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Politica

Il premier Conte: “Per la scuola garantisco io”

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del varo del prossimo Dpcm sottolinea: “Per la scuola garantisco io”.

Il premier Conte: “Per la scuola garantisco io. È tempo di sostenere una effettiva ripartenza purché tutti rispettino quelle regole, ormai minime ma necessarie, di protezione. Sulla pandemia il governo ha agito subito con cautela e misure proporzionate a quanto stava accadendo. Ora non serve pensare a nuove restrizioni ma concentrarsi sulla ripartenza. Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo impegnati come governo, come Protezione civile, come comitato tecnico scientifico. Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente. Non voglio negare che forse abbiamo compiuto alcuni errori o sbavature ma si tratta di aspetti che hanno avuto un impatto minimo. Voglio dire ai cittadini che il ritorno alla normalità è ormai vicino e queste aperture che inseriremo nel Dpcm lo dimostrano”.

Quindi sulla scuola garantisce: “È il mio impegno coi giovani, le famiglie, il Paese. Il mio impegno con insegnanti e personale. La scuola riparte, non ci sono dubbi. Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi, ma non voglio nemmeno pensare a questa eventualità, potrebbe tornare a farla chiudere. Sulla scuola continuo a ribadire che la nostra era una decisione obbligata, non si poteva fare altrimenti. Chi chiedeva di fare in un altro modo ha dovuto fare marcia indietro quando si è reso conto che si metteva a rischio l`incolumità dei nostri ragazzi e che in ogni caso i ragazzi erano veicolo di contagio per i più anziani”. Sul nuovo Dpcm il premier ricorda: “Mi sono sempre confrontato con ministri e scienziati e ora ho la percezione che se concederemo qualche apertura faremo bene”.

ROMA – ROMPE LA VETRATA DI UN AUTOSALONE E TENTA DI DERUBARE UN IMPIEGATO

Politica

La Lombardi ci va giù pesante: “Non credo che la Raggi sia una candidata vincente”

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In una lunga intervista al quotidiano La Stampa, Roberta Lombardi consigliere e capogruppo del M5S alla regione Lazio, analizza il voto del referendum e lo stato di salute del suo partito.

In una lunga intervista al quotidiano La Stampa, Roberta Lombardi capogruppo del M5S della Regione Lazio, parla a 360 gradi dell’attuale momento che sta attraversando il partito di cui lei fa parte. Fra le analisi della sconfitta di Luigi Di Maio e di Alessandro Di Battista la deputata preferisce la terza, quella di Roberto Fico che sottolinea la responsabilità collettiva del risultato. “Ci siamo dentro tutti, mi indigna vedere incolpato soltanto Vito Crimi”. Secondo la Lombardi le visioni di Di Maio e Di Battista “sono compatibili. Non devono esserci alleanze a tutti i costi, ma nemmeno approcci pregiudiziali e ideologici. Io preferisco provare a cambiare le cose governando e farlo dove si puo’ costruire un percorso comune. Per questo, tra Salvini e Zingaretti, scelgo sempre il secondo. Ora però “spero che Beppe parli e mi auguro che avvii lui, da garante, un percorso di traghettamento verso gli Stati Generali”.

Raggi e il secondo mandato

L’ultima battuta dell’intervista riguarda il secondo mandato di Virginia Raggi “è stata una cosa che in altri tempi avrebbe fatto scoppiare una rivoluzione nel Movimento e su cui sono ancora tante le perplessità”. Una candidatura sbagliata, le viene chiesto: “Io vorrei che il Movimento completasse quello che ha iniziato in questi 5 anni di governo di Roma, tornando vittorioso in Campidoglio una seconda volta. Ma per come vivo io la città, credo che Raggi non sia una candidata vincente. E’ un discorso pragmatico, non personale”.

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