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Cronaca

ROMA Pesci siluro nei fondali del Tevere

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Fiume Tevere Roma


ROMA Il Tevere è pieno di pesci siluro. Per la precisione Silurus glanis, originari del Danubio. Alcuni raggiungono dimensioni mostruose sfiorando e superando i 100 chili di peso. Esemplari di 60-80 chilogrammi lunghi 180 cm. sarebbero prede usuali.

Ma, una volta raggiunte dimensioni ragguardevoli i pesci siluro possono anche cambiare dieta. Da ittiofagi (esclusivi divoratori di pesci piccoli) comincerebbero a risucchiare con la loro grande bocca uccelli di medie dimensioni, folaghe ma anche anatre e germani. Non si registrano però, se non rarissimi casi, uccelli catturati e divorati da pesci siluro nel nostro Tevere. Secondo i pescatori locali il pesce disponibile gli basta e avanza ma soprattutto non ci sono spiaggette dove gli uccelli cadono preda dell’enorme mostro.

Tutto il contrario di Firenze, dove invece, come lungo la Senna e il Danubio, i siluri cacciano i piccioni lungo l’Arno. Si racconta che anziani pescatori fiorentini usano innescare un piccione vivo per pescare i siluro agganciandolo all’amo. L’uccello incapace di nuotare annaspa, il movimento fa vibrare la superficie facendo scattare i siluro. Per osservare i siluri basta usare il clonk, un martelletto di legno con un disco finale. Percosso verticalmente produce una vibrazione simile alle bolle prodotte dai pesci ciprinidi, preda preferita dai siluri che accorrono curiosi e affamati. Ombre inquietanti e magnifiche sotto i nostri antichissimi ponti.

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