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Barista di Starbucks denuncia: “Licenziata perché non ho indossato la maglia arcobaleno”

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Una , ha denunciato il posto in cui lavorava perché è stata licenziata per essersi rifiutata di indossare la maglia arcobaleno che va contro i suoi principi

Una barista di Starbucks, accusa di essere stata licenziata ingiustamente a causa di un rifiuto a indossare una maglia arcobaleno. Questo è accaduto nel New Jersey, allo Starbucks di Hoboken nel 2018 dove, nel mese di giugno con l’arrivo del gay pride, la catena chiese ai propri dipendenti di indossare la maglia arcobaleno segno di appoggio in favore della comunità LGBT. La ragazza, Betsy, è molto religiosa e per lei il solo pensiero di indossare la maglia arcobaleno non era concepibile e per questo, si è rifiutata. La nota catena ha chiesto spiegazioni alla ragazza affermando anche che il suo comportamento non era idoneo ai loro valori fondamentali, dal canto suo Betsy ha ribadito che le sue condizioni religiose, le impedivano di mettere la maglia.

TRIBUNALE

La ragazza, si è difesa dicendo: “Dio ha creato l’uomo e la donna, il matrimonio nella Bibbia viene concepito tra un uomo e una donna e tutte le attività sessuali che sono al di fuori di questo è contrario con l’insegnamento biblico”. Dal canto suo, Sturbucks di difende dicendo: “Non discriminiamo nessuno in base al sesso, razza, religione, orientamento sessuale o etnia. Non chiediamo ai nostri dipendenti di indossare un abbigliamento particolare se non il grembiule verde”.

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MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa: arrestato 45enne filippino

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MARCONI Nascondeva 10mila

MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa, la Polizia di stato arresta 45enne per ricettazione e rifiuto di fornire le generalità

MARCONI Nascondeva 10mila euro di refurtiva in casa – Al termine di attività di indagine, gli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Paolo, diretto da Massimiliano Maset, sono riusciti a individuare un appartamento in via Gerolamo Cardano dove era stato segnalato lo smercio di materiale di provenienza furtiva da parte di un cittadino straniero. Quando i poliziotti sono giunti nei pressi dell’edificio, hanno notato uno straniero che, a piedi, stava giungendo in direzione dell’ingresso del condominio. A destare sospetti,  il fatto che questo, continuava a voltarsi come per controllare se fosse seguito da qualcuno. Subito dopo ha aperto il cancello pedonale esterno al palazzo e, quando i poliziotti decisi a controllarlo, si sono avvicinati, lui ha cercato di scappare ma è stato bloccato.

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Agitato e visibilmente insofferente al controllo, il 45enne di origine filippina, alla richiesta degli operatori, rispondeva di non avere documenti con sé e di non abitare in quel palazzo. In tasca però, gli venivano trovate alcune chiavi e la somma di 1200 euro in contanti di cui non sapeva giustificare il possesso. Grazie ai due mazzi di chiavi rinvenute, i poliziotti sono riusciti ad individuare poco dopo l’appartamento dove vive lo straniero. All’interno di questo, è stata rinvenuta della merce rubata tra cui personal computer, borse, due orologi, penne, diverse paia di occhiali, tutta refurtiva di ingente valore pari a 10 mila euro circa e di cui l’uomo non sapeva fornire spiegazioni circa la provenienza. Accompagnato negli uffici di Polizia, lo straniero è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per ricettazione e rifiuto di fornire le proprie generalità.

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