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Schlein La Rossa attacca il governo, ma evita le responsabilità della sinistra

La segretaria dem accusa il governo di strumentalizzare le violenze No Tav per attaccare le opposizioni e denuncia l’ossessione della destra per il Quirinale: «Non è la soluzione».

Di Carlo Alberto De Rais3 Agosto 2026 - 02:212 ore fa 4 min di lettura
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Schlein La Rossa attacca il governo, ma evita le responsabilità della sinistra

Elly Schlein torna ad accusare il governo di strumentalizzare i fatti di cronaca, sostenendo che la destra utilizzi gli episodi di violenza per colpire le opposizioni. La segretaria del Partito Democratico ribadisce di condannare ogni forma di violenza «senza se e senza ma», ma subito dopo sposta il confronto sulle presunte responsabilità comunicative della maggioranza.

È una strategia ormai ricorrente: di fronte a problemi concreti come criminalità, insicurezza e tensioni sociali, la sinistra preferisce discutere del linguaggio utilizzato dal governo anziché interrogarsi sulle politiche che per anni non hanno prodotto risultati sufficienti. Denunciare la strumentalizzazione politica non può diventare un modo per evitare il confronto sulle cause del disagio e sulle risposte che i cittadini chiedono.

L’allarme sul Quirinale appare una forzatura politica

Schlein sostiene inoltre che la destra voglia modificare la legge elettorale per ottenere una maggioranza tanto ampia da poter incidere sulla futura elezione del Presidente della Repubblica. Si tratta, però, di una lettura politica che trasforma dichiarazioni e ipotesi istituzionali in un presunto piano di occupazione del potere.

Le parole di Ignazio La Russa sull’eventualità che Giorgia Meloni possa un giorno diventare Presidente della Repubblica possono essere criticate o considerate inopportune, ma non dimostrano l’esistenza di un progetto già definito. In una democrazia parlamentare, discutere di riforme elettorali o degli equilibri istituzionali è legittimo. Presentare ogni proposta della maggioranza come una minaccia alle istituzioni rischia invece di alimentare un clima di sospetto permanente.

Anche l’accusa di una presunta “ossessione per il Colle” appare soprattutto uno strumento retorico. Giorgia Meloni guida il governo sulla base del risultato elettorale e sarà il Parlamento, nel rispetto della Costituzione, a eleggere il prossimo Capo dello Stato. Trasformare scenari futuri in emergenze democratiche serve più a mobilitare l’elettorato del centrosinistra che a chiarire il dibattito.

Sicurezza e giustizia non possono essere liquidate come propaganda

Schlein accusa anche esponenti del centrodestra, tra cui Antonio Tajani, di sfruttare i fatti di cronaca per attaccare l’opposizione. Tuttavia, discutere pubblicamente di sicurezza, legittima difesa e tutela delle vittime non significa necessariamente interferire con la magistratura o cercare consenso attraverso la paura.

Sul caso Roggero, la segretaria del PD richiama correttamente i principi del diritto e della proporzione. Ma anche la politica ha il dovere di ascoltare quella parte del Paese che percepisce una distanza crescente tra la tutela garantita a chi commette un reato e quella riconosciuta a chi lo subisce. Chiedere una valutazione sulla grazia è una scelta politica discutibile, ma prevista dall’ordinamento e non può essere descritta automaticamente come un attacco alla giustizia.

La sinistra dovrebbe evitare di considerare ogni richiesta di maggiore sicurezza come populismo. Il tema esiste, riguarda famiglie, commercianti e lavoratori e non scompare accusando la maggioranza di alimentare paure.

Le proposte del PD devono fare i conti con la realtà

Schlein propone di recuperare gli 800 milioni destinati ai centri per migranti in Albania e utilizzarli per rafforzare le forze dell’ordine e i servizi sociali in Italia. È una posizione politica legittima, ma viene presentata come se quelle risorse potessero essere trasferite immediatamente e senza conseguenze da un capitolo all’altro.

Il governo considera il progetto albanese parte della propria strategia per gestire i flussi migratori e contrastare l’immigrazione irregolare. Si può contestarne l’efficacia o il costo, ma cancellarlo non risolverebbe automaticamente la carenza di agenti né i problemi strutturali della sicurezza italiana.

È condivisibile chiedere più personale, migliori dotazioni e maggiori investimenti nella prevenzione sociale. Ma per essere credibile, il centrosinistra dovrebbe riconoscere che la sicurezza richiede anche controllo del territorio, certezza delle pene, gestione rigorosa dell’immigrazione e sostegno concreto alle forze dell’ordine.

Schlein continua invece a descrivere le iniziative della destra come propaganda, mentre presenta le proprie come le uniche soluzioni serie. Il confronto politico avrebbe bisogno di meno allarmismi sul rischio autoritario e di maggiore disponibilità a misurarsi con le preoccupazioni quotidiane degli italiani. La destra può essere criticata sulle scelte e sui risultati, ma liquidare ogni sua proposta come una manovra di potere non aiuta né il dibattito pubblico né la ricerca di soluzioni efficaci.