Peste suina a Roma, il Campidoglio interviene sui…cassonetti

Peste suina a Roma, il Campidoglio mette in atto le contromisure. Dopo aver blindato le zone in cui sono stati individuati i primi casi, l’Amministrazione comunale capitolina si concentra ora sui rifiuti. Serve tagliare le potenziali forniture di cibo ai cinghiali, per questo si è deciso di intervenire sui cassonetti. Ve ne saranno infatti di più nelle aree di Roma Nord nei dintorni dei parchi, in modo che i cittadini non siano costretti ad abbandonare in strada la propria spazzatura. Non solo: quelli di plastica verranno sostituiti con altri in ferro, più pesanti e dunque difficili da ribaltare. Ogni cestino verrà inoltre continuamente sanificato e la raccolta porta a porta per le attività e la pulizia delle strade potenziate.

Tali norme fanno parte di un Decalogo istituito dal Campidoglio, che va ad aggiungersi all’ordinanza emessa dal Commissario straordinario per l’emergenza Psa, Angelo Ferrari. Lo scopo evidente è quello di contenere l’infezione da peste suina a Roma. Che, qualora dovesse dilagare, avrebbe come conseguenza l’abbattimento di circa 20mila capi. Non sorprende dunque che una parte consistente del documento sia stata dedicata ai rifiuti e alla loro raccolta: proprio in quanto prima preda degli ungulati affamati, infatti, gli esperti li considerano il principale motore attraverso cui si trasmette il contagio.

Fabio Villani
Laureato alla Specialistica in Filologia Greca e Latina. Esordisco nel giornalismo durante un tirocinio universitario. Tra le mie passioni, calcio, cinema e musica

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