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Stadio della Roma nuovo intoppo ? Alcune aree non ancora di proprietà del Comune

Stadio della Roma nuovo intoppo ? Alcune aree non ancora di proprietà del Comune

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Stadio della Roma nuovo intoppo ? Alcune aree non ancora di proprietà del Comune

Ritardi nello stadio della Roma: criticità nell’acquisizione delle aree di proprietà comunale

La realizzazione dello stadio della Roma è segnata da nuovi problemi derivanti dalla mancata acquisizione di alcune aree di proprietà del Comune di Roma. La Soprintendenza ha richiesto scavi archeologici preliminari nell’area di Pietralata, ma a causa della situazione delle proprietà comunali, tali scavi verranno divisi in due fasi. Il Dipartimento di Programmazione e Attuazione Urbanistica ha confermato che alcune aree coinvolte nel progetto del nuovo stadio sono di proprietà comunale ma attualmente non accessibili.

Il dipartimento ha comunicato che alcune aree incluse nelle indagini archeologiche sono soggette a detenzione precaria da parte di terzi per usi residenziali e commerciali. È in corso un processo di ripresa in carico di tali aree e/o di sgombero, il che causerà ulteriori ritardi rispetto ai tempi previsti dal Piano indagini.

Parallelamente, il Comune di Mentana ha annunciato l’intenzione di costruire un forno crematorio che potrebbe accogliere le salme provenienti da Roma. A causa dell’indisponibilità di alcune aree, i tecnici del dipartimento capitolino hanno chiesto alla As Roma di svolgere le attività di indagine archeologica in due fasi autorizzando gli scavi solo nelle zone assegnate alla ‘fase 1′.

Il ‘Coordinamento si al parco, si all’ospedale, no allo stadio’ ha mosso delle critiche riguardo alla situazione evidenziata dal Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica. Secondo il Coordinamento, il Comune di Roma dovrebbe smettere di trovare nuove scuse per giustificare ritardi e problemi, sottolineando che il Dipartimento ha finalmente riconosciuto i difetti del progetto. I comitati hanno presentato una denuncia al Nucleo Operativo Ecologico e al Comando unità forestali e ambientali dei carabinieri, chiedendo interventi immediati per proteggere l’habitat identificato da un’indagine scientifica di parte, previsto nell’ambito della Direttiva Europea 92/43/CEE.

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