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Coronavirus: “Regione Lazio ha pagato camici mai arrivati”

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Regione Lazio camici


Ultima tappa dello scandalo legato al “mascherina gate”

Era in ritardo di 4 mesi la consegna di 850 mila camici e 1 milione di tute protettive che la Regione Lazio aspettava dalla Internazionale Biolife di Taranto. Oltre al danno la beffa: la Regione infatti aveva già pagato, al momento dell’ordine effettuato a fine marzo scorso, un acconto del 20% sulla merce, pari a un importo di 2,8 milioni di euro. La consegna totale dei materiali, prevista per l’8 aprile, non è mai stata effettuata. Poco meno di 150 mila camici su un totale di un milione sono stati infatti effettivamente consegnati tra il 3 e l’11 giugno, ma nessuna tuta. E’ un’ inchiesta delle “Iene”a svelare i retroscena della vicenda; nel sito del noto programma televisivo infatti leggiamo che “La Regione Lazio ha revocato l’ordine di 850 mila camici e 1 milione di tute protettive alla Internazionale Biolife: la consegna era in ritardo di oltre 4 mesi, e i camici già inviati sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza”.

L’intervento della Guardia di Finanza

L’incresciosa situazione ha il suo epilogo il 26 agosto scorso, quando “la Guardia di Finanza ha notificato alla protezione civile regionale il sequestro di quei 150 mila camici. A disporlo e’ la Procura di Taranto nell’ambito di un procedimento penale che vede indagati i responsabili della società Internazionale Biolife”. A questo punto La Regione procede con la revoca dell’ordine richiedendo al contempo il rimborso dell’acconto versato e “il pagamento delle penali previste dal contratto, nella misura di 10 mila euro per ciascuno dei 140 giorni entro i quali avrebbe dovuto realizzarsi l’adempimento, per complessivi 1,4 milioni di euro”. “In questo momento – concludono le Iene, che hanno definito la vicenda l’ultima tappa del mascherina gate, nelle casse del Lazio c’e’ un nuovo buco di 2,8 milioni di euro, sborsati per avere tute e camici che non si sono mai visti”.

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Coronavirus, focolaio a casa di Rocco Siffredi

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Siffredi coronavirus


L’attore e tutta la sua famiglia postivi al virus: “Colpa dei test veloci della farmacia

Il Covid continua a colpire anche nel modo dello spettacolo. Oggi è il turno di Rocco Siffredi, il celebre attore del mondo porno che ha rivelato di essere positivo al virus, e con lui tutta la sua famiglia.
Io e mia moglie abbiamo il Covid e, per colpa dei test veloci comprati in farmacia in Italia, abbiamo contagiato anche i nostri figli“, ha rivelato l’attore, che vive a Budapest. “Al ritorno da Roma, ha proseguito, abbiamo iniziato a sentirci male ma, dopo ben due test negativi, ci siamo tranquillizzati e abbiamo riabbracciato i nostri due figli. Risultato? Tutti infetti e con sintomi, anche la fidanzata di mio figlio maggiore oltre alla domestica e a suo marito che hanno più di 70 anni. Non mi perdonerei mai di aver fatto loro del male“, ha concluso Siffredi.

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