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ROMA Il Partito Comunista in piazza con i lavoratori del Teatro dell’Opera

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Una delegazione del PC è scesa in piazza a sostegno dei dipendenti del Teatro dell’Opera di Roma per denunciare le condizioni dei lavoratori dello spettacolo.

ROMA Il in piazza con i lavoratori del Teatro dell’Opera. Nella giornata di ieri una delegazione del Partito Comunista – sezione di Roma è scesa in piazza a sostegno dei dipendenti del Teatro dell’Opera di Roma per denunciare le condizioni in cui versano i lavoratori dello spettacolo e il reparto artistico.

Il presidio, organizzato da USB, ha avuto luogo in Piazza Beniamino Gigli, proprio dinanzi la sede del teatro, e numerose sono state le persone che vi hanno aderito per far valere le proprie ragioni.

“Il Partito Comunista si schiera a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro dell’Opera di Roma che lottano per i loro diritti e per garantire i servizi culturali che la città di Roma si merita di avere”, scrive il Partito Comunista – Roma, sostenendo che “il settore della cultura, come tanti altri ambiti che dovrebbero essere pubblici, non sfugge alla logica del profitto. Così il ruolo sociale della cultura, che deve essere accessibile a tutti come mezzo di emancipazione, e i diritti dei lavoratori vengono subordinati alle logiche di mercato”

In particolare, il Partito Comunista – Roma denuncia una situazione in cui “ci si ritrova così con i lavoratori con la paga ridotta, maggior carico di e una conseguente diminuzione della qualità delle produzioni, nonostante gli sforzi e i sacrifici dei lavoratori”.

Ciò che viene richiesto è che “chi è impiegato nel campo della cultura lavori per il giusto compenso e il giusto numero di ore, senza essere spremuto come un limone, a discapito della qualità delle produzioni artistiche”.

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Caos cremazioni Cimitero Flaminio, per il PD la responsabilità è di Raggi e Ama

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Ladri in azione nei cimiteri


Baglio (PD): “Servizi cimiteriali nel caos, con immobilismo Raggi anche i defunti in fila. Per le cremazioni, sala d’attesa post mortem al Verano”.

“La camera mortuaria del cimitero Flaminio è satura e dal 2 novembre il cimitero Flaminio non accetterà più salme per la cremazione. La comunicazione dell’Ama, che fa riferimento ad un presunto picco di mortalità nelle ultime settimane, impone alle agenzie funebri di Roma una sala d’attesa ‘post mortem’ al Verano (fintanto che avrà capienza), con ritorno al cimitero Flaminio pochi giorni prima della possibile cremazione. Il Campidoglio e l’Ama si fanno scudo con un presunto incremento dei decessi che sarebbe alla base della decisione. La realtà è forse un’altra. Va ricercata nella negligenza e nel disinteresse della giunta Raggi verso i cimiteri e i servizi funebri della capitale. Mentre il degrado e l’abbandono assedia i camposanti anche i ‘forni crematori’ presenti al cimitero di Prima Porta funzionano a singhiozzo a causa di manutenzioni non puntuali. Tutto l’impianto opera da tempo in forma ridotta, nonostante l’aumento della domanda di cremazioni che in poco più di dieci anni è quintuplicata. Ad aggravare la situazione anche l’esaurimento degli spazi al cimitero Laurentino che costringe i residenti del quadrante ovest di Roma ad inumare i propri cari a Prima Porta. Una situazione che si trascina ormai da mesi. L’adeguamento previsto è ancora in alto mare. Come al solito immobilismo e ritardi l’hanno fatta da padroni. Più che il presunto picco di mortalità, attribuito alla pandemia, le responsabilità per la vergognosa accoglienza dei defunti e dei loro congiunti nei cimiteri capitolini sono tutte della giunta Raggi e di chi è alla guida della Ama che, consapevoli, da molti mesi, dell’esaurimento del cimitero Laurentino e delle disfunzioni nell’impianto di cremazione del Flaminio non hanno fatto nulla per prevenire il caos di questi giorni. Ho presentato una interrogazione urgente per conoscere nei dettagli i motivi che hanno indotto l’Ama a prevedere il ‘recapito’ , così lo definisce l’azienda, delle salme nella camera mortuaria del cimitero Flaminio”, lo dichiara in una nota Valeria Baglio del PD di Roma.

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