Roma, incendio Malagrotta: i dati Arpa sugli agenti inquinanti

Roma, incendio Malagrotta: resi noti i valori rilevati relativi a diossina e particolato

incendio malagrotta
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Roma, incendio Malagrotta: pericolo scampato, almeno per il momento. Le diossine non avrebbero infatti superato i limiti indicati dall’Oms, anche se sarebbe stata registrata la presenza di una “fonte di emissione“. Il dato, spiega Arpa, sarebbe cresciuto rispetto ai giorni scorsi, ma il suo restare entro i limiti di legge lo tiene lontano dal descrivere una situazione di allarme.

INCENDIO MALAGROTTA, I DATI SU PM10 E ALTRI AGENTI

Buone notizie anche dal fronte del particolato (PM10 e PM2.5): le centraline di Roma e Fiumicino non avrebbero infatti rilevato maggiori concentrazioni rispetto ai giorni passati e nemmeno un superamento del limite giornaliero. Quanto invece a biossido di azoto e benzene, i valori registrati dalla stazione di Malagrotta sarebbero ben inferiori ai limiti di legge, anche se raddoppiati rispetto alla media. Ciò perché ieri le polveri non sarebbero più salite in alto come all’inizio del rogo.

INCENDIO MALAGROTTA, LE NOVITÀ DALLA PROCURA

Sul fronte giudiziario, invece, per la Procura di Roma ci vorranno 3-6 mesi per determinare le cause dell’incendio. Tanto servirà infatti ai Carabinieri del Noe per concludere le indagini che sono state loro demandate. Al momento il capo d’accusa, ipotizzato a carico d’ignoti, è incendio doloso. Sotto la guida del procuratore Francesco Lovoi, gli inquirenti stanno ora ricercando elementi utili. In particolare, si sta analizzando il sistema di videosorveglianza e antincendio dell’impianto. Ma l’episodio potrebbe essere messo a confronto con altri avvenuti negli anni passati a danni di altri Tmb romani.