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L’Appello di Codici: Poste italiane risarcisca i consumatori

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L’associazione Codici punta il dito contro Poste Italiane, sotto accusa i disservizi relativi alla spedizione delle raccomandate

Tanti i disservizi legati alla consegna e al ritiro delle raccomandate presso gli Uffici Postali. Ritardi che hanno causato perdite di denaro ai consumatori. Questo il bilancio della situazione, segnalato in questi mesi dall’associazione Codici, che ha portato l’Antitrust ad emettere una multa di 5 milioni di euro. “L’Autorità ha confermato quanto denunciamo da tempo – il servizio raccomandate fornito da Poste Italiane è scadente e riteniamo doveroso da parte dell’azienda risarcire i consumatori, ha commentato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici. Abbiamo raccolto tante proteste. Sono frequenti, infatti, i casi in cui il postino si limita a suonare al citofono e, senza aspettare l’utente, lascia un avviso di giacenza della raccomandata nella cassetta postale. Un danno non indifferente per chi non può uscire di casa, pensiamo anche al periodo del lockdown, oppure per chi ha difficoltà a recarsi ad un ufficio postale per impegni di lavoro. Altro capitolo importante, il servizio di ritiro digitale delle raccomandate. A differenza di quanto pubblicizzato, è utilizzabile solo per gli invii originati digitalmente e questo ha causato ritardi al sistema giustizia del Paese, dovuti ad errate notifiche nell’espletamento dei processi, soprattutto quelli penali, con conseguente prescrizione di numerosi reati, come più volte affermato nelle Relazioni Annuali sullo stato della giustizia. Un fatto gravissimo. Ci auguriamo che con questa sanzione dell’Autorità, Poste Italiane avvii finalmente un processo in grado di portare ad un servizio efficace ed efficiente per i consumatori”. L’associazione Codici continuerà a vigilare sull’operato di Poste Italiane. In caso di disservizi, è possibile inviare una segnalazione scrivendo a segreteria.sportello@codici.org.

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CASO PROCURE – Palamara espulso dall’Anm

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CASO PROCURE – Palamara espulso dall’Anm: la decisione del sindacato delle toghe.

CASO PROCURE – Palamara espulso dall’Anm. Il provvedimento è arrivato per le gravi violazioni etiche di cui l’ex pm romano si è reso protagonista. 111 (su 113 votanti) i sì all’allontanamento. Solo 1 ha invece espresso parere contrario, mentre una scheda è risultata bianca. Respinto dunque il ricorso del magistrato (dal 2008 al 2012 presidente dell’Associazione), espulso lo scorso 20 giugno dal direttivo Anm per i fatti relativi all’inchiesta di Perugia.

Da magistrato e da cittadino che crede profondamente nel valore della giustizia equa ed imparziale, ribadisco che le decisioni devono essere rispettate. Con altrettanta forza però ribadisco anche di non aver mai barattato la mia funzione“, il commento dopo la sentenza di Palamara. Cui in mattinata l’assemblea del sindacato aveva prestato ascolto in merito alle ragioni del ricorso.

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