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Politica

ROMA Il Partito Comunista vicino a medici ed infermieri

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Al 28 marzo solo nel Lazio risultavano 112 i medici positivi al Coronavirus e nei giorni scorsi l’Ordine dei Medici aveva sollecitato la Regione affinché venissero effettuati i tamponi sul personale sanitario e fossero consegnate negli ospedali le mascherine idonee. A questo proposito, la Federazione romana del Partito Comunista ha espresso la propria vicinanza a tutti i medici ed infermieri impegnati quotidianamente nella lotta al Coronavirus. A nostro avviso la questione dei tamponi al personale sanitario è solo una parte della soluzione al problema molto ampio del contagio di medici e pazienti”, ha spiegato il segretario romano Riccardo Beschi, “sicuramente fare i tamponi a tutto il personale sanitario darà un elemento di garanzie e sicurezza immediata per i pazienti, dal momento che eventuali medici o infermieri asintomatici verranno messi in quarantena, però questa sicurezza durerà ben poco se poi le condizioni di lavoro negli ospedali non garantiscono la sicurezza del personale. Un medico che risulta negativo al tampone, ma continua a lavorare senza mascherine e guanti nei reparti, non è detto che il giorno dopo non sia invece positivo”. Per questa ragione “a meno che non si pensi di fare tamponi a tutti ogni due giorni, quella dei tamponi è una misura necessaria ma insufficiente se non accompagnata da mascherine e guanti per tutti i lavoratori delle strutture sanitarie”. Beschi ha poi sottolineato come non ci siano “facili vie d’uscita da questa situazione con facili formule o misure, bisogna che ci sia il massimo sforzo a 360 gradi per garantire la sicurezza di tutti i lavoratori che in questi giorni prestano servizio in attività essenziali” e che dunque “il personale sanitario, che risulta il più colpito perché per forza di cose entra a contatto con il virus, come il resto dei lavoratori, deve pretendere a gran voce di avere gli strumenti adatti per non mettere a rischio loro stessi, le proprie famiglie e i pazienti con cui vengono a contatto”.

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