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Il solito Mourinho che attacca gli arbitri. Messo sotto inchiesta dalla Procura FIGC. Video

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Mourinho messo sotto inchiesta dalla Procura FIGC: nel mirino le parole su Marcenaro e Di Bello

José Mourinho sotto inchiesta dalla Procura FIGC per le sue dichiarazioni su Marcenaro e Di Bello

José Mourinho, allenatore della Roma, è stato messo sotto inchiesta dalla Procura Federale della FIGC dopo le sue critiche nei confronti degli arbitri Marcenaro e Di Bello. Le dichiarazioni del tecnico portoghese hanno scatenato l’apertura di un procedimento legale, in quanto ritenute lesive nei confronti degli ufficiali di gara designati per la partita contro il Sassuolo.

Le parole di Mourinho hanno sollevato polemiche e hanno attirato l’attenzione della Procura Federale della FIGC. Il tecnico giallorosso si è espresso in modo critico riguardo agli arbitri designati per la partita, affermando che il direttore di gara non ha la stabilità necessaria per affrontare incontri di tale livello e insinuando che ciò potrebbe influenzare negativamente l’esito della partita. In merito all’addetto al VAR, Mourinho ha espresso dubbi sul suo operato, affermando che il suo profilo non lo lascia tranquillo.

L’ufficio del procuratore federale della FIGC, Giuseppe Chiné, ha avviato immediatamente un’inchiesta per accertare eventuali dichiarazioni lesive nei confronti degli arbitri e valutare eventuali provvedimenti nei confronti di José Mourinho. Il tecnico rischia una multa che potrebbe variare da 2500 euro a 50.000 euro o addirittura una squalifica o divieto di accesso negli stadi durante le partite, secondo quanto previsto dall’articolo 23 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC. Inoltre, la Roma potrebbe essere chiamata a rispondere per le dichiarazioni del suo tesserato e potrebbe ricevere un’ammenda.

La situazione si è quindi fatta molto tesa in vista della partita tra Sassuolo e Roma, con Mourinho e la sua squadra ora sotto il radar della Procura Federale della FIGC. Questo episodio potrebbe avere ripercussioni significative per entrambe le parti coinvolte, con l’attenzione che si concentra ora sulle possibili conseguenze delle dichiarazioni del tecnico romano. La FIGC ha preso seriamente le parole di Mourinho e valuterà le azioni da intraprendere in base ai risultati dell’inchiesta in corso.

Secondo il Corriere dello Sport, resta da vedere come evolverà la situazione e quali saranno le decisioni prese dalla Procura Federale della FIGC in seguito a questa controversia. La partita tra Sassuolo e Roma sarà sicuramente avvolta da un’atmosfera tesa, con l’attenzione sul campo che si unirà alla speculazione riguardante le possibili conseguenze delle dichiarazioni di Mourinho. La Roma dovrà affrontare questa situazione delicata mentre si prepara per la sfida contro il Sassuolo, ora con un ulteriore elemento di incertezza e tensione aggiunto al contesto della partita.

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La composizione della Commissione di inchiesta su Emanuela Orlandi

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Parlamentari in Commissione di inchiesta su Emanuela Orlandi

La famiglia Orlandi ha reso noti i nomi dei parlamentari che faranno parte della Commissione d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. In seguito all’invio della lista dei nominativi da parte dei capogruppo, l’avvocata Laura Sgrò ha ringraziato i Presidenti di Camera e Senato per la convocazione dei parlamentari designati, augurando loro buon lavoro.

I 40 deputati e senatori indicati dai gruppi parlamentari saranno riuniti dai presidenti delle due camere per eleggere il presidente della Commissione, il quale avrà poteri d’indagine assimilabili a quelli degli inquirenti. Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, è stato il più recente a presentare i nominativi per la Commissione, suscitando critiche da Pietro Orlandi.

La composizione della Commissione d’inchiesta

La Commissione conta la presenza di rappresentanti dei principali partiti politici, tra cui Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Azione, Italia Viva e Misto. Ogni partito ha designato deputati e senatori per partecipare all’inchiesta sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori.

La Commissione di inchiesta rappresenta un passo fondamentale per fare luce su questi casi irrisolti da anni, offrendo speranza alla famiglia Orlandi e a tutti coloro che da tempo attendono verità e giustizia per le scomparse avvenute.

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“Liberateci dai cinghiali”, l’allarme degli agricoltori e non solo

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“Liberateci dai cinghiali, l’allarme degli agricoltori” – Reatino

**Cinghiali in Rieti: l’appello degli agricoltori per proteggere le coltivazioni**

Nella provincia di Rieti, gli agricoltori lanciano un grido di aiuto contro gli attacchi dei cinghiali che mettono a rischio la loro attività. I branchi di cinghiali, composti da decine o addirittura centinaia di individui, stanno causando danni considerevoli alle coltivazioni, in particolare a Leonessa, rinomata per la produzione di patate che rappresentano una parte significativa dell’economia locale.

La situazione è resa ancora più critica dalla presenza dei lupi che hanno provocato danni agli allevamenti della zona. Questo scenario mette a rischio non solo le colture, ma anche la sopravvivenza delle imprese agricole che faticano a fronteggiare queste minacce.

I protagonisti del settore agricolo chiedono urgentemente interventi mirati che possano proteggere il territorio e le attività economiche coinvolte. Nell’articolo vengono riportate le testimonianze di agricoltori locali, di Marianna Iacobini – Presidente di Coldiretti Leonessa, e di Vito Paciucci – Vicepresidente della Provincia di Rieti.

Le sfide legate alla convivenza tra attività agricole e fauna selvatica sono al centro dell’attenzione, evidenziando la necessità di trovare soluzioni che garantiscano la sostenibilità dell’agricoltura e la tutela dell’ambiente.

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Manziana, Sbranato dai cani. L’appello della sorella di Paolo Pasqualini

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Sbranato dai cani a Manziana, l’appello della sorella di Paolo Pasqualini: “Cerchiamo testimoni”

La famiglia di Paolo Pasqualini è alla ricerca di testimoni che possano fornire informazioni su quanto accaduto nella tragica mattina in cui è stato sbranato da tre rottweiler nel bosco di Manziana il 11 febbraio. Questo annuncio è stato condiviso dalla sorella di Pasqualini, Priscilla, attraverso una nota sui social, accompagnata da alcune foto che li ritraggono insieme.

La famiglia desidera fare chiarezza sull’accaduto e per questo ha intenzione di assumere un investigatore privato. Secondo l’avvocato Giacomo Marini, questo passo è necessario per condurre un’indagine difensiva e ricostruire i fatti in modo preciso riguardo alla dinamica e ai motivi per cui i cani si trovavano fuori dal giardino. Nel frattempo, i tre cani sono stati sottoposti a visite comportamentali.

Le indagini sul caso sono in corso e sono condotte dai carabinieri della caserma di Bracciano. Spetta a loro il compito di ricostruire quanto possa essere accaduto quella mattina. Nel frattempo, i proprietari dei tre rottweiler, una coppia separata, sono indagati per omicidio colposo.

L’educatrice dei cani ha espresso la sua opinione su cosa potrebbe essere successo nella mente dei cani per giustificare il tragico evento. La famiglia di Paolo Pasqualini continua a cercare informazioni e testimoni per far luce sull’accaduto, con la speranza di ottenere giustizia per la perdita del loro caro.

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Rapina a mano armata in una gioielleria di Roma: il grave episodio a Viale Eritrea

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Tentata rapina con pistola in viale Eritrea: la gioielleria fa scattare l’allarme a Roma

Nella mattinata di oggi, si è verificato un crimine agghiacciante presso una gioielleria situata in Viale Eritrea, a Roma. Due individui armati hanno compiuto una rapina violenta, terrorizzando i presenti e mettendo a segno un colpo prima di fuggire rapidamente su uno scooter.

L’allarme è stato lanciato intorno alle 9:30 e le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute per cercare di rintracciare i rapinatori, attivando un’operazione di ricerca su vasta scala per garantire la sicurezza della zona circostante.

Durante l’assalto, i malviventi sono riusciti a impadronirsi di una notevole quantità di gioielli di valore, sconvolgendo la tranquillità del quartiere e mostrando un atteggiamento spregiudicato e pericoloso. Le immagini delle telecamere di sorveglianza sono state fondamentali per le indagini in corso, offrendo agli inquirenti importanti elementi per identificare i responsabili e recuperare la refurtiva rubata.

Le autorità stanno operando con determinazione per far luce sull’accaduto e assicurare alla giustizia i colpevoli di questo vile atto criminale commesso in pieno giorno, con la speranza di restituire serenità e sicurezza alla comunità locale.

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Cosa fa la Meloni contro Netanyahu? I manifestanti di oggi la ritraggono così

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Corteo oggi a Roma, foto Netanyahu-Meloni mani insanguinate

Giorgia Meloni criticata durante il corteo pro-Palestina a Roma

Durante un corteo a Roma che ha preso il via da Piazza Vittorio, molti manifestanti hanno esposto striscioni contro il presunto coinvolgimento del governo guidato da Giorgia Meloni nel genocidio. Circa 500 persone hanno partecipato alla manifestazione, intonando slogan come “Palestina libera, Palestina rossa” mentre si dirigevano verso Piazzale Tiburtino.

Durante la protesta, è stato esposto un cartellone con la foto della stretta di mano tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e la premier Giorgia Meloni, con le mani insanguinate. Le bandiere palestinesi sventolavano mentre la folla avanzava per le strade di Roma. La presenza della polizia è stata confermata per garantire la sicurezza durante l’evento.

La critica nei confronti di Giorgia Meloni è stata evidente durante la manifestazione, con i manifestanti che sostenevano il loro dissenso rispetto alla presunta politica del governo italiano nei confronti del conflitto in Medio Oriente. La scelta di esporre un’immagine del premier israeliano e della leader di Fratelli d’Italia ha suscitato forti reazioni tra i partecipanti al corteo pro-Palestina.

L’atmosfera durante la manifestazione era tesa ma pacifica, con i manifestanti che hanno espresso il loro sostegno al popolo palestinese e la loro condanna verso la presunta complicità dell’Italia nel conflitto. La presenza delle forze dell’ordine ha contribuito a mantenere l’ordine pubblico e a garantire che la protesta si svolgesse nel rispetto delle norme di sicurezza.

Per ulteriori dettagli, visita la fonte dell’articolo.

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Mistero del 15enne rapito a Monteverde: “Mamma aiuto mi seguono”

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Mistero del 15enne rapito a Monteverde: «Mamma aiuto mi seguono». Sedato da due uomini all’uscita di scuola.

**Mistero del 15enne rapito a Monteverde: il racconto di una famiglia sconvolta**

Il 27 febbraio Michele, un quindicenne romano senza alcun coinvolgimento in attività illecite, è stato rapito da due individui. Dopo aver inviato un messaggio d’aiuto alla madre, Michele è sparito nel nulla, gettando la sua famiglia – composta da genitori impegnati nel lavoro e una sorella studentessa – nell’angoscia più totale.

Le ore di silenzio dal telefono di Michele hanno fatto crescere l’ansia e il terrore all’interno della famiglia, temendo il peggio per il giovane. È stato poi ritrovato sedato nella cantina di un complesso residenziale nel quartiere del Trullo, a quattro chilometri di distanza dal luogo del suo rapimento. Tuttavia, ciò che realmente è accaduto durante il sequestro e le motivazioni dietro questo gesto restano avvolti nel mistero.

La comunità locale ha dimostrato solidarietà e supporto alla famiglia di Michele, offrendo conforto in un momento così difficile. Le autorità stanno conducendo delle indagini per fare luce sull’accaduto, nella speranza di individuare i responsabili e garantire giustizia per Michele e i suoi cari.

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Scoperto traffico illecito di Kinder in via Andersen a Roma

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Barrette di cioccolata come panetti di hashish: scoperto a Roma traffico di una spacciatrice

Nel corso di un processo in aula, un imputato ha tentato di difendersi dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio affermando che la droga trovata era destinata al suo consumo personale. Tuttavia, il pubblico ministero ha presentato prove che indicavano chiaramente l’intenzione dell’imputato di spacciare la droga.

Le testimonianze e le prove presentate hanno reso difficile per l’imputato provare la sua innocenza. Dopo un’attenta valutazione delle prove e delle testimonianze, l’imputato è stato condannato per detenzione ai fini di spaccio.

La sentenza emessa ha sottolineato le conseguenze del coinvolgimento nel traffico di droga. Questo verdetto, oltre a colpire l’imputato, ha anche servito come deterrente per individui che potrebbero essere coinvolti in attività illegali simili.

Questa vicenda mette in luce l’impegno delle autorità nel contrastare il traffico di sostanze illecite e sottolinea l’importanza di rispettare le leggi per garantire la sicurezza della comunità.

Per ulteriori dettagli sull’articolo originale, puoi consultare la fonte qui.

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Incidente su via Flaminia: morto 19enne

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Incidente su via Flaminia: morto 19enne

Nella notte di sabato 2 marzo a Roma si è verificato un grave incidente che ha portato alla morte di un ragazzo di 19 anni. Il giovane ha perso il controllo della sua moto lungo via Flaminia all’altezza del sottopasso Euclide, uscita Tor di Quinto.

La vittima è deceduta sul colpo e sul posto sono intervenute diverse pattuglie del XV Gruppo Cassia della Polizia Locale. Al momento si stanno effettuando accertamenti per comprendere la dinamica dell’incidente, ma non sembrerebbero esserci stati altri veicoli coinvolti. Fonte

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Calcio

Lotito a Rai2 dice che la colpa è del sistema

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Lotito a Rai2: “Torti palesi e ripetuti, ci faremo sentire”

Claudio Lotito ha espresso il suo dissenso riguardo alle decisioni dell’arbitro Di Bello in diverse occasioni, tra cui interviste a DAZN, Sky, Lazio Style Channel e conferenze stampa. Durante la trasmissione A Tutto Campo su Rai Due, il presidente della Lazio ha ribadito le sue opinioni dalla zona mista dell’Olimpico.

Lotito ha sottolineato che non è la prima volta che si verificano situazioni simili e ha fatto riferimento al concetto latino che perseverare è diabolico. Ha parlato della necessità di valutare l’oggettività del sistema e l’affidabilità delle decisioni arbitrali. Ha anche espresso la sua preoccupazione riguardo alle lacune nel sistema sportivo e ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole.

Il presidente ha dichiarato di aver preso provvedimenti per garantire una valutazione terza delle situazioni contestate. Ha affermato di agire in base a ciò che ritiene giusto per assicurare il rispetto delle regole e ha sottolineato che, in caso di situazioni di torto palese che si ripetono, è necessario rivolgersi alle autorità competenti.

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Cronaca

Bimba bullizzata dai compagni lascia scuola Roma per differenza di pelle

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Bimba bullizzata dai compagni lascia scuola Roma per differenza di pelle

La bambina di soli 6 anni, iscritta alla prima elementare dell’istituto “Immacolata” di Ciampino, si è trovata vittima di bullismo. I suoi compagni la insultavano, la offendevano e la discriminavano per il colore della sua pelle, dicendole che non poteva avere una madre bianca e un padre nero. Questo comportamento malvagio la ha portata a nascondersi indossando vestiti inappropriati per la stagione e coprendo i capelli ricci con un cappellino.

La madre della bambina, una giornalista che desidera mantenere l’anonimato per proteggere la privacy della figlia, è rimasta sconvolta dall’accaduto. Ha notato che la bambina era costretta a comportarsi in modo aggressivo per proteggersi dal bullismo e si sentiva sempre più isolata e emarginata. Nonostante il cambio di scuola, la piccola continua ad avere difficoltà a dormire e a gestire la sua rabbia.

La madre riflette sulla mancanza di educazione e formazione nei confronti dei bambini che commettono atti di bullismo. Sottolinea l’importanza di insegnare valori e sentimenti anziché riempire le loro vite di distrazioni e tecnologia. Chiede che sua figlia non perda la speranza e continui a credere nei suoi valori, nonostante le difficoltà incontrate.

La situazione alla scuola “Immacolata” di Ciampino è stata trascurata e minimizzata dalle istituzioni. La madre critica la mancanza di interventi da parte della scuola e l’indifferenza delle altre famiglie di fronte al bullismo subito dalla sua bambina. Sottolinea inoltre il sospetto di comportamenti inappropriati dei bambini non controllati dagli adulti, creando un ambiente poco sicuro e poco accogliente per la piccola vittima.

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