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Politica

400.000 euro per la Festa del Pci: Salvini infuriato

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MANOVRA Salvini infuriato: “Quattrocentomila euro per la Festa dei 100 anni della nascita del Pci”.

Questa la richiesta avanzata da Vasco Errani, senatore di Leu, con i colleghi Daniele Manca e Francesco Verducci, con un emendamento alla manovra. La richiesta avanzata proprio poco prima del voto sulle previsioni di spesa dello Stato per il 2020. La Festa del PCI però fa infuriare il leader della Lega Matteo Salvini. L’emendamento prevede uno stanziamento per l’organizzazione e ‘lo svolgimento di iniziative’ previste per il centesimo anniversario del Partito Comunista italiano, fondato a Livorno il 21 gennaio del 1921. Nell’emendamento chiesta una voce di spesa che ammonta a 200.000 euro per gli anni 2020 e 2021.

Da qui l’ironia e la rabbia dei leghisti. “È una vergogna, ognuno festeggia i partiti che vuole”, attacca Salvini. E poi: “Dicono che non ci sono fondi ma se ne escono con queste castronerie. Fatelo coi vostri soldi l’anniversario, non coi soldi degli italiani”. Mentre il deputato del Carroccio Claudio Borghi ironizza: “Eh sì, tengono in ostaggio la legge di bilancio per questioni fondamentali”.

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La Lombardi ci va giù pesante: “Non credo che la Raggi sia una candidata vincente”

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In una lunga intervista al quotidiano La Stampa, Roberta Lombardi consigliere e capogruppo del M5S alla regione Lazio, analizza il voto del referendum e lo stato di salute del suo partito.

In una lunga intervista al quotidiano La Stampa, Roberta Lombardi capogruppo del M5S della Regione Lazio, parla a 360 gradi dell’attuale momento che sta attraversando il partito di cui lei fa parte. Fra le analisi della sconfitta di Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista la deputata preferisce la terza, quella di Roberto Fico che sottolinea la responsabilità collettiva del risultato. “Ci siamo dentro tutti, mi indigna vedere incolpato soltanto Vito Crimi”. Secondo la Lombardi le visioni di Di Maio e Di Battista “sono compatibili. Non devono esserci alleanze a tutti i costi, ma nemmeno approcci pregiudiziali e ideologici. Io preferisco provare a cambiare le cose governando e farlo dove si puo’ costruire un percorso comune. Per questo, tra Salvini e Zingaretti, scelgo sempre il secondo. Ora però “spero che Beppe parli e mi auguro che avvii lui, da garante, un percorso di traghettamento verso gli Stati Generali”.

Raggi e il secondo mandato

L’ultima battuta dell’intervista riguarda il secondo mandato di Virginia Raggi “è stata una cosa che in altri tempi avrebbe fatto scoppiare una rivoluzione nel Movimento e su cui sono ancora tante le perplessità”. Una candidatura sbagliata, le viene chiesto: “Io vorrei che il Movimento completasse quello che ha iniziato in questi 5 anni di governo di Roma, tornando vittorioso in Campidoglio una seconda volta. Ma per come vivo io la città, credo che Raggi non sia una candidata vincente. E’ un discorso pragmatico, non personale”.

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