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Raggi parla della Termini – Giardinetti e annuncia novità

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Raggi parla della Termini – Giardinetti e annuncia novità

Il sindaco di Roma Virginia Raggi parla della Termini – Giardinetti attraverso la propria pagina Facebook. Ci sono novità, ecco le parole della prima cittadina romana:“Recuperare la ferrovia e creare un progetto più grande che da Termini passi per la stazione Giardinetti e arrivi fino alla periferia est della Capitale, nel quartiere di Tor Vergata. Un nuovo collegamento per i cittadini. E’ per questo che abbiamo aperto un tavolo di coordinamento con la Regione per cedere la proprietà della ferrovia a Roma Capitale”.

“L’assessore alla città in Movimento – continua la Raggi – , Linda Meleo, ha portato sul tavolo della Regione Lazio il nostro progetto per il recupero e il potenziamento della linea fino a Tor Vergata. Nuovi collegamenti per chi deve raggiungere il Policlinico, l’università e le aree commerciali. Una rivoluzione per il territorio che arriverà a servire 55mila persone al giorno.

Ora andiamo avanti con il percorso intrapreso. Prossimo passo sarà seguire l’iter da vicino per ottenere nel più breve tempo possibile il passaggio di proprietà e i finanziamenti necessari per la riqualificazione e il prolungamento del tracciato. Anche così promuoviamo una strategia unica e condivisa per dotare Roma di nuove infrastrutture e garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente e capillare”.

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Ottaviani (Lega) “E’ il Pd ad aver penalizzato Roma e Lazio, Zingaretti e Patanè chiedano scusa”

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Ottaviani (Lega) “E’ il Pd ad aver penalizzato Roma e Lazio, Zingaretti e Patanè chiedano scusa”

È davvero incredibile la faccia tosta con cui Zingaretti e Patanè attaccano Matteo Salvini. Il primo ha governato il Lazio per 10 anni e, tra i tanti ‘successi’ amministrativi, Roma ricorderà sempre la chiusura senza alternative della discarica di Malagrotta.

Questa decisione ha fatto piombare la città in un’emergenza rifiuti e ha costretto i cittadini a pagare una delle TARI più alte d’Italia. Il secondo, invece, non è in grado nemmeno di garantire i servizi minimi del trasporto pubblico nella città.

Grazie a Matteo Salvini, a Roma sono arrivati miliardi di euro per la Metro C, risorse fondamentali per sbloccare un’opera necessaria per la Capitale. È evidente che siano stati i dem, con la loro inadeguatezza politica, a penalizzare Roma e il Lazio. Chiedano scusa, invece di tentare di dare lezioni”. Lo dichiara il deputato della Lega Nicola Ottaviani.



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Alle elezioni europee ricordiamoci di chi ci obbligava a vaccinarci e che ora difende il Genocidio

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Alle elezioni europee ricordiamoci di chi ci obbligava a vaccinarci e che ora difende il Genocidio

Verba Volant scripta manent. Alle prossime elezioni europee ricordiamoci dei politici e degli schieramenti che ci hanno obbligato a vaccinarci, con l’obbligo del Green Pass dicendoci che non c’era nessun rischio, cosa che invece è stata smentita ufficialmente il primo maggio quando AstraZeneca ha dichiarato che il vaccino covid19 può causare rari casi di trombosi. Questo nonostante tanti professori e medici della comunità scientifica già avevano detto che il vaccino era sperimentale e che così, come era organizzata la somministrazione, non era corretta. Solo che poi la classe politica dominante, che aveva come premier, prima Conte e poi Mario Draghi, con Roberto Speranza sempre ministro della Salute, andava a creare pressioni notevoli critica il mainstream. Qualche medico è stato cancellato e sospeso dagli albi professionali, qualche questore sospeso dall’attività e più di qualche giornalista declassato e imbavagliato, qualche lavoratore licenziato, qualcuno è morto di trombosi ecc…

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Elezioni Europee

Fra meno di un mese ci saranno le elezioni europee che negli anni sono diventate più importanti delle elezioni nazionali e i personaggi bene o male sono sempre gli stessi. Adesso però c’è anche un’altra grana su cui tantissimi politici fanno silenzio, ovvero non condannare i crimini di guerra che sta commettendo il governo Netanyahu, sempre più in crisi al suo interno, ma appoggiato dai poteri forti del mondo occidentale. Più di 40.000 vittime palestinesi, di cui più della metà donne e bambini. Parliamoci chiaro, non ci vuole nulla a capire che difendere questa strategia militare, nasce da accordi che vanno al di la della pace e della democrazia. Condannare il terrorismo e gli attacchi palestinesi verso civili israeliani è ugualmente vergognoso, ma la risposta militare d’Israele è nettamente sproporzionata. Per l’Ucraina, tutti i nostri politici hanno fatto campagne di sensibilizzazione, mentre per la Palestina, tutto tace. La verità è che l’Italia è una colonia dell’America, ed ora più che mai ce ne siamo rendendo tutti conto. Quando continueranno a parlare di non violenza o di democrazia, diritti civili e quant’altro, ricordiamoci del Green Pass e del silenzio sul genocidio del popolo palestinese.

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Attualità

Minacce al Presidente FdI del VI Municipio, Nicola Franco

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Minacce al Presidente FdI del VI Municipio, Nicola Franco

Minaccioso Fotomontaggio contro membro di Fratelli d’Italia

Una raffigurazione di Benito Mussolini appeso a testa in giù a Piazzale Loreto è stata modificata con l’immagine del presidente FdI del VI Municipio delle Torri, Nicola Franco. Questi minacciosi manifesti sono apparsi nelle zone periferiche orientali di Roma.

Dettagli sui Manifesti e Indagini in corso

Questi manifesti minacciosi contro Nicola Franco, presidente della Fratelli d’Italia del VI Municipio delle Torri di Roma, sono comparsi nell mattinata di oggi, venerdì 10 maggio, in vari luoghi periferici. La Digos ha aperto un’indagine sul caso. Il fotomontaggio ritrae un episodio storico in cui il volto di Mussolini è stato sostituito con quello di Nicola Franco. Accanto alla foto in bianco e nero sul manifesto, c’è un lungo messaggio che coinvolge anche il capo della Polizia e il prefetto, riferendosi all’espulsione dell’anarchico autogestito Torre Maura Squat, avvenuta il 9 maggio.

Messaggio sul Manifesto

Parte del testo sul manifesto recita: “Contro lo Stato e il fascismo. Non riconosciamo le istituzioni promotrici di campagne repressive atte ad intensificare il processo di gentrificazione, che ha come uno degli obiettivi, quello di murare e cementificare tutte le esperienze di vita, che non rientrano nei loro piani sistematici di omologazione e profitto”.

Reazioni dei Colleghi di Partito

Dopo la scoperta del manifesto di minacce, diversi politici e istituzioni sono intervenute per denunciare l’atto ed esprimere la loro solidarietà a Franco. Il Vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, ha definito i manifesti “inquietanti” e il testo che accompagna la foto “delirante”. Ha poi espresso solidarietà a Franco, affermando: “Tutti a testa in giù, istituzioni, poliziotti, rettori, presidente del consiglio, ministri, tutti appesi per i piedi coloro che vogliono fermare l’Illegalità e restituire dignità alla tanta gente per bene che si sente braccata da un lato dai clan e dall’altro dal degrado e dal sopruso di chi vuole imporre la sua legge con la forza“.

Solidarietà da Francesco Rocca

Il Governatore della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha anch’egli risposto alle minacce rivolte a Nicola Franco, esprimendogli la sua vicinanza: “Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al Presidente del Municipio Le Torri, Nicola Franco che oggi ha ricevuto delle minacce ignobili attraverso dei manifesti che lo ritraggono a testa in giù. La Regione Lazio sarà sempre al fianco di Franco e di tutti gli amministratori del territorio che ogni giorno, insieme alle forze dell’ordine e alle istituzioni, sono impegnati per garantire la sicurezza di tutti i nostri cittadini. Queste vili intimidazioni non spostano di un centimetro la lotta che sosteniamo a difesa della legalità”. Fonte



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Regione Lazio, 10.000 nuove assunzioni nei prossimi due anni nella Sanità

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Regione Lazio, 10.000 nuove assunzioni nei prossimi due anni nella Sanità

Piano di assunzioni nella sanità per il 2024-2025

Il presidente della Regione Lazio Rocca ha illustrato un piano per 10.000 assunzioni nel settore sanitario tra medici, infermieri e personale sociosanitario per il biennio 2024-2025. L’iniziativa mira a combattere le liste di attesa e potenziare l’offerta di servizi sanitari, soprattutto in vista del Giubileo, quando nel Lazio si prevede l’arrivo di milioni di pellegrini.

Finanziamenti e aumento del personale

L’investimento previsto per questo piano di assunzioni è di 466 milioni di euro. In base a questo, il servizio sanitario regionale vedrà un aumento del personale, passando dai quasi 54 mila dipendenti previsti per il 2023 ai quasi 63 mila del 2025. Il presidente Rocca, così come la maggioranza di centro-destra che lo appoggia, ha espresso soddisfazione per questa progetto. Anche le organizzazioni sindacali hanno mostrato apprezzamento e promesso di monitorare attentamente l’attuazione del piano.

Critiche dalle opposizioni

Nonostante l’approvazione del piano da parte del presidente e delle organizzazioni sindacali, sono emerse critiche da parte delle opposizioni. In particolare, il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno sostenuto che, finora, le risorse sono state allocate solo alla sanità privata. Nonostante queste accuse, il presidente Rocca ha risposto affermando: “Stiamo sbloccando 14 mila assunzioni e ci siamo riappropriati delle prestazioni dei privati, abbattendo le liste di attesa del 52 per cento”.

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Cronaca

Roma, Meloni sulla camionetta dell’esercito lascia spazio a tanta immaginazione

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Roma, Meloni sulla camionetta dell’esercito lascia spazio a tanta immaginazione

Roma, La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è giunta all’ippodromo militare “Gen. C.A. Pietro Giannattasio” di Tor di Quinto, a Roma, per partecipare alla cerimonia commemorativa del 163º anniversario di costituzione dell’Esercito italiano. Nonostante una pioggia battente, la premier ha attraversato lo schieramento di una brigata di formazione rappresentante tutte le specialità dell’Esercito, a bordo di un veicolo tattico dell’Esercito.

Durante l’evento, che ha visto la partecipazione della banda dell’Esercito in divisa storica, sono state eseguite dimostrazioni dinamiche condotte da membri altamente specializzati dell’Esercito, che hanno incluso voli di elicotteri. La cerimonia ha reso omaggio alla lunga tradizione e all’impegno dell’Esercito italiano nella difesa e nella sicurezza nazionale.

In principio il titolo era molto più spinto ed ironico, in pura salsa romana. Diciamo goliardico, ma forse ci sembrava poco serio nei confronti dei nostri immensi militari, apprezzati in tutto il mondo, per via della nostra storia militare che ci accompagna da più di un millennio.

Però fa un certo effetto vedere questo scatto fotografico. A prima vista sembrava una scena dei film comici italiani degli anni ’80, dove spesso i protagonisti interpretavano ruoli nelle nostre forze armate. L’Italia, alla fine è una ‘nazioncina’ dove i nostri governanti potrebbero evitare di fare certe comparsate, tanto ormai lo sappiamo tutti che, senza chiedere il permesso alla nazione madre che ci governa, non abbiamo grande libertà di parola, anzi. Vedasi in ultimo il massacro del popolo palestinese da parte di Israele con Netanayahu che rischia il mandato di arresto.

Massimo rispetto per i nostri uomini in divisa che rendono l’esercito italiano un’eccellenza in campo internazionale, ma vedere il premier Giorgia Meloni e Guido Crosetto sulla camionetta dell’esercito, automaticamente fa scattare un commento a metà strada fra l’amarezza e l’incredulità. E con la campagna elettorale per le Europee che ci sta regalando ogni giorno polemiche di tutti i tipi .



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Col fucile sul manifesto elettorale : Nuova polemica su Fiocchi (FdI) per le elezioni europee

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Col fucile sul manifesto elettorale : Nuova polemica su Fiocchi (FdI) per le elezioni europee

Polemica sul Manifesto Elettorale di Pietro Fiocchi

Apparire su un manifesto elettorale con un fucile in mano è insolito, ma puntare l’arma nella direzione del pubblico osservante è un passo ulteriore. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Pietro Fiocchi, lo ha fatto, probabilmente con l’intenzione di rivolgersi ai cacciatore, elettori potenziali che lo hanno eletto una seconda volta consecutiva.

Fiocchi proviene da una famiglia nota nel settore della produzione di cartucce di piccolo calibro e il suo gesto può essere interpretato come un tentativo di normalizzazione dell’uso delle armi. Infatti, è apparso su manifesti elettorali in provincia di Varese brandendo un fucile, preparato per sparare.

Non è la prima volta che armi da fuoco vengono utilizzate come simboli nelle campagne elettorali. Il consigliere-cacciatore Carlo Bravo e l’attuale assessora lombarda al Turismo, Barbara Mazzali, sono noti per le loro fotografie con armi da fuoco. Lo stesso vale per Matteo Salvini, che è stato fotografato più volte con un fucile a Verona.

Il Messaggio Politico di Fiocchi

Ciò nonostante, Fiocchi ha cercato fin dall’inizio di rendere chiara la sua comunicazione politica. Prima di Natale, ha riempito le strade di Lecco con manifesti che lo ritraevano seduto su una poltrona con bossoli colorati sullo sfondo di un albero di Natale.

Tuttavia, questa immagine contrasta con gli eventi successivi. A febbraio, l’Unione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per l’uso di piombo nelle munizioni dei cacciatori in certe aree protette. Il divieto imposto da Bruxelles nel 2023 è stato osteggiato sia da Fiocchi che dal governo italiano. Nonostante ciò, Fiocchi, ex presidente e membro del consiglio d’amministrazione di Fiocchi of America Inc., ha continuato a incoraggiare gli appassionati di caccia a non rispettare il divieto.

Reazioni alla Campagna Elettorale di Fiocchi

Per Angelo Bonelli, il co-portavoce nazionale di Europa Verde, il manifesto elettorale di Fiocchi rappresenta ciò che si nasconde dietro il First party Giorgia Meloni e il suo partito. “Il silenzio di Meloni su questa vergogna è assordante e inaccettabile”, ha dichiarato Bonelli. Secondo lui, l’uso di tale immagine nelle comunicazioni politiche dovrebbe essere vietato e la lotta per l’eliminazione di tutte le forme di caccia sportiva e leggi più robuste per la protezione della natura dovrebbe essere intensificata.

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Netanyahu teme mandato di arresto dalla Cpi, si susseguono colloqui frenetici

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Netanyahu teme mandato di arresto dalla Cpi, si susseguono colloqui frenetici

Tentativo diplomatico per impedire emissioni di mandati di arresto. Gli Stati Uniti stanno attualmente partecipando ad un intenso sforzo diplomatico, come riportato dai media israeliani. L’obiettivo principale è di prevenire che la Corte penale internazionale (Cpi) emetta mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, del ministro della Difesa Yoav Gallant e del capo dell’Idf Herzi Halevi entro il corso della settimana.

Azione preventiva di Netanyahu

Il portale di notizie Walla ha affermato che Netanyahu ha effettuato diverse telefonate durante il fine settimana per tentare di persuadere gli Stati Uniti a bloccare qualsiasi decisione del Cpi.

Attesa per le decisioni della Cpi

Il quotidiano Haaretz ha riportato che il governo israeliano sta operando con l’ipotesi che il procuratore della Cpi Karim Khan potrebbe emettere i suddetti mandati di arresto questa settimana.

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Senato finalmente approva presenza volontari Pro Vita nei consultori. Era ora!

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Senato finalmente approva presenza volontari Pro Vita nei consultori. Era ora!

Norma Pro Vita diventa legge

Era ora! Finalmente la nuova legge che permette la presenza di associazioni antiabortiste nei consultori frequentati dalle donne che intendono abortire è stata approvata. Queste associazioni, note come “pro vita“, possono già operare in alcune regioni guidate dal centrodestra, come il Piemonte e il Lazio, grazie a specifiche delibere regionali. La recente approvazione a livello nazionale consolida questa possibilità. L’aula di palazzo Madama ha votato la fiducia posta dal Governo sul disegno di legge di conversione del decreto Pnrr. I sì sono stati 95, i no 68, una astensione. Ora al Quirinale per la firma di Mattarella.

Processo di Approvazione nel Parlamento

La norma fa parte del decreto per l’attuazione del Pnrr (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza), che è stato approvato una prima volta alla Camera dei deputati e successivamente in via definitiva al Senato. Adesso è in attesa della firma del Presidente della Repubblica per entrare formalmente in vigore con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Inserimento nel Piano di Ripresa e Resilienza

L’emendamento relativo alle norme sull’interruzione volontaria di gravidanza, regolata in Italia dalla legge 194 del 1978, è stato aggiunto al decreto sul Pnrr dal deputato di Fratelli d’Italia, Lorenzo Malagola. Nonostante gli sforzi dell’opposizione per rimuovere questa sezione, è rimasto nella legge approvata alla Camera, e quindi nella versione definitiva approvata anche al Senato.

Regolamentazione dei Servizi dei Consultori

In accordo con l’emendamento, le Regioni, nell’offrire i servizi dei consultori come previsto dalla legge 194, potranno avvalersi senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del coinvolgimento di entità del terzo settore con esperienza qualificata nel supporto alla maternità.

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Rai Polemiche sul 25 aprile. 2mila euro per un minuto a Scurati? Vertici chiariscano

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Rai Polemiche sul 25 aprile. 2mila euro per un minuto a Scurati? Vertici chiariscano

Il mancato intervento di Antonio Scurati in un programma Rai ha sollevato interrogativi riguardo alla motivazione dietro questa decisione. È stato riportato che per leggere un monologo di circa un minuto sul 25 aprile, la Rai avrebbe dovuto pagare circa 2.000 euro. Questo ha portato a richiedere un’audizione dei vertici dell’Azienda nella Commissione di Vigilanza al fine di chiarire la questione.

È essenziale stabilire se la mancata messa in onda dell’intervento di Scurati sia dovuta a una scelta editoriale o economica da parte della Rai. Questo assume particolare rilevanza alla luce delle continue accuse di fake news rivolte dalla sinistra al Servizio Pubblico. Chiedere chiarezza su questo episodio è pertanto considerato fondamentale. Lo dichiarano i componenti della Commissione di Vigilanza sulla Rai di Fratelli d’Italia.



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Ilaria Salis candidata Avs: Ma secondo voi è normale una cosa del genere?

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Ilaria Salis candidata Avs: Ma secondo voi è normale una cosa del genere?

L’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) ha presentato la candidatura di Ilaria Salis. Che cosa cambia ora per lei? Cosa stabiliscono le regole e quali sono i precedenti in merito rispetto a questo tipo di situazioni, a partire dal caso Tortora al più recente riconoscimento di immunità a un deputato detenuto in Polonia



Il Caso di Enzo Tortora e Ilaria Salis

Con le dovute proporzioni e distinzioni, pare di fare un tuffo nel passato di quarant’anni, o anche di quarantuno, a seconda del paragone che si considera più pertinente. Nel giugno del 1984, Enzo Tortora, all’epoca agli arresti domiciliari in attesa di giudizio, venne candidato al Parlamento Europeo dal Partito Radicale. Le accuse mosse a Tortora furono contestate dal partito, in quanto ritenute infondate e costruite grazie ai pentiti di Camorra e al trattamento mediatico che gli fu riservato, il quale aveva destato scalpore. In seguito, Tortora fu rilasciato grazie all’immunità acquisita al momento della sua elezione.

Un parallelo con Ilaria Salis

Il fatto che Ilaria Salis sia stata candidata non riguarda in alcun modo il merito delle accuse. Piuttosto è un modo di denunciare quello che viene considerato un ingiusto periodo di custodia cautelare che si protrae da quattordici mesi. Tuttavia, rimangono domande irrisolte sul cosa accadrà ora a Ilaria Salis, attualmente sotto processo in Ungheria.

Possibili conseguenze dell’eventuale elezione di Ilaria Salis

La candidatura di Ilaria Salis in sé cambia poco, dal momento che la docente dovrebbe attendere in prigione l’esito delle elezioni. In caso di elezione, il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea prevede espressamente che le persone elette a Strasburgo beneficiano dell’immunità in ogni altro Stato membro.

Approfondimento sul caso dell’eurodeputato catalano Oriol Junqueras Vies

Nel caso dell’eurodeputato catalano Oriol Junqueras Vies, al quale nel 2019 i giudici spagnoli avevano negato la scarcerazione, la Corte di giustizia europea ribadì che “l’immunità comporta la revoca della misura di custodia cautelare imposta alla persona interessata”.

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