Roma e Napoli bruciano. Carabinieri mandati sui roghi tossici con mascherine FFP2: «Dotare militari di maschere antigas»

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Roma e Napoli bruciano. Carabinieri mandati sui roghi tossici con mascherine FFP2 Nsc: «Dotare militari di maschere antigas»

«In questi giorni nella Terra dei Fuochi e nella Capitale, vasti incendi hanno distrutto capannoni industriali e depositerie di veicoli con valori delle diossine di oltre 35 volte superiori al limite fissato dall’OMS. I militari di Napoli e di Roma sono stati mandati sul posto sprovvisti di idonei dispositivi di protezione individuale».

Lo rende noto Giovanni Pittalis, Capo dipartimento Sicurezza sul Lavoro del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC).

«Nei territori di Caivano e Afragola, ad esempio – spiega Pittalis -, il Procuratore sollecitava pubblicamente i responsabili delle forze dell’ordine a fornire una adeguata dotazione di D.P.I. al personale dipendente proprio per rispondere all’allarme diossina che in quel territorio è correlabile all’incremento significativo della mortalità, per leucemia e altri tumori, nella popolazione locale.

È impensabile che i carabinieri siano mandati in questi interventi con le sole mascherine FFP2, che non rappresentano una idonea protezione contro la diossina. Riteniamo necessarie le maschere antigas per quel tipo di intervento, poiché già la più sicura mascherina FFP3, offre una protezione affidabile contro le sostanze nocive solo se pari a 30 volte il valore limite e, in questo caso – conclude – parliamo di valori che vanno oltre 35 volte i valori limite fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità».

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