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Cronaca

Cadavere di uomo di 53 anni rinvenuto in casa, morto da una settimana

Cadavere di uomo di 53 anni rinvenuto in casa, morto da una settimana

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Cadavere di uomo di 53 anni rinvenuto in casa ad Ariccia, morto da una settimana

Misterioso ritrovamento di un cadavere a Ariccia

Il pomeriggio di domenica 11 febbraio si è trasformato in una tragedia a Ariccia, quando è stato ritrovato il cadavere di un uomo di 53 anni, morto da almeno una settimana. Il triste evento è stato scoperto dopo che i familiari dell’uomo hanno allertato i carabinieri per la scomparsa prolungata.

Verso le 16, i carabinieri si sono recati presso l’abitazione del 53enne situata a Vallericcia, sull’area sud di Ariccia, accompagnati dai soccorritori del 118 e dai vigili del fuoco. Dopo l’apertura forzata della porta, è stato fatto il macabro ritrovamento. Il corpo dell’uomo giaceva sul letto in uno stato avanzato di decomposizione, segnalando un decesso avvenuto almeno una settimana prima del ritrovamento.

Nonostante l’apparenza scioccante della scoperta, i primi accertamenti del medico legale suggeriscono che la morte potrebbe essere stata causata da fattori naturali, in quanto non sono stati riscontrati segni di violenza sul corpo. La notizia è stata riportata su Il Mamilio.it.

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

Cronaca Roma – A quasi due mesi da un grave episodio di tentato omicidio in cui un ragazzo di 21 anni è stato accoltellato varie volte, due uomini sono stati arrestati a Roma. Si tratta di Massimo Langella, 57 anni, e Francesco Arrabito, 51 anni, ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Secondo le indagini, i due uomini avrebbero aggredito il ragazzo, forse per un debito di droga, picchiandolo, colpendolo con bottiglie e accoltellandolo, per poi abbandonarlo in una macchina in periferia.

Il giovane è stato trovato svenuto sul volante dell’auto, grazie al suo colpo di clacson alcuni passanti hanno potuto chiamare i soccorritori. La vita del ragazzo è stata salvata nonostante le sue gravi condizioni, dovute anche al fatto che la lama del coltello si è rotta durante l’aggressione. L’episodio è avvenuto la sera del 7 gennaio a Roma, in via Lecce nei Marsi, dove i due uomini avevano attirato la vittima nel loro appartamento e l’avevano brutalmente picchiata e accoltellata.

Sul caso stanno indagando gli agenti del commissariato Casilino, ma il movente non è ancora chiaro in quanto la vittima non ha collaborato pienamente con la polizia. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, gli aggressori potrebbero essere associati a una famiglia Sinti con cui la vittima aveva avuto dei contrasti, forse legati a debiti di droga.

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

Cronaca Roma – Un giovane di diciannove anni è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di una grossa quantità di droga nella sua abitazione a Fiumicino. Il ragazzo dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti di fronte all’Autorità Giudiziaria. Il sequestro ha portato alla scoperta di due involucri contenenti 58 grammi di cocaina, circa 88 grammi di hashish e 11 chili di marijuana.

Le forze dell’ordine coinvolte nell’operazione sono stati i militari delle Compagnie di Roma Ostia e Roma Cassia e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia. La droga era pronta per essere confezionata e venduta nelle piazze di spaccio a Roma e provincia da parte del ragazzo poco più che maggiorenne. Durante un controllo, il comportamento sospetto del giovane ha attirato l’attenzione dei carabinieri che si stavano dirigendo in zona. Alla vista dei militari, le due persone a bordo dell’auto con cui il ragazzo aveva interagito sono fuggite, mentre lui è corso verso casa.

Dopo aver controllato il ragazzo e trovato con lui due involucri di cocaina e hashish, i militari hanno deciso di esplorare l’abitazione. Al suo interno hanno rinvenuto ulteriori quantità di hashish, marijuana, cocaina, materiale per il confezionamento della droga e contanti. Il diciannovenne è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa del processo, mentre la droga è stata sequestrata.

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Scontri a Pisa: Il vescovo di Chioggia “La Berlinguer è una furbastra”

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Scontri a Pisa: vescovo Chioggia choc, Berlinguer aggredita; forze ordine indifferenti

Il vescovo emerito di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, ha scatenato polemiche con le sue dichiarazioni sulla situazione degli studenti manganellati dalla polizia a Pisa. In particolare, ha definito Bianca Berlinguer una “furbastra” e ha espresso il desiderio che fosse aggredita e che le forze dell’ordine si voltassero dall’altra parte.

Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, è in pensione da poco più di due anni e attualmente vive nel suo paese natale, Tezze sul Brenta. Nonostante la sua pensione, continua a essere attivo sui social e a esprimere le sue opinioni su varie questioni. Nel corso degli anni ha fatto parlare di sé per varie prese di posizione contro decisioni politiche e sociali, attirando sia consensi che critiche.

Le dichiarazioni di Tessarollo hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che hanno apprezzato la franchezza del vescovo emerito e altri che hanno condannato duramente il suo desiderio di violenza nei confronti di Bianca Berlinguer. In particolare, Endri Bullo e Fortunato Guarnieri hanno espresso pareri contrapposti, con Bullo che ha sottolineato il trattamento riservato ai politici corrotti e Guarnieri che ha ritenuto le parole di Tessarollo indegne di un rappresentante della Chiesa. Guarnieri ha inoltre sollevato il tema della repressione della libertà e dell’importanza di educare le future generazioni alla difesa dei principi costituzionali.

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Lazio, Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini

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Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini. Anziano denunciato

Infastidito dal cagnolino della vicina, un anziano di 76 anni del posto a Minturno ha preso il fucile e ha sparato all’animale. I carabinieri hanno denunciato l’uomo e gli hanno sequestrato le armi. Il 23 febbraio scorso, l’anziano ha colpito il cagnolino alle zampe e al torace con circa 30 pallini. Oltre alla denuncia a piede libero, i militari hanno sequestrato tre fucili e munizioni all’uomo. La proprietaria del cane ha portato l’animale da un veterinario a Minturno per le cure necessarie, in seguito all’aggressione subita.
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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

Cronaca Roma – Gli ufficiali della Polizia di Stato del III Distretto “Fidene – Serpentara”, dopo un’operazione investigativa complessa e sensibile coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma contro un uomo di 46 anni, fortemente sospettato di maltrattamenti in famiglia.

L’indagine è partita da una segnalazione pervenuta al numero di emergenza 112 riguardante una “lite in famiglia”. Gli agenti di via Franco Enriquez sono intervenuti immediatamente e hanno raccolto i resoconti di alcune testimoni, le quali hanno manifestato profonda preoccupazione per l’incolumità di una loro amica. Quest’ultima, da due anni, era soggetta alle vessazioni del convivente, il quale, per gelosia, le vietava persino di uscire di casa da sola. La paura instillata in lei era così grande da impedirle di denunciare.

Attraverso servizi di osservazione e controllo mirati a individuare il responsabile e avvicinare la vittima senza la presenza dell’aguzzino, gli agenti hanno agito durante i brevi momenti di assenza dell’uomo. Hanno così potuto avvicinare la vittima e offrirle il supporto necessario per raccontare gli abusi subiti.

L’ennesimo caso di Cronaca a Roma ha fatto sì che la denuncia ha rivelato che la donna era stata vittima per due anni di continui maltrattamenti, finalizzati a controllare ogni aspetto della sua vita quotidiana. Era costretta a rimanere costantemente in casa, con limitazioni nelle amicizie, divieto di contatti maschili, controllo dei suoi dispositivi elettronici e addirittura una riduzione delle sue attività lavorative. Alla luce di queste indagini approfondite, la Procura di Roma ha richiesto e ottenuto la custodia cautelare. Fonte 

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Tribunale di Roma assolve la mamma dagli schiaffi per le foto osé della figlia 12enne

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Mamma assolta per schiaffi alla figlia 12enne per foto osé

Una donna è stata assolta per aver dato degli schiaffi alla figlia dodicenne che stava inviando foto osé a un ragazzo di diciannove anni. Questa decisione è stata presa dal Tribunale di Roma, che ha escluso la punibilità della madre sostenendo che agisse nel suo diritto e dovere di educare e correggere i figli. La donna è stata assolta per l’episodio della chat con il ragazzo diciannovenne, ma è stata condannata per altri maltrattamenti nei confronti della figlia e della madre.

I fatti risalgono al 2016, quando la madre ha sorpreso la figlia che chattava con il ragazzo maggiorenne e gli inviava foto osé. La donna ha reagito rabbiosamente strappandole il telefono e scoprendo la situazione. Nonostante sia stata assolta per questo episodio specifico, è stata condannata per altri maltrattamenti che avrebbe inflitto alla figlia e alla madre tra il 2016 e il 2019.

La ragazza, oggi maggiorenne, ha giustificato sua madre dicendo che capiva il motivo dei suoi schiaffi e che erano dovuti alla preoccupazione per le sue azioni sbagliate. Nonostante la reazione violenta della madre, la giovane ha compreso le intenzioni di correggerla. La donna è stata condannata a un anno e sette mesi di carcere per i maltrattamenti inflitti alla figlia e alla madre nel corso di tre anni.

La severità della condanna è stata motivata dalla frequenza e dalla violenza degli schiaffi inflitti dalla donna. Nonostante la madre sia stata assolta per l’episodio specifico dei schiaffi legato alla chat con il ragazzo diciannovenne, la condanna per i maltrattamenti dimostra che il tribunale ha preso sul serio il comportamento violento della donna nei confronti della figlia e della madre.

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Vincenzo Rizzotto ucciso dal suocero durante litigio al compleanno della figlia

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Vincenzo Rizzotto ucciso dal suocero durante litigio al compleanno della figlia

Vincenzo Rizzotto, 42 anni, è stato ucciso a Mascalucia (Catania) con un coltello da sub al culmine di una lite durante la festa per i 18 anni della figlia: è stato fermato per l’omicidio il suocero, Giovanni Nicolosi.

Si chiamava Vincenzo Rizzotto ed aveva 42 anni l’uomo ucciso ieri sera durate una festa di compleanno in famiglia a Mascalucia nel Catanese, al culmine di una lite. Per l’omicidio è stato fermato Giovanni Nicolosi, 60 anni, suocero della vittima. Ma facciamo un passo indietro.

Secondo una prima ricostruzione effettuata dai carabinieri precipitatisi sul luogo del delitto, nel corso della festa per il diciottesimo compleanno della figlia della vittima, il nonno della ragazza avrebbe avuto un dissidio con il genero, compagno della figlia. La lite, cominciata in casa, è proseguita poi nel cortile condominiale e lì il 60enne avrebbe accoltellato Rizzotto: un solo fendente all’addome con un coltello da sub. Nicolosi prima della lite avrebbe visto litigare la vittima con la figlia e la nipote nel cortiletto dell’edificio ed è andato a prendere un coltello con una lama di 27 centimetri con cui ha colpito il genero. In pochi istanti, tutti i familiari che partecipavano alla festa si sono riversati nella corte della piccola palazzina per vedere cosa fosse accaduto, insieme con altri condomini. Allertati i soccorsi, il 42enne è deceduto durante il trasferimento al Policlinico di Catania.

Sia il presunto assassino che la vittima, coi loro nuclei familiari, abitano nello stesso edificio in via Pablo Picasso. L’indagato, che è stata raggiunto dai militari apparentemente confuso e all’interno del bagno dell’abitazione, è stato portato nella casa circondariale di Catania – Piazza Lanza, mentre i carabinieri della Tenenza di Mascalucia e i militari della Sis del Comando provinciale si sono occupati di tutti i rilievi scientifici del caso.

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Scena da film a Bravetta: uomo contro forze ordine mentre la fidanzata si getta finestra

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Bravetta: uomo contro forze ordine, fidanzata si getta finestra

Un nuovo grave episodio di violenza è avvenuto a Roma nella giornata di ieri, sabato 24 febbraio. Sono da poco passate le quattro del pomeriggio quando arriva una telefonata al numero unico per le emergenze: “Aiuto correte c’è un uomo privo di sensi in strada”.

Quando il personale sanitario del 118 arriva sul posto soccorre un uomo di 54 anni. Appare da subito evidente che l’uomo ha abusato di sostanze stupefacenti. Quando rinviene però, invece di ringraziare i sanitari che lo stanno aiutando si scaglia contro di loro andando in escandescenze, e arrivando a danneggiare l’ambulanza.

Sul posto arrivano anche le forze dell’ordine che tentano di ricostruire cosa sia accaduto. Nel frattempo la compagna, una donna di 38 anni, rimasta chiusa in casa in appartamento di via di Vigna Ceccarelli in zona Bravetta, assiste alla scena dalla finestra e si getta dalla finestra, rimanendo a sua volta ferita. Le sue condizioni da quanto si apprende non destano particolare preoccupazione.

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Flaminio, 8 giorni di chiusura per la discoteca dove ‘volano’ cestelli portaghiaccio

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Flaminio, 8 giorni di chiusura per la discoteca dove ‘volano’ cestelli portaghiaccio

Nelle scorse giornate, la Polizia di Stato ha condotto controlli amministrativi nella zona Flaminio sotto la giurisdizione del commissariato Villa Glori. Questi controlli hanno portato il Questore di Roma a prendere provvedimenti nei confronti del titolare di una discoteca, sospendendo la licenza per un periodo di 8 giorni in base all’articolo 100 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).

Uno degli episodi ha visto un cliente del locale presentarsi presso il commissariato Sant’Ippolito per denunciare di essere stato colpito da un cesto porta ghiaccio lanciato da individui non identificati, riportando lesioni che richiedevano 8 giorni di cure mediche. Altri due clienti hanno denunciato presso il commissariato Villa Glori di essere stati aggrediti per motivi futili, rendendo necessaria l’assistenza medica.

In seguito a un’approfondita istruttoria condotta dalla Divisione di Polizia Amministrativa, il Questore ha emesso il provvedimento di sospensione dell’attività per un periodo di 8 giorni, conformemente all’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Il provvedimento è stato notificato agli interessati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Villa Glori, i quali hanno provveduto ad affiggere sulle porte della discoteca il cartello “Chiuso con provvedimento del Questore”, conformemente alle disposizioni normative vigenti.

Attraverso un comunicato stampa le forze dell’ordine hanno comunicato la decisione di sospendere l’attività della discoteca è stata presa in considerazione del fatto che questa attività costituiva una grave minaccia per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Le ragioni di questa decisione sono emerse da vari episodi, tra cui risse e aggressioni segnalate all’interno del locale nella zona Flaminio, situato in via Giuseppe Sacconi denominato Opus Club.

 

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Viale Pretoriano, eliminare pista ciclabile e area parcheggio è un atto di civiltà

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viale Pretoriano

Avete mai fatto Viale Pretoriano per andare a lavoro? Beh se la risposta è sì, dite la verità, quante volte avete maledetto quella pista ciclabile non utilizzata da nessuno, che ha ridotto la careggiata dell’incrocio con via dei Ramni e via Marsala, creando sempre problemi alla viabilità e tensioni fra automobilisti?

Ecco, se è troppo coraggioso eliminarla del tutto, perché tanto è inutile come gran parte delle ciclabili create a Roma sotto la giunta Raggi, che almeno facessero dei sopralluoghi per constatare che l’area parcheggio (come dimostra la foto scattata dal nostro inviato) a protezione delle pista ciclabile a ridosso della famosissima tendopoli –  che non si riesce mai a sgomberare – crea problemi alla circolazione. 

Riusciranno i nostri politici a capire l’errore, oppure ci porteremo questo fardello per i prossimi cinquant’anni?

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