Roma, la Città Eterna. La Capitale. La Caput Mundi. Una città dal fascino senza tempo, ma che troppo spesso si scopre fragile davanti a fenomeni atmosferici tutt’altro che imprevedibili. Basta qualche ora di pioggia intensa per trasformare le strade in fiumi, paralizzare il traffico e, soprattutto, esporre cittadini e automobilisti a rischi che potrebbero essere evitati.
Tombini ostruiti, alberature trascurate, dissesti stradali e manutenzione carente sono ormai elementi ricorrenti nel quotidiano della Capitale. Il problema, però, non è soltanto l’emergenza che si manifesta: è ciò che non è stato fatto prima che l’emergenza arrivasse.
Perché prevenire dovrebbe essere la regola, intervenire l’eccezione. Non può bastare la tempestività delle Forze dell’Ordine e dei soccorsi quando un albero crolla sulla carreggiata, una strada si allaga o un tombino non riesce più a smaltire l’acqua. La vera efficienza di un’amministrazione si misura nella capacità di evitare che quella situazione si verifichi.
La pioggia intensa, così come le allerte meteorologiche, non arriva necessariamente senza preavviso. I dati scientifici e le previsioni consentono di individuare con anticipo i fenomeni più rilevanti. Ciò che resta più difficile da determinare nel dettaglio sono le conseguenze sul territorio. Ed è proprio qui che entra in gioco la prevenzione.
Prendiamo gli alberi come esempio. Nessun dato scientifico può stabilire con certezza che un determinato albero cadrà alla prossima raffica di vento. È impossibile prevedere il momento esatto del cedimento. È però possibile intervenire sulle condizioni che possono favorirlo.
Manutenzione, potature, controlli sullo stato di salute delle alberature e monitoraggio delle situazioni più critiche possono ridurre sensibilmente il rischio. Un albero adeguatamente curato e sottoposto ai necessari controlli è, infatti, molto più preparato ad affrontare eventi meteorologici avversi.
Il punto, dunque, non è pretendere che Roma sia immune dalla pioggia o dal maltempo. Sarebbe irrealistico. Il punto è chiedersi perché, ogni volta che il cielo cambia colore, una città come Roma debba trasformare un fenomeno atmosferico in un’emergenza.
Il maltempo non si può fermare. Le sue conseguenze, almeno in parte, sì. Ed è proprio dalla capacità di anticiparle che dovrebbe passare una gestione realmente efficiente della Capitale.
