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REGIONE LAZIO – Tamponi e certificati fine quarantena anche dai pediatri

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REGIONE LAZIO – Tamponi e certificati fine quarantena anche dai pediatri.

A comunicarlo, in una nota, l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio:

E’ stata raggiunta un’intesa con FIMP e CIPE per eseguire test antigienici rapidi presso i propri studi professionali o altre strutture messe a disposizione da ASL, Protezione Civile o Comuni. L’attività potrà essere svolta nei giorni festivi e prefestivi, il sabato e la domenica. L’esito del tampone dovrà essere trasmesso attraverso le procedure informatiche. I tamponi antigienici e i DPI saranno forniti dallo stock nazionale del commissario all’emergenza Covid-19. Percorsi formativi saranno messi a disposizione dalla Regione Lazio, anche in collaborazione con l’INMI Spallanzani. Se il tampone eseguito al proprio assistito risulterà positivo, il pediatra ne dovrà disporre l’isolamento e la successiva certificazione di fine quarantena. L’accordo sottoscritto riguarderà gli oltre 700 pediatri del servizio sanitario regionale. Si tratta di un ulteriore passo in avanti per agevolare la capacità di testing e gli aspetti relativi alle certificazioni“.

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Coronavirus

Crisanti: “Siamo un Paese anormale, parliamo di sci con 600 morti al giorno”

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Il virologo punta il dito sulle contraddizioni delle norme anti Covid: “Evidente un difetto di coerenza”

Coronavirus, Andrea Crisanti torna a dire la sua, e lo fa ai microfoni di SkyTg24. Il virologo, che negli ultimi tempi ha espresso spesso pensieri polemici sulla situazione Coronavirus in Italia, mette ora sotto accusa ora la dilagante preoccupazione circa la possibile chiusura degli impianti da sci.
Guardi, io sono senza parole. Si parla di sci con 600 morti al giorno. Andiamo sulla neve per divertirci, sapendo che provocherà un aumento dei contagi e delle morti? Penso che questo non sia un Paese normale“, ha dichiarato. Il direttore del laboratorio di Biologia molecolare a Padova ritiene che il problema sia la mancanza di una decisione comune sul tema sci nei vari paesi europei. “Bisognerebbe raggiungere un accordo Europeo su questo, ha infatti affermato. “Questo dibattito ha messo in evidenza un difetto di coerenza: se le persone stanno affollate nei negozi e nei bar, allora si chiedono perché non possono andare a sciare“, ha detto, ponendosi così sulla stessa linea di Zaia, che ha chiesto a sua volta maggiore coerenza sul tema chiusure.

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