Conte attacca Rutte: “Il rispetto della dignità del Paese è limite da non superare”

Tensione alla cena dei capi di Stato e di governo dove Conte a un certo punto ha accusato il premier olandese Rutte di voler sabotare gli accordi: “Il rispetto della dignità del Paese è limite da non superare. Ne risponderai agli europei”.

Conte attacca Rutte. Il premier ha ribadito il limite invalicabile che ha difeso nei colloqui con i partner europei. Non si possono ridurre i fondi. Soprattutto non si può pretendere di dare a ogni Paese il potere di bloccarli: “Il mio Paese ha una sua dignità. C’è un limite che non va superato”. Quindi ha rinfacciato a Mark Rutte e ai frugali i ‘rebates’. I rimborsi di cui godono che non hanno vincoli e che chiedono di aumentare. Se, come pretendono i Paesi frugali venissero ridotti da 500 a 350 miliardi i sussidi del Recovery fund scenderebbe la quota per l’Italia.

Il presidente del Consiglio italiano incalza: “Sono giorni che si continua a trattare al ribasso intervenendo a ridurre l’ammontare, a compromettere l’efficacia, a frapporre vari ostacoli operativi. Inizia a venire il sospetto che non si voglia rendere effettivo uno strumento che è nell’interesse di tutti che funzioni. Questa negoziazione volta ad abbassare il livello di efficacia della reazione europea non ha senso. I grants sono necessari a una pronta ripresa per rafforzare la resilienza dei Paesi che hanno più difficoltà nella crescita economica. Il Recovery Plan non può diventare uno strumento per condurre battaglie ideologiche.

Chi si contrappone alla chiusura di questo negoziato e pensa di acquisire nell’immediato maggiore consenso sul piano interno deve pensare che non solo la storia gli chiederà il conto ma che i suoi stessi cittadini, superata la reazione emotiva, si renderanno conto che quella di stasera è una valutazione miope, che ha portato a una decisione che ha contribuito ad affossare il mercato unico e la libertà di sognare delle nuove generazioni. Si stanno usando delle astuzie per mettere in difficoltà i Paesi. Questo non è giusto, sembra quasi che si voglia torcere il braccio a un Paese e non fargli usare quei soldi facendo controllare al consiglio ogni singola fase dell’attuazione. Questi ostacoli umiliano la commissione oltre i Paesi”.

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