Stop allo Sci, operatori sul piede di guerra: “Una mazzata per l’economia”

Stop allo Sci, operatori sul piede di guerra: “Una mazzata per l’economia”.

Stop allo sci. Il ‘contrordine’, a poche ore dalla riapertura, è arrivato dal ministro Speranza: sua infatti la firma sul “provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo“. Un vero ko per il settore, che si è fidato delle regole del governo, ha fatto investimenti per poi restare spiazzato. Per di più all’ultimo minuto, senza quindi la possibilità di porre il benchè minimo rimedio.

Per l’economia delle Regioni è una mazzata“, il commento a caldo di Daniele D’Amario, coordinatore della Commissione Speciale Turismo e Industria alberghiera della Conferenza delle Regioni. “Dopo due rinvii, arriva un altro stop. Le Regioni gialle si erano organizzate per attuare un protocollo di sicurezza e ingaggiare personale adeguato. La macchina si era rimessa in moto nel rispetto delle regole e adesso la si rispegne“.

Primo problema in vista dunque per il neo governo Draghi: “La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione“, il coro dei ministri Giorgetti e Garavaglia. “Come si risponde e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è questione solo di cifre. Anzi, non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione ancora non era compromessa. Probabilmente ne serviranno di più, soprattutto se ci sono nuovi stop. Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta. Siano presenti già subito nel prossimo decreto“.

Gelo anche dai governatori, da quello del Piemonte Cirio al lombardo Fontana. Ma il ministero è inflessibile: “Il provvedimento – spiega – tiene conto dei più recenti dati epidemiologici. I quali attestano che la variante inglese, caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta in media il 17,8% del totale dei contagi“.