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Crollo viadotto A6: perquisizioni della Guardia di Finanza

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Crollo viadotto A6 Su disposizione della procura di Savona la Guardia di Finanza ha eseguito perquisizioni nelle sedi di Torino della società Autostrada dei Fiori e in quelle di Milano e Savona della Sina. Entrambe società del Gruppo Gavio.

Le Fiamme Gialle hanno acquisito i documenti sulla progettazione, la realizzazione, ispezioni e manutenzioni del viadotto Madonna del Monte sull’autostrada A6 a causa del crollo del 24 novembre dovuto a una frana. I documenti saranno esaminati dai tre consulenti tecnici incaricati dalla procura. Il fascicolo d’indagine è a carico di ignoti. Autostrada dei Fiori è concessionaria del tratto autostradale interessato dal crollo. Sina invece si è occupata di eseguire le ispezioni periodiche di tutti i tratti autostradali dati in concessione al Gruppo Gavio.

Il 25 novembre Autostrada dei Fiori aveva definito l’evento «da considerarsi imprevisto e imprevedibile». Questo perché la frana partita dalla collina sovrastante il viadotto «ha comportato il rilascio di una quantità di energia di gran lunga superiore a quella che avrebbe potuto essere assorbita dal ponte. Peraltro, lo stesso ha manifestato una elevata robustezza in quanto non ha propagato il danno al di là della zona direttamente impattata dall’evento».

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Attualità

WILLY Autopsia choc: “Organi vitali spappolati”

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WILLY Autopsia choc sul corpo del 21enne ucciso a Colleferro: i risultati.

WILLY Autopsia – Diversi gli organi vitali trovati spappolati: tra essi, il cuore, i polmoni, la milza e il fegato. Lesioni sono state riscontrate inoltre anche sull’aorta. Una circostanza che ha impedito ai medici legali di decretare l’esatta causa della morte. Ad uccidere il 21enne, scrive Saverio Potenza, il medico di Tor Vergata che ha curato l’autopsia, “un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive“. Almeno sei infatti le lesioni rinvenute sul volto, causa anche di emorragie cerebrali. Ma i danni maggiori Willy li ha ricevuti dai colpi a torace e addome: il cuore ha infatti riportato una lesione di ben 7 cm, cui si aggiungono quelle all’aorta toracica, ai polmoni, al diaframma, alla milza, al pancreas e al fegato. Praticamente niente è scampato alla furia degli aggressori. Che hanno causato emorragie interne impossibili da fermare.

Le indagini

Intanto continuano le indagini degli inquirenti: in particolare, l’ascolto dei testimoni, decisivo per dare un nome a chi ha sferrato i colpi letali. E spunta un testimone chiave: si tratta di V.T., finito anche lui in camera di sicurezza insieme ai fratelli Bianchi, a Pincarelli e a Bellegia la notte dell’aggressione. L’uomo aveva rilasciato una testimonianza sull’accaduto, non raccolta però dagli inquirenti, che avevano deciso di non fermarlo. Nuovi dettagli, e nuovi sviluppi, potrebbero dunque arrivare dalle sue parole, oltre che dall’analisi delle celle telefoniche.

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