta Italia, che si fermano a rendere omaggio all’artista. Ai piedi della tomba, c’è un angolo dedicato ai ricordi degli ammiratori nei suoi confronti.

Il Gemellaggio Tra Pagani e Ardea

Negli ultimi mesi, c’è stato un gemellaggio tra i comuni di Pagani e Ardea in ricordo del cantautore. Pagani è il comune originario della famiglia, in provincia di Salerno, mentre Ardea è stata scelta come sua ultima dimora. Il cantante era molto legato alla città in provincia di Roma, dove c’è una casa museo in suo onore e dove è stata intitolata anche una piazza in suo onore poco più di un anno fa, davanti al Comando della Polizia Locale.

L’Epitaffio sulla Tomba

Sulla tomba di Franco Califano ad Ardea, è presente l’epitaffio: "Non escludo il ritorno". La frase ricorda il titolo di un film dedicato al Califfo del suo amico regista Daniele Calvegna, uscito nel 2014, e il titolo di una canzone del 2005 presentata al Festival di Sanremo. Il cantante è stato seppellito nel comune costiero sul litorale sud di Roma alcuni mesi dopo la sua scomparsa avvenuta il 30 marzo 2013, grazie a una raccolta fondi degli amici che ha consentito di rispettare le sue ultime volontà.

L’inaugurazione della Piazza a Roma

La città di Roma ha reso omaggio al Califfo, intitolandogli una piazza a Casale Nei, in zona Bufalotta, lo scorso martedì 14 maggio. All’evento d’inaugurazione, è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha suonato alcuni brani in suo onore.

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“Aumenta il Turismo e a Roma servono più Taxi”

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A Roma servono più taxi. Lo sanno tutti ma il sindaco Gualtieri ancora non rilascia le licenze. Fra l’altro l’ultima indiscrezione rilevata dal quotidiano il Messaggero nei giorni scorsi vuole che le nuove licenze taxi a Roma saranno rilasciate dopo titoli, esami e un avranno un costo di 70.000 euro.

A tal proposito Adolfo Urso, ministro per le imprese e del Made in Italy commenta così “C’è una crescita del turismo significativa, bisogna incontrare questa richiesta soprattutto in vista del Giubileo. Sono attesi a Roma 40 milioni di pellegrini, dobbiamo accoglierli al meglio, servono più taxi”.

Queste le dichiarazioni del ministro intervistato a Radio24 dopo lo sciopero di ieri. “Stiamo lavorando da inizio legislatura con i tassisti, ha detto, li abbiamo incontrati tante volte, vogliamo vedere come possono fornire un servizio ancora più accogliente visto che il mercato cresce in maniera impetuosa. Bisogna aumentare e migliorare il servizio ai cittadini”.

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‘Mi fai volare’ il nuovo singolo della cantautrice Maria Angeli. Video

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Maria Angeli

On air da venerdì 3 maggio “Mi fai Volare”, il nuovo singolo della cantautrice romana Maria Angeli. Questo brano arriva subito dopo il successo di “Bette Davis”, nato dalla collaborazione con il regista e produttore Andrea De Sica, e incluso nella colonna sonora delle serie tv “Baby” e “Le indagini di Lolita Lobosco”.

“Mi fai volare” è un mix scanzonato di suoni elettronici e registrazioni live di ispirazione pop, che ci conduce con leggerezza, fin dalle note di apertura, lungo un viaggio interiore di riscoperta e sorpresa, fino al ritornello che risuona di primavera. Maria Angeli canta di un risveglio emotivo dopo un lungo inverno del cuore, che torna a battere per un sentimento vivace e nuovo.

A incorniciare la musica, le immagini animate appositamente realizzate dall’artista Sirai Bucarelli per il videoclip, in un susseguirsi ipnotico di suggestioni cangianti in cui i volti si tramutano in paesaggi e le figure racchiudono corolle di fiori, cieli e mari.

Scritto e prodotto da Maria Angeli, “Mi fai volare” è il primo brano di un progetto più ampio scritto completamente in italiano dalla cantautrice, nota, invece, per le sue creazioni in inglese che la portano spesso a collaborare con i DJ/Produttori Neverdogs. È il caso del recente remix di “Piece of My Heart”, tratto dal suo ultimo album “Anyhow”, un Deep-House Downtempo che porta la mente a perdersi nelle atmosfere incalzanti della sua voce.

“Mi fai volare” è stato registrato live a Roma al Toto Sound Studio con la partecipazione di Andrea Filippucci alla chitarra, Francesco De Palma al basso, Fabrizio Boffi alla tastiera/synth, Giampaolo Scatozza alla batteria, e il mix e mastering di Eugenio Vatta.

Ascolta Mi fai Volare su Spotify:

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Vendere su Vinted: come posso migliorare le mie recensioni?

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Vendere su Vinted

Per chi non la conoscesse, Vinted è una piattaforma online che consente agli utenti di vendere, acquistare e scambiare abiti e accessori nuovi e usati. Nata con lo scopo di promuovere lo shopping sostenibile e l’economia circolare, l’app è oggi ampiamente usata da moltissimi italiani che si improvvisano così in venditori amatoriali.

In quanto tali, spesso una delle più grandi sfide non è tanto vendere, ma capire come mai alcune recensioni arrivano a 4 stelle su 5 in mancanza di inconvenienti: per scoprire come migliorare le proprie recensioni su Vinted si consiglia la lettura di questo articolo.

  • Non mentire

Quando si mette un articolo in vendita su piattaforme come Vinted, per prima cosa bisogna tenere a mente che le foto hanno un ruolo fondamentale data l’impossibilità per l’acquirente di valutare direttamente il prodotto. Pertanto, il primo passo è quello di armarsi di pazienza e dedicare il tempo necessario per fornire il giusto numero di scatti veritieri che offrano una panoramica chiara e accurata di ciò che si vende.

Le immagini dovrebbero riflettere fedelmente i materiali, i colori e le dimensioni dell’articolo, consentendo così al potenziale acquirente di scegliere consapevolmente se quello che vede è di suo gusto o no. Inoltre, è opportuno che le fotografie evidenzino eventuali difetti o segni di usura, contribuendo così a una maggiore trasparenza nel processo di vendita.

L’onestà su Vinted, nelle foto come nelle descrizioni, è alla base: favorisce il senso di fiducia dell’acquirente, ma costituisce anche una difesa preventiva contro possibili recensioni negative. Infatti, fornendo una rappresentazione sincera del prodotto, si riducono le probabilità di insoddisfazione da parte dell’acquirente e si agevola la gestione di eventuali reclami o controversie.

  • Personalizza l’imballaggio

Una volta conclusa la transazione, è cruciale comprendere che il percorso verso recensioni positive non termina con la notifica “Venduto!”. L’attenzione all’imballaggio riveste un ruolo significativo nella soddisfazione dell’acquirente: un impacchettamento accurato e sicuro è essenziale per proteggere il contenuto durante il trasporto, è l’unico modo per prevenire eventuali danni che potrebbero portare a reclami post-acquisto.

Inoltre, personalizzare il pacco può fare la differenza nel processo di recensione. Piccoli gesti come l’utilizzo di materiali riciclati ma in buono stato, vaporizzare del profumo, l’inserimento di un bigliettino di ringraziamento o di una breve frase d’ispirazione possono sorprendere positivamente l’acquirente e invogliarlo a lasciare 5 stelle.

  • Sorprendi con un regalino

Ma le possibilità di personalizzazione non si esauriscono qui. A tutti piace ricevere sorprese e, per dare un tocco inaspettato alla vendita, si potrebbe pensare di inserire qualcosa che non è stato acquistato. Ad esempio, si potrebbe aggiungere un piccolo accessorio che non si usa più, come un braccialetto e degli orecchini, oppure un paio di campioncini beauty che in profumeria continuano a regalarci.

In alternativa, si potrebbe aggiungere un po’ di dolcezza includendo nel pacco del cibo confezionato come una merendina o dei cioccolatini. Tuttavia, questi prodotti sono rischiosi sia per motivi igienici che per la resa finale: se si rompessero le confezioni o si sciogliessero per il troppo caldo potrebbero rovinare quello che si è appena comprato, andando ovviamente a sfavore della recensione.

Per non rinunciare a questa nota zuccherata, senza incorrere nei rischi appena menzionati, una soluzione c’è e viene fornita dalle caramelle. Essendo a base di zucchero ed essendo confezionate singolarmente, hanno meno possibilità di deteriorarsi, cosa che le rende più igieniche rispetto ad altri cibi. Inoltre, per semplificarsi ancora di più la vita, si può fare scorta di caramelle assortite online sugli e-commerce che lo consentono, questo perché online è più semplice comparare le offerte disponibili e ricevere i propri prodotti direttamente a casa. In questo modo si avrà sempre sottomano una manciata di caramelle da inserire all’occasione nel pacco, così da fare bella figura ad un costo irrisorio. Ovviamente, se state inviando cibo di ogni sorta, segnalate sempre gli allergeni al ricevente nel dettaglio.

Quelle appena menzionate sono solo alcune idee, ma non c’è limite alla creatività e all’inventiva, si tratta di piccole aggiunte per niente impegnative che possono realmente aiutare al momento della recensione. Provare per credere.

  • Rispondi tempestivamente

La prontezza nel rispondere alle domande e ai messaggi degli acquirenti rappresenta un aspetto cruciale per garantire un’esperienza positiva durante tutto il processo di vendita. Questo principio vale sia nelle fasi preliminari della trattativa che nel post-vendita, quando possono emergere eventuali richieste di assistenza o chiarimenti. Rispondere tempestivamente non solo dimostra affidabilità, ma può anche evitare fraintendimenti su quanto venduto.

Particolarmente significativo, inoltre, è rispondere nel momento in cui ci si trova di fronte a una recensione negativa. In tali circostanze, replicare pubblicamente con cortesia e rispetto può trasformare una situazione potenzialmente negativa in un’opportunità per mostrare impegno nel risolvere eventuali disagi ai futuri acquirenti.

Ad esempio, se una recensione viene penalizzata per un ritardo nella consegna, il venditore può rispondere pubblicamente scusandosi per l’inconveniente e fornendo spiegazioni sulle circostanze che hanno causato il rallentamento. In questo modo, non solo si dimostra trasparenza e responsabilità, ma si offre anche un segnale positivo a chi potrebbe essere interessato al nostro armadio virtuale in futuro, mostrando l’attenzione dell’utente nel garantire la soddisfazione del cliente.

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Tempo instabile: ancora nessuna traccia dell’estate

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Giornata di Lunedì 20 Maggio

La giornata di oggi, lunedì 20 maggio, sarà caratterizzata a Roma da cielo velato e temperature comprese tra 18 e 27 gradi. Nei giorni successivi, le massime scenderanno di qualche grado e si attesteranno per tutta la settimana intorno ai 14 gradi.

Tempo Instabile e Temperature Fresche

Ancora nessun segno del caldo estivo. Anche questa settimana, la penultima di maggio, sarà caratterizzata da tempo instabile su Roma e sul Lazio e temperature fresche, con le massime che non supereranno i 24/25 gradi nelle ore più calde. La giornata di oggi, lunedì 20 maggio, sarà caratterizzata a Roma da cielo velato e temperature comprese tra 18 e 27 gradi. Nei giorni successivi, le massime scenderanno di qualche grado e si attesteranno per tutta la settimana intorno ai 24 gradi. Martedì potrebbero verificarsi anche precipitazioni di moderata intensità.

![Immagine](https://staticfanpage.akamaized.net/wp-content/uploads/sites/2/2018/05/nuvole-roma.jpg)

Previsioni del Sito 3BMeteo

Secondo gli esperti del sito 3BMeteo, oggi al centro si prevede “qualche pioggia possibile fin dal mattino sulla Toscana ma prevarranno inizialmente le schiarite, dal pomeriggio sviluppo di forti temporali tra Toscana e Lazio in rapida propagazione verso Umbria e Marche e verso sera anche all’Abruzzo. Rischio criticità per grandine e allagamenti”.

Analisi dagli Esperti di IlMeteo.it

Insomma, anche la nuova settimana sarà contrassegnata dall’instabilità e da temperature fresche. Secondo gli esperti del sito IlMeteo.it, “l’incessante instabilità atmosferica che ci affligge ormai da tempo trova la sua origine in una particolare configurazione che domina l’Europa centro-occidentale. Si tratta di un canale attraverso il quale scorrono masse d’aria altamente instabili che dal Nord Atlantico raggiungono il bacino del Mediterraneo alimentate da una reiterata e profonda circolazione ciclonica che si confermerà anche nei prossimi giorni tra il Regno Unito e la Francia”.

Previsioni Meteo a Medio Termine

Questa instabilità si protrarrà almeno fino a metà della settimana e nel corso del weekend potrebbe arrivare una nuova perturbazione. Per il momento, però, non ci sono certezze su questa previsione.

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Seif Bensouibat libero dal Cpr di Ponte Galeria: “Faremo ricorso contro l’espulsione”

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Introduzione

Liberazione dal Cpr di Ponte Galeria

Questa mattina, il 37enne algerino, precedentemente licenziato ed espulso per aver pubblicato un post pro Palestina, è stato liberato dal Cpr di Ponte Galeria.

Prosecuzione della Battaglia Legale

Ora la battaglia legale continua: l’obiettivo è il ripristino dello status di rifugiato e il ritiro del decreto di espulsione.

Conclusione

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