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TERREMOTO Forti scosse nel Mugello: danni agli edifici

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Forti scosse di terremoto nel Mugello. La più forte registrata a Scarperia San Piero, in provincia di Firenze, ha raggiunto una magnitudo di 4,5 gradi.

L’ipocentro localizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia a una profondità di 9 chilometri. Segnalati danni ad edifici nei comuni dell’area. A Borgo San Lorenzo chiuse le scuole. Le forti scosse di terremoto hanno comportato la chiusura delle scuole anche a Barberino del Mugello e a Vicchio.

In tutti i comuni interessati dal sisma aperte le unità di crisi. Dalle 07.00 aperta anche la sala integrata di Protezione civile della Città metropolitana e della prefettura di Firenze. Per consentire le verifiche tecniche sulle linee sospeso il traffico ferroviario sul nodo di Firenze. Bloccata anche l’Alta velocità tra Firenze e Bologna oltre al traffico regionale. Molte persone hanno abbandonato le abitazioni e sono scese in strada rifugiandosi nelle auto per proteggersi dalla pioggia. “La scossa di magnitudo 4.5 ha fatto davvero paura”, ha raccontato il sindaco di Scarperia San Piero, Federico Ignesti.

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WILLY Autopsia choc: “Organi vitali spappolati”

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WILLY Autopsia choc sul corpo del 21enne ucciso a Colleferro: i risultati.

WILLY Autopsia – Diversi gli organi vitali trovati spappolati: tra essi, il cuore, i polmoni, la milza e il fegato. Lesioni sono state riscontrate inoltre anche sull’aorta. Una circostanza che ha impedito ai medici legali di decretare l’esatta causa della morte. Ad uccidere il 21enne, scrive Saverio Potenza, il medico di Tor Vergata che ha curato l’autopsia, “un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive“. Almeno sei infatti le lesioni rinvenute sul volto, causa anche di emorragie cerebrali. Ma i danni maggiori Willy li ha ricevuti dai colpi a torace e addome: il cuore ha infatti riportato una lesione di ben 7 cm, cui si aggiungono quelle all’aorta toracica, ai polmoni, al diaframma, alla milza, al pancreas e al fegato. Praticamente niente è scampato alla furia degli aggressori. Che hanno causato emorragie interne impossibili da fermare.

Le indagini

Intanto continuano le indagini degli inquirenti: in particolare, l’ascolto dei testimoni, decisivo per dare un nome a chi ha sferrato i colpi letali. E spunta un testimone chiave: si tratta di V.T., finito anche lui in camera di sicurezza insieme ai fratelli Bianchi, a Pincarelli e a Bellegia la notte dell’aggressione. L’uomo aveva rilasciato una testimonianza sull’accaduto, non raccolta però dagli inquirenti, che avevano deciso di non fermarlo. Nuovi dettagli, e nuovi sviluppi, potrebbero dunque arrivare dalle sue parole, oltre che dall’analisi delle celle telefoniche.

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