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COVID Boccia: “Assembramenti intollerabili, servono misure più restrittive”

Boccia

COVID Boccia, Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, duro dopo gli assembramenti per lo shopping nel weekend. Poi auspica misure severe sul modello della Germania.

COVID Boccia a ‘Il Corriere della Sera’: “Capisco che la gente abbia voglia di uscire, ma basterebbe entrare in un ospedale per rendersi conto della condizione generale in cui si trova il paese. Gli assembramenti visti in alcune strade sono intollerabili, invece ogni giorno dovremmo sentire dentro di noi il lutto nazionale“. “Noi – prosegue – continuiamo ad essere molto rigorosi. Ma, diciamoci la verità, ognuno deve fare la propria parte. Non possiamo combattere la pandemia con i controlli ad ogni angolo e le multe“. Poi sugli spostamenti tra comuni: “Conte è sempre stato rigoroso, ma ascolta le proposte di tutti. Un conto è spostarsi tra comuni piccolissimi e borghi confinanti, un altro è allargare i confini comunali a tutta la provincia, come chiede la destra. Sarebbe un errore, perchè i cittadini lo considererebbero come un ‘liberi tutti’“. Sulla scelta della Germania del lockdown generale, pur con meno morti rispetto all’Italia: “Personalmente la condivido. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servire a mettere in sicurezza il paese o deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non sono conciliabili. E lo dico con il massimo rispetto per chi ha sulle spalle il peso delle attività economiche“. Boccia replica poi a Toti, secondo cui non si può penalizzare l’economia: “Già, perchè per noi il commercio non è importante… E’ una rappresentazione della realtà del tutto semplicistica, questa divisione tra aperturisti e rigoristi. Quando c’è un’epidemia e non c’è un farmaco, bisogna evitare gli spostamenti. Lo dice la scienza, non io. Il Pd, come ha ribadito Zingaretti, è per misure più restrittive, altro che apertura. Sull’economia, il governo ha stanziato miliardi per il più grande piano dal Dopoguerra“. Il ministro ritorna poi sull’idea della nascita ‘anticipata’ di Gesù: “Quella è una semplificazione che ho fatto durante un incontro con le Regioni. Volevo far capire che il coprifuoco alle 22 non andava toccato. Volevo fermare negazionisti e parte della destra, che chiedevano di aprire i ristoranti fino a mezzanotte. Una cosa che avrebbe messo ad alto rischio tutto il paese“. “Molti – conclude – pensano al Natale come a un business. Non a caso la Chiesa e il Papa hanno dato una lezione a tutti, adattando alle regole gli orari delle messe“.

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