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Cronaca

Colosseo sfregiato, il responsabile si giustifica: “Non lo sapevo”

Colosseo sfregiato, l’incredibile versione fornita agli inquirenti dal 27enne anglo-bulgaro

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Turista vandalo al Colosseo

Colosseo sfregiato, è proprio il caso di dire ‘dopo il danno la beffa (ai giudici)’. Altrimenti non si spiega il modo in cui il ‘vandalo’ ha provato a giustificare il suo gesto. “Non sapevo che il Colosseo fosse antico“, avrebbe raccontato, a quanto riportato dal Messaggero. Il giovane, di origini bulgare e residente in Inghilterra, nei giorni scorsi è salito agli onori delle cronache per aver inciso il suo nome e quello della fidanzata su un muro dell’Anfiteatro Flavio.

L’episodio è avvenuto due settimane fa ed è stato ripreso in un video che ha poi fatto il giro dei social. Quest’oggi il responsabile ha scritto una lettera al Campidoglio e alla Procura di Roma fornendo una versione del suo gesto davvero surreale. “Sono consapevole di quanto sia grave ciò che ho commesso. – le parole – Voglio rivolgere le mie più sentite e oneste scuse agli italiani e a tutto il mondo. Ho arrecato un danno ad un bene che, di fatto, è un patrimonio dell’intera umanità“.

Poi parte la ‘scusa’: “Ammetto con profondissimo imbarazzo che, solo in seguito a quanto incresciosamente accaduto, ho appreso dell’antichità del monumento“. Parole quantomeno assurde, visto che il monumento in questione è uno dei più conosciuti e visitati al mondo. Ma il ragazzo non si è fatto scrupolo a pronunciarle, forse per provare a stemperare la severità di chi dovrà giudicarlo. E che, se l’accusa di danneggiamento di bene culturale verrà confermata, potrebbe comminargli fino a 5 anni di carcere e 15mila euro di multa.

Cronaca

Coltellate al ladro seriale vicino Roma, arrestati due “giustizieri” di 17 e 18 anni: cercavano di uccidere marocchino

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Coltellate al ladro seriale vicino Roma, arrestati due “giustizieri” di 17 e 18 anni: cercavano di uccidere marocchino

Cronaca – Quel ciuffo biondo platino tra i capelli scuri della telecamera di sorveglianza vicino al bar Cannatà ha smascherato il diciassettenne di Anzio, arrestato insieme a un diciottenne per il tentato omicidio del quarantenne Larlry Ouarby. La brutale aggressione è avvenuta il dieci dicembre scorso, quando l’uomo, uscito dal bar dopo un furto, è stato colpito ripetutamente e accoltellato alla schiena dai due giovani aggressori. Dopo mesi di indagini, la polizia è riuscita a risalire ai responsabili, portando il diciassettenne in Comunità e concedendo gli arresti domiciliari al diciottenne, entrambi accusati di tentato omicidio e lesioni.

La vicenda ha avuto poi un epilogo tragico per il ladro, trovato morto di assideramento il 16 febbraio dopo essersi allontanato dalla casa di cura di Anzio in cui era ricoverato per le ferite riportate. Le indagini hanno preso una svolta decisiva quando il fratello della ragazza che aveva dato l’allarme sull’aggressione si è visto ripreso dalle telecamere vicino al luogo del pestaggio. Gli investigatori hanno ricostruito i momenti che hanno preceduto l’aggressione, dimostrando che i giovani avevano intercettato il ladro in piena azione.

Il video di sorveglianza mostra il diciassettenne che cammina lungo viale Marconi prima di incontrare gli amici e tornare indietro verso il bar Cannatà. Mentre il ladro forza la saracinesca e ruba il denaro, i ragazzi lo notano e decidono di intervenire invece di chiamare aiuto. La situazione si aggrava rapidamente e l’uomo viene brutalmente aggredito dai giovani. Grazie all’esame dei tabulati telefonici, è emerso che il minorenne aveva chiamato la sorella per dare l’allarme dopo l’aggressione, ma era troppo tardi.

I due giovani sono stati accusati di aver fatto giustizia da sé invece di segnalare il furto alle autorità, scatenando una tragedia che ha portato alla morte del ladro. Le indagini della polizia di Anzio hanno ricostruito ogni dettaglio di quanto accaduto quella notte, mettendo in luce il ruolo determinante del ciuffo biondo platino nel risolvere il caso.

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Cronaca

Quando è troppo è troppo. Col ferro da stiro dà una botta al marito

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Moglie ubriaca usa ferro stiro, arresto davanti figlie

Cronaca Roma – Una donna di 34 anni è stata arrestata e non potrà avvicinarsi alla sua famiglia dopo aver aggredito il marito davanti alle figlie minorenni. Rientrata a casa ubriaca, ha lanciato addosso al marito un ferro da stiro.
L’uomo ha chiamato il Numero Unico delle Emergenze 112 per chiedere aiuto, visto che non riusciva a calmare la moglie. I fatti risalgono alla serata di ieri, quando la donna, completamente ubriaca dopo una notte fuori casa, ha messo a soqquadro l’abitazione in cui vive con il marito e le figlie minorenni.

La donna ha aggredito il marito, lanciandogli vari oggetti tra cui un ferro da stiro che lo ha colpito al piede. Dopo aver chiamato i soccorsi, i carabinieri della Stazione di Roma Monteverde Nuovo sono intervenuti e hanno arrestato la donna. È gravemente indiziata per la violazione del provvedimento di allontanamento dalla casa familiare notificatole dalla Procura il giorno precedente.

Mentre il marito era ancora in ospedale per farsi medicare dopo l’aggressione, la donna è tornata a casa nonostante il divieto. I carabinieri l’hanno quindi arrestata e il giudice ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Roma.

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Attualità

Petrolio per 540 milioni, affare saltato. Minacce del broker: “Ti faccio staccare la testa”

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Petrolio per 540 milioni, affare saltato. Minacce del broker: “Ti faccio staccare la testa”

Il broker Solis San Andres Jorge Edisson, coinvolto nell’inchiesta sulle mascherine dalla Cina, è stato accusato di aver minacciato un intermediario in un affare tra una compagnia petrolifera di Dubai e un’azienda messicana. Secondo l’inchiesta del pubblico ministero Francesco Basentini, Solis avrebbe agito come intermediario in un affare milionario in cui la compagnia petrolifera avrebbe dovuto fornire 120 milioni di barili di greggio in cambio di 520 milioni di euro, ma il petrolio non è mai stato consegnato. Il broker avrebbe minacciato l’altro intermediario di conseguenze per lui e la sua famiglia se non avesse ottenuto il denaro.

L’accusa sostiene che i due intermediari si siano incontrati a Roma per chiudere l’affare. Solis avrebbe minacciato l’altro broker e inviato video macabri in cui venivano mostrati omicidi commessi da soggetti messicani. La vittima ha deciso di denunciare Solis dopo essere stata minacciata anche nella sua stanza d’albergo. Solis è stato accusato di tentata estorsione e inizialmente gli è stato imposto il divieto di avvicinamento e l’obbligo di presentarsi alla polizia, misura poi ritirata dal giudice. Il broker ha sempre dichiarato la sua innocenza e di non aver minacciato la vittima.

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Attualità

Al Colosseo in ricordo di Mikis Mantakas, ragazzo ucciso nel ’75

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Croci celtiche al Colosseo in ricordo di Mikis Mantakas, attivista di destra ucciso nel ’75

Alcuni estremisti greci hanno esposto bandiere con croci celtiche davanti al Colosseo per ricordare Mikis Mantakas, attivista della Lega nazionale degli studenti greci in Italia e militante del Fronte universitario d’azione nazionale (Fuan) ucciso a Roma il 28 febbraio del 1975.

Mercoledì pomeriggio, decine di militanti di estrema destra si sono riuniti in via Ottaviano, davanti all’ex sezione del Msi dove Mantalas fu ucciso, per rendere omaggio a Mantakas. La commemorazione è stata organizzata dalla Rete dei patrioti, gruppo composto da alcuni fuoriusciti di Forza Nuova, e ha visto la partecipazione di estremisti italiani, ciprioti e greci.

Ieri, alcuni estremisti greci hanno esposto bandiere con croci celtiche davanti al Colosseo, con le fotografie delle bandiere che sono state pubblicate in diversi gruppi e chat di estrema destra.

L’omicidio di Mikis Mantakas avvenne il 28 febbraio del 1975, quando fu colpito da due proiettili davanti alla sezione del Msi di via Ottaviano a Roma. Gli autori dell’omicidio furono accusati di essere i militanti di Potere Operaio Alvaro Lojacono e Fabrizio Panzieri. L’omicidio si verificò durante un’udienza in tribunale relativa al processo per il rogo di Primavalle, in cui persero la vita Stefano e Virgilio Mattei. Durante una rissa davanti al Palazzo di Giustizia, alcuni attivisti antifascisti si spostarono verso la sede del Msi in via Ottaviano con l’intento di assaltarla, trovando al suo interno Mantakas e altri militanti di estrema destra.

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Cronaca

Fiano Romano, che paura per l’incidente sull’Autostrada A1

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Incedente Fiano Romano

Alle ore 15:00 circa, la sala operativa ha dispiegato la squadra 5A di Montelibretti sull’Autostrada A1 in direzione Firenze, precisamente all’altezza di Fiano Romano, in seguito a un incidente stradale coinvolgente due autovetture e un mezzo pesante. L’incidente ha causato tre feriti, i quali sono stati estratti con successo dai Vigili del Fuoco e affidati alle cure del servizio sanitario 118 per gli opportuni controlli medici.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, incaricata di gestire la viabilità e tutte le questioni di loro competenza connesse all’evento.

La situazione rimane sotto controllo delle autorità competenti, le quali lavorano per ripristinare la normalità della circolazione e garantire l’assistenza necessaria alle persone coinvolte nell’incidente.

Si invitano gli automobilisti a prestare massima attenzione durante il transito nell’area interessata e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità sul posto al fine di garantire la sicurezza di tutti i partecipanti al traffico stradale. Fonte ufficio stampa dei vigili del fuoco

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo si difende così: “Erano loro i problematici”

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo: “Loro problematici, troppo vivaci”

Cronaca  – Le maestre dell’asilo di Sermoneta sono state accusate di maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione. Durante l’ultima udienza, una delle due insegnanti si è difesa davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, sostenendo che i bambini erano troppo vivaci e problematici, quindi hanno utilizzato un linguaggio verbale violento.

Secondo quanto ricostruito dalle insegnanti sessantacinquenne A.T. e quarantaduenne F.D., i bambini avrebbero subito non solo parole cattive, intimidazioni e insulti, ma anche schiaffi, tirate di orecchie e capelli. I genitori dei piccoli alunni hanno sporto denuncia nel 2017 e il processo è ancora in corso, sette anni dopo gli abusi.

Durante l’udienza, uno dei genitori che si è costituito parte civile ha alzato la voce durante l’esame di una delle due imputate ed è stato allontanato dall’aula, evidenziando la tensione presente ad ogni udienza.

Per formalizzare le accuse, è stato necessario esaminare le immagini riprese dalle telecamere installate dai carabinieri del Nas, che hanno immortalato i comportamenti violenti delle due maestre. La sessantacinquenne accusata di maltrattamenti ha giustificato il suo linguaggio violento come necessario per gestire i bambini problematici, mentre la collega risponde di abuso dei mezzi di correzione e utilizza un “linguaggio affabulatorio” per tenere buoni i bambini.

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Cronaca

Striscione al Colosseo contro UE e Usa per il genocidio di Gaza

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Striscione al Colosseo

Attivisti dei diversi movimenti affiliati a La Rete dei Patrioti hanno collocato uno striscione sul ponte degli Annibaldi a Roma, di fronte al Colosseo, per manifestare il loro dissenso nei confronti della politica estera dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Il messaggio sullo striscione recita: “UE e USA complici del genocidio a Gaza“, esprimendo così una netta condanna della politica estera ritenuta disastrosa da parte di questi movimenti. Essi ritengono che l’UE e gli USA non solo non condannino adeguatamente le azioni discutibili di Israele nella Striscia di Gaza, ma che sostengano attivamente il governo di Netanyahu, giustificando tutte le azioni brutali perpetrate contro i civili innocenti, che sono degenerate in una vera e propria strage.

Inoltre attraverso una nota stampa, gli attivisti accusano l’UE e gli USA di criminalizzare il popolo palestinese, che cerca solo di vivere in pace e di ottenere uno Stato libero dall’oppressione dell’occupazione israeliana. Questa critica evidenzia una preoccupazione per la mancanza di sostegno internazionale nei confronti dei diritti umani e della giustizia per il popolo palestinese.

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Attualità

Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

Cronaca Roma – A quasi due mesi da un grave episodio di tentato omicidio in cui un ragazzo di 21 anni è stato accoltellato varie volte, due uomini sono stati arrestati a Roma. Si tratta di Massimo Langella, 57 anni, e Francesco Arrabito, 51 anni, ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Secondo le indagini, i due uomini avrebbero aggredito il ragazzo, forse per un debito di droga, picchiandolo, colpendolo con bottiglie e accoltellandolo, per poi abbandonarlo in una macchina in periferia.

Il giovane è stato trovato svenuto sul volante dell’auto, grazie al suo colpo di clacson alcuni passanti hanno potuto chiamare i soccorritori. La vita del ragazzo è stata salvata nonostante le sue gravi condizioni, dovute anche al fatto che la lama del coltello si è rotta durante l’aggressione. L’episodio è avvenuto la sera del 7 gennaio a Roma, in via Lecce nei Marsi, dove i due uomini avevano attirato la vittima nel loro appartamento e l’avevano brutalmente picchiata e accoltellata.

Sul caso stanno indagando gli agenti del commissariato Casilino, ma il movente non è ancora chiaro in quanto la vittima non ha collaborato pienamente con la polizia. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, gli aggressori potrebbero essere associati a una famiglia Sinti con cui la vittima aveva avuto dei contrasti, forse legati a debiti di droga.

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Attualità

A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

Cronaca Roma – Un giovane di diciannove anni è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di una grossa quantità di droga nella sua abitazione a Fiumicino. Il ragazzo dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti di fronte all’Autorità Giudiziaria. Il sequestro ha portato alla scoperta di due involucri contenenti 58 grammi di cocaina, circa 88 grammi di hashish e 11 chili di marijuana.

Le forze dell’ordine coinvolte nell’operazione sono stati i militari delle Compagnie di Roma Ostia e Roma Cassia e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia. La droga era pronta per essere confezionata e venduta nelle piazze di spaccio a Roma e provincia da parte del ragazzo poco più che maggiorenne. Durante un controllo, il comportamento sospetto del giovane ha attirato l’attenzione dei carabinieri che si stavano dirigendo in zona. Alla vista dei militari, le due persone a bordo dell’auto con cui il ragazzo aveva interagito sono fuggite, mentre lui è corso verso casa.

Dopo aver controllato il ragazzo e trovato con lui due involucri di cocaina e hashish, i militari hanno deciso di esplorare l’abitazione. Al suo interno hanno rinvenuto ulteriori quantità di hashish, marijuana, cocaina, materiale per il confezionamento della droga e contanti. Il diciannovenne è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa del processo, mentre la droga è stata sequestrata.

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Cronaca

Scontri a Pisa: Il vescovo di Chioggia “La Berlinguer è una furbastra”

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Scontri a Pisa: vescovo Chioggia choc, Berlinguer aggredita; forze ordine indifferenti

Il vescovo emerito di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, ha scatenato polemiche con le sue dichiarazioni sulla situazione degli studenti manganellati dalla polizia a Pisa. In particolare, ha definito Bianca Berlinguer una “furbastra” e ha espresso il desiderio che fosse aggredita e che le forze dell’ordine si voltassero dall’altra parte.

Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, è in pensione da poco più di due anni e attualmente vive nel suo paese natale, Tezze sul Brenta. Nonostante la sua pensione, continua a essere attivo sui social e a esprimere le sue opinioni su varie questioni. Nel corso degli anni ha fatto parlare di sé per varie prese di posizione contro decisioni politiche e sociali, attirando sia consensi che critiche.

Le dichiarazioni di Tessarollo hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che hanno apprezzato la franchezza del vescovo emerito e altri che hanno condannato duramente il suo desiderio di violenza nei confronti di Bianca Berlinguer. In particolare, Endri Bullo e Fortunato Guarnieri hanno espresso pareri contrapposti, con Bullo che ha sottolineato il trattamento riservato ai politici corrotti e Guarnieri che ha ritenuto le parole di Tessarollo indegne di un rappresentante della Chiesa. Guarnieri ha inoltre sollevato il tema della repressione della libertà e dell’importanza di educare le future generazioni alla difesa dei principi costituzionali.

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