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Parità salario uomo donna, il Lazio vara la legge: “E’ la prima in Italia”

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Parità salario uomo donna, il Lazio vara la legge: “E’ la prima in Italia”.

Parità salario uomo donna, c’è la svolta. Ad imprimerla la Regione Lazio, che ha varato una legge proprio su questo tema, a sostegno dell’occupazione femminile. La proposta ha incassato il sì unanime della Commissione Lavoro e ora andrà al vaglio dell’Aula. Prima firmataria la presidente Pd della Commissione Eleonora Mattia. “Siamo la prima regione italiana ad aver messo nero su bianco che esiste un problema con il lavoro delle donne e a mettere in campo soluzioni concrete”, ha detto. Ponendo poi sull’accento sulle “professioniste che ogni giorno si alzano sapendo che la loro voce verrà presa meno sul serio. Quelle che, quando si sceglie un posto, si vedono sistematicamente superate da un uomo, anche meno qualificato”. Le ha fatto eco il vicepresidente della Regione Daniele Leodori, sottolineando quanto il tema dovrebbe occupare il primo posto dell’agenda politica: “A dicembre – spiega – l’Istat ha rilevato che, su 101mila posti persi nel paese in tutto il 2020, 99mila fossero di donne”. “In un’azienda privata – aggiunge – la donna guadagna otto e l’uomo dieci. E’ inaccettabile”. La situazione non è migliore nel Lazio: il 52,1% delle donne infatti qui ancora non lavora e solo nell’ultimo anno quelle occupate sono state il 3,1% in meno (1,1 per gli uomini). Dati allarmanti soprattutto per le libere professioniste, il cui salario è inferiore del 45% rispetto agli uomini. Ed è in questo quadro che si inserisce la proposta della Regione: 7,6 infatti i milioni stanziati nei prossimi tre anni. Una risposta niente male, data oltretutto in tempi urgenti, visto che sull’occupazione femminile si è abbattuta anche la scure della pandemia. Non solo soldi però: sul piatto anche politiche attive del lavoro e formazione per le nuove competenze. A cui si aggiungono educazione finanziaria, materie scientifiche e tecnologiche e incentivi per le aziende che mettono donne sotto contratto a tempo indeterminato. E non finisce qui: verrà infatti anche sostenuta l’imprenditoria femminile e le donne in disagio con il microcredito. Si agevolerà inoltre la conciliazione dei tempi di vita: ciò per diffondere la cultura paritaria sia nelle aziende che nelle posizioni di vertice.

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Muore a 58 anni Stefano Violati

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La Tragica Scomparsa di Stefano Violati

Stefano Violati è morto a 58 anni dopo essersi scontrato con un cinghiale in via di Santa Cornelia. L’uomo è deceduto all’ospedale Sant’Andrea in seguito all’impatto.



L’Incidente in Moto

Stava viaggiando in sella alla sua moto, una Honda SH 300, quando si è scontrato con un cinghiale. L’impatto è stato violentissimo. Per il motociclista, un cinquantottenne, non c’è stato niente da fare. Dopo lo scontro con l’animale, deceduto anch’esso, ha riportato ferite gravissime. È stato immediatamente trasportato all’ospedale Sant’Andrea, dove è morto a causa delle ferite riportate nell’impatto con l’animale. La vittima si chiamava Stefano Violati: era il figlio dell’ex proprietario delle acque Ferrarelle e Sangemini. L’incidente è avvenuto ieri sera verso le 21 a Roma, in via di Santa Cornelia.

Le Indagini della Polizia

Sul posto sono intervenute le pattuglie della Polizia Locale del XV Gruppo Cassia per i rilievi del caso. Al momento sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Secondo una prima ricostruzione, Violati, che stava percorrendo via di Santa Cornelia in sella alla sua Honda SH 300, si è trovato a un certo punto davanti a un animale. Non è riuscito a frenare in tempo e ci si è schiantato contro, cadendo rovinosamente a terra. L’allarme è stato dato immediatamente, ma purtroppo le sue condizioni sono apparse sin da subito disperate agli occhi dei soccorritori. Portato immediatamente in ospedale, i medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita, ma Stefano Violati è morto poco dopo l’ingresso nel nosocomio.

Un Problema Ricorrente a Roma

Non è la prima volta che a Roma si verificano incidenti causati dai cinghiali. Data la loro numerosa presenza sul territorio della capitale, capita che attraversino strade trafficate lanciandosi in mezzo alla carreggiata, venendo così investiti da macchine e motorini di passaggio. Questa volta, purtroppo, l’incidente ha avuto un esito tragico.

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Tragedia a Vallelunga: morto Massimo Bottari in uno schianto durante le prove libere

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Tragedia all’Autodromo di Vallelunga

Un grave incidente è avvenuto all’autodromo di Vallelunga, Roma, durante le prove libere. Massimo Bottari, motociclista 61enne, ha perso il controllo della sua moto ed è rovinato sull’asfalto.



Tentativo di Soccorso

Soccorso dal personale sanitario del 118, Bottari è stato immediatamente trasportato all’ospedale Sant’Andrea di Roma. Purtroppo, poco dopo, è deceduto per le gravi ferite riportate. Sul luogo sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Campagnano Romano e della compagnia Cassia.

Indagini in Corso

Secondo le ricostruzioni dei militari, nessun altro mezzo sembra essere stato coinvolto nell’incidente. Rimane ancora un mistero il motivo per cui l’esperto motociclista ha perso il controllo della moto. Non si esclude neanche l’ipotesi di un malore improvviso.

Omaggio dai Compagni del Motoclub Rosmas

Massimo Bottari era membro del Motoclub Rosmas, che fa parte della Federazione Motociclista Italiana con l’obiettivo di promuovere lo sport. Sulla pagina Facebook del National Trophy, è apparso un messaggio d’addio: "Passione e Cortesia il tuo biglietto da visita che ti ha sempre contraddistinto. Buon viaggio caro Massimo ci mancherai".

Ricordo Personale degli Amici

Un suo amico ha voluto ricordarlo con queste parole: "La notte è passata ma purtroppo non è stato un brutto sogno. Ripercorrere i ricordi della nostra conoscenza avvalora la tua persona, la tua famiglia. Umiltà e poi sempre quel sorriso. Quanto vale un abbraccio? Lo scopriamo in questi momenti, ti voglio bene amico mio". Un’altra testimonianza aggiunge: "Una tragedia come quella di oggi ci porta via un pilota, un appassionato ma soprattutto una grandissima persona. Mancherà la tua presenza ma soprattutto le lunghe chiacchierate nei posti più improbabili. Fa buon viaggio amico mio".

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38enne cade, batte la testa e finisce in coma irreversibile

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Gravissimo incidente a Frosinone

Un trentottenne lotta tra la vita e la morte dopo essere rimasto gravemente ferito in seguito a una caduta da una giostra a Frosinone. L’uomo ha riportato diverse lesioni ed è attualmente in coma.



Dettagli dell’incidente

Un uomo di trentotto anni è finito in coma dopo essere caduto da una giostra durante la festa patronale di Frosinone. L’incidente è avvenuto nella serata di sabato 8 giugno, dietro la chiesa del Sacro Cuore in Piazza Salvo D’Acquisto. Secondo le ricostruzioni, l’uomo era salito su una giostra dei ‘seggiolini volanti’ nel corso delle celebrazioni. Durante il giro, l’uomo si sarebbe sporto troppo in avanti, precipitando dalla giostra e facendo una caduta di diversi metri, fino a battere la testa.

La dinamica dell’incidente

Al momento dell’incidente, intorno alle 22, l’uomo era a bordo della giostra, una di quelle tradizionali con seggiolini attaccati a catene che ruotano su se stessi. Dopo essersi seduto e poco dopo l’inizio della corsa, l’uomo è ‘volato via’ dalla giostra, battendo violentemente la testa. Il personale sanitario, allertato tramite il Numero Unico delle Emergenze 112, è intervenuto prontamente sul posto. Il trentottenne è stato poi trasportato d’urgenza all’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone.

Condizioni e interventi medici

Una volta arrivato al pronto soccorso, il paziente è stato affidato alle cure dei medici. Gli accertamenti condotti hanno evidenziato che le sue condizioni di salute sono gravi: l’uomo ha riportato lesioni in diverse parti del corpo ed è in coma. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Frosinone, che stanno conducendo le indagini per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

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Auto investe e uccide ragazzo di 20 anni in via Appia Nuova a Capannelle

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Tragedia sulla Via Appia Nuova a Roma

Tragedia sulla strada in via Appia Nuova, in zona Capannelle a Roma, dove stamattina presto un ragazzo di 20 anni è stato investito da un’auto ed è morto sul colpo.



Incidente Mortale: Giovane di Nazionalità Spagnola

Immagine di repertorio

Un ragazzo di vent’anni è morto investito da un’auto in via Appia Nuova, in zona Capannelle a Roma. L’incidente è avvenuto nella mattina presto di oggi, domenica 9 giugno. La vittima è un giovane di nazionalità spagnola, per il quale non c’è stato purtroppo nulla da fare per salvargli la vita. Sul posto gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, per i rilievi di rito e per gestire la viabilità.

Alla Guida dell’Auto un Coetaneo

Secondo quanto ricostruito finora, al momento in cui è accaduto l’investimento erano circa le ore 4 e il giovane stava camminando in strada quando improvvisamente, per cause non note e ancora in corso d’accertamento, un’auto, una Fiat 500, lo ha travolto in via Appia Nuova, all’altezza dell’intersezione con via Pizzo di Calabria. Alla guida della macchina c’era un ventiduenne, che si è fermato a prestare il primo soccorso al coetaneo.

Tentativi di Soccorso Inutili

Arrivata la chiamata al Numero Unico delle Emergenze 112 con la richiesta urgente di intervento per un ragazzo le cui condizioni di salute sembravano disperate, sul posto è giunto in pochi minuti il personale sanitario in ambulanza a sirene spiegate. I paramedici hanno tentato di rianimare il giovane praticandogli il massaggio cardiocircolatorio sul posto, pronti a trasportarlo il più velocemente possibile in ospedale, qualora fossero riusciti a stabilizzarlo, ma non c’è stato purtroppo nulla da fare per salvargli la vita.

Chiusa via Laurentina per Altro Incidente

Chiusa via Laurentina per incidente tra camion e auto: tre feriti, uno in codice rosso.

Chiusa e Riaperta via Appia Nuova, Indagini sulla Dinamica

I vigili urbani hanno accompagnato l’automobilista all’ospedale San Giovanni Addolorata, dov’è stato sottoposto agli accertamenti di rito per la verifica di alcol e droga nel sangue. Presenti sul luogo dell’investimento gli agenti della polizia locale del V Gruppo Prenestino, con ausilio di pattuglie del VII Gruppo. Il tratto di via Appia Nuova interessato dall’incidente è stato chiuso al traffico dei veicoli, per agevolare le operazioni di soccorso e al tempo stesso per consentire i rilievi del sinistro in sicurezza e le operazioni di pulizia della strada. Gli agenti indagano per ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto.

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Vendere casa a Roma: perché rivolgersi a un’agenzia immobiliare e come sceglierla

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Hai un immobile da vendere a Roma e ti stai chiedendo se è il caso di rivolgerti a un’agenzia immobiliare ed eventualmente come scegliere quella più adatta alle tue esigenze? Qui si seguito trovi alcune informazioni e consigli utili.

Un’agenzia immobiliare a Roma ti aiuta a chiudere in fretta e a condizioni più vantaggiose la compravendita

Partiamo dalla prima domanda: rivolgerti a un’agenzia immobiliare a Roma è una delle scelte migliori se hai un appartamento, una villetta, una piccola abitazione privata o qualsiasi altro tipo di immobile che vuoi vendere. Il mercato immobiliare capitolino è affollato da diversi soggetti e ha dinamiche tutte proprie che quasi sempre sfuggono a chi non ha esperienza nel campo e che rendono quella di rivolgersi a un’agenzia immobiliare o a un agente immobiliare professionista una scelta, non tanto obbligata, quanto più consigliata per portare a termine la vendita in minor tempo e con migliori risultati. Se lavori, hai poco tempo o molti impegni personali, del resto, potresti non essere in grado di seguire personalmente e nel migliore dei modi tutti i passaggi della compravendita: un’agenzia immobiliare può farlo al posto tuo, sollevandoti da incombenze e passaggi che spesso risultano dispendiosi in termini di tempo ed energia e possono causarti stress. Se hai ingaggiato un agente immobiliare potrai essere sicuro, soprattutto, di vendere il tuo immobile capitolino alle migliori condizioni per te: nel contrattare prezzo finale, obblighi precontrattuali, eccetera farà infatti sempre per primi i tuoi interessi.

Come scegliere la miglior agenzia immobiliare a Roma

Quanto appena detto suggerisce l’importanza di rivolgersi a un’agenzia immobiliare di fiducia: a Roma ce ne sono numerose e tanta scelta non è sempre sinonimo di miglior scelta. Prima di affidare la compravendita del tuo immobile a una realtà o un’altra faresti meglio a considerare, cioè, alcuni fattori importanti. Da quanto tempo esiste l’agenzia e di che reputazione gode sono tra i questi. Ci sono realtà che, con decenni di attività alle spalle e per aver messo sempre al primo posto le esigenze dei clienti, sono ormai considerate dei veri e propri punti di riferimento in campo immobiliare: assoldarle è garanzia di buoni risultati e in tempi certi. Soprattutto se hai necessità di vendere in poco tempo il tuo immobile, non puoi permetti infatti agenzie che non abbiano un approccio proattivo nella compravendita immobiliare e che non siano perfettamente in grado di matchare domanda e offerta. Una buona conoscenza del mercato immobiliare generale e di quello locale e dei trend immobiliari del momento aiuta in questo senso: una buona agenzia immobiliare a Roma non può non tenere conto, per esempio, dell’exploit a cui anche il settore andrà in contro il prossimo anno in concomitanza con il Giubileo. La capacità di suggerirti strategie di vendita ed eventualmente come modificare in rialzo o in ribasso la richiesta economica in modo da rendere il tuo immobile più appetibile è tra le altre caratteristiche che una buona agenzia immobiliare non può non avere. Tra le ultime c’è anche la capacità di rispondere alle tue richieste, anche quelle che possono sembrare più singolari e sui generis, e farlo con atteggiamento positivo e risolutivo e di consigliarti su aspetti meno noti o che più difficilmente da solo prenderesti in considerazione al momento di mettere in vendita l’immobile.



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Incendio a Roma Est, il cielo si tinge di arancione per una nube di fumo

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Nube di Fumo su Centocelle



Una nube di fumo si è alzata su Centocelle, dov’è divampato un incendio. Sul posto vigili del fuoco e polizia locale.

Incendio a Centocelle

Incendio a Centocelle

Un incendio è divampato in zona Centocelle a Roma. Fiamme e una nube di fumo si sono sprigionate dal rogo, il cielo è arancione sulla periferia Est di Roma. L’incendio è divampato nella serata di oggi, giovedì 6 giugno, nei pressi di Gardenie. Non è chiaro cosa abbia originato l’incendio, né cosa stia bruciando. A prendere fuoco è un’area fra i campi sportivi dietro al mercato Insieme di viale della Primavera. Sul posto hanno lavorato i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale.

Tempestivo Intervento dei Pompieri

Tempestivo Intervento dei Pompieri

A dare l’allarme sono stati i residenti, che in serata hanno avvertito un odore acre e hanno chiuso le finestre. Arrivata la segnalazione alla Sala operativa del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Roma, sul posto sono giunti i pompieri, che hanno dato il via alle operazioni di spegnimento del rogo. Sul posto presenti anche i vigili urbani, per gestire la viabilità. In serata i pompieri hanno spento l’incendio senza particolari conseguenze e la situazione è tornata alla normalità.

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Locale chiuso nel Rione Monti

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Sequestro di Alimenti in Condizioni Igieniche Precarie

Gli agenti della polizia locale di Roma Capitale e la Asl hanno sequestrato e distrutto 150 chili di alimenti conservati in un seminterrato tra calcinacci e muffa. Il locale a Monti è stato chiuso e il gestore multato per 6mila euro.



La Scoperta nel Rione Monti

Cibo conservato tra i calcinacci e muffa, all’interno di un seminterrato. È la scoperta fatta dagli agenti della polizia locale di Roma Capitale e dagli addetti della Asl in un’attività commerciale del centralissimo Rione Monti, nel centro storico. Un locale che è stato chiuso e i gestori hanno ricevuto una multa di seimila euro, per le gravi irregolarità trovate. La conservazione scorretta del cibo fuori dai frigoriferi infatti rappresentava un potenziale pericolo per i consumatori, clienti del locale. I vigili urbani hanno sequestrato circa 150 chili di alimenti, poi distrutti.

Rischi per la Salute dei Clienti

L’intervento degli agenti della polizia locale di Roma Capitale del I Gruppo Centro Storico si inserisce nell’ambito dei controlli agli esercizi commerciali, ristoranti, pizzerie e altre attività, che hanno come obiettivo quello di accertare che vengano rispettati gli standard di legge a tutela della salute del consumatore, che riguardano il corretto mantenimento dei locali, la conservazione del cibo e le norme di sicurezza.

Le Irregolarità Scoperte nel Locale

I vigili urbani insieme agli addetti della Asl di competenza territoriale hanno svolto degli accertamenti in un seminterrato di pertinenza di un’attività commerciale. I gestori lo utilizzavano infatti come magazzino, per conservarci cibo e bevande, che poi servivano ai clienti, e altri oggetti. Al suo interno c’era della muffa alle pareti, il cibo era tra i calcinacci e altri materiali di scarto edili. Sui menu non era indicato quali dei cibi serviti fossero congelati e inoltre il locale occupava abusivamente il suolo pubblico.

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Richiesti 18 anni di carcere per gli imputati

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Sequestro a Scopo di Estorsione

L’hanno segregato a scopo di estorsione e il sequestro si è concluso con la sua morte. Per questo la Procura ha chiesto 18 anni per i tre imputati nella morte di Francesco Vitale, il pr barese precipitato da un palazzo alla Magliana.



La Segregazione

Segregato in un appartamento di un palazzo della Magliana per almeno 12 ore. Per ciascuno dei suoi carcerieri, imputati con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione con l’aggravante della morte, la Procura di Roma ha chiesto 18 anni.

Tentativo di Fuga e Morte

Il pr di origine barese, Francesco Vitale, conosciuto anche come Ciccio Barbuto, infatti, per cercare di fuggire e scappare dai suoi sequestratori si è lanciato da una finestra del palazzo in via Pescaglia. Dopo il volo dalla finestra al quinto piano del palazzo, ha perso la vita: è morto, il 22 febbraio 2022.

Gli Imputati

A processo sono finiti in tre: Daniele Fabrizio, Sergio Placidi e Ilaria Valentinetti, tutti per gli stessi reati. Saranno giudicati con rito abbreviato (che prevede lo sconto di un terzo della pena). Nell’appartamento della Magliana lo hanno sequestrato per ore e torturato. Il pr avrebbe dovuto restituire loro mezzo milione di euro. Fabrizio e Placidi, detti rispettivamente "Saccottino" e "Sergione", avrebbero agito per conto di altre persone, ancora oggi rimaste ignote, proprio per riscuotere il debito.

Debito di Droga

Si trattava di un debito di droga da 500mila euro quello che Vitale, in origine aveva, con Elvis Demce, boss della criminalità albanese a Roma considerato l’erede di Fabrizio Diabolik Piscitelli. Il mandante del rapimento, invece, è rimasto ignoto.

Il Sequestro in Strada

Lo hanno rapito in strada, quando Vitale si trovava a Roma. Poi hanno contattato anche la sua famiglia. "Se non ci date i soldi, lo uccidiamo", avrebbero detto, fissando un ultimatum per le ore 8 del mattino del 22 febbraio, lo stesso giorno in cui, forse per sfuggire ai sequestratori, cosciente della fine che lo aspettava, si è lanciato dalla finestra.

L’Ultimo Addio

Vitale, infatti, era ben consapevole che sarebbe presto morto. In un’ultima straziante telefonata, alla compagna aveva detto: "Per me ormai è finita, dai un bacio al bimbo per me".

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Recuperare crediti all’estero si può. La ‘storica’ sentenza che aiuterà le aziende italiane grazie al Regolamento CE n. 1896

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Avvocato Marsella

Storico Risultato Ottenuto grazie alla Sinergia tra Kanzlei Francesco Liguori, Kanzlei Kirli & Ippolito e l’Avv. Herman Salvator Marsella.

In un risultato senza precedenti che esalta la cooperazione tra tre studi legali di spicco, Kanzlei Francesco Liguori, Kanzlei Kirli & Ippolito, e l’Avv. Herman Salvator Marsella, è stata portata a termine una complessa procedura di recupero crediti che ha attraversato i confini nazionali, dimostrando l’efficacia e la portata del Regolamento CE n. 1896 del 2006.

L’azienda italiana R., specializzata nel settore informatico, ha affrontato una situazione critica quando un suo debitore con sede in Germania ha smesso di onorare le obbligazioni finanziarie. La sinergia tra i professionisti ha permesso di superare gli ostacoli burocratici e giuridici, portando a un risultato storico per la difesa dei diritti di credito.

Il procedimento ha avuto inizio in Italia, sotto la guida esperta dell’Avv. Herman Salvator Marsella con Studio in Roma. Grazie alla sua conoscenza approfondita del Regolamento UE 2421/2015, entrato in vigore il 14 luglio 2017 e che ha modificato gli articoli 7, 17, 25, 30, 31 del Reg. CE 1896/2006, Marsella è riuscito a ottenere un titolo esecutivo europeo rilasciato dal giudice italiano. Questo titolo esecutivo ha rappresentato il fulcro del procedimento, consentendo di intraprendere azioni legali oltre i confini italiani.

La seconda fase del procedimento si è svolta in Germania

La seconda fase del procedimento si è svolta in Germania, dove gli studi legali Kanzlei Francesco Liguori e Kanzlei Kirli & Ippolito hanno dimostrato una maestria eccezionale nell’applicare il titolo esecutivo europeo nel sistema giuridico tedesco. Con competenza e determinazione, hanno avviato le procedure di pignoramento nei confronti del debitore tedesco, assicurando che tutte le somme dovute all’azienda R. venissero recuperate integralmente.

L’avvocato Kanzlei Francesco Liguori

Il debitore tedesco ha manifestato un notevole stupore nel constatare che un titolo esecutivo originato in Italia potesse avere efficacia esecutiva sul territorio tedesco. Questo risultato è stato possibile grazie all’armonizzazione delle procedure di esecuzione in ambito europeo, promossa dal Regolamento Regolamento CE n. 1896 del 2006, che facilita il riconoscimento e l’esecuzione dei titoli esecutivi tra gli Stati membri dell’Unione Europea.

La collaborazione tra Kanzlei Francesco Liguori, Kanzlei Kirli & Ippolito, e l’Avv. Herman Salvator Marsella rappresenta un esempio lampante di come la cooperazione internazionale tra professionisti del diritto possa portare a risultati eccellenti e di grande importanza per le imprese europee. Questo caso stabilisce un precedente significativo, dimostrando che la giustizia può essere raggiunta efficacemente, nonostante le barriere geografiche e giuridiche.

La determinazione e la competenza dei tre studi legali hanno garantito all’azienda R. il recupero dei propri crediti, rafforzando la fiducia nelle istituzioni europee e nelle norme che regolano i rapporti commerciali transnazionali.



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Escort accusa falsamente Lorenzo Pellegrini di stalking: 24enne incriminata per diffamazione

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La Versione della Giovane Escort

La giovane, una escort residente a Parma e di nazionalità romena, aveva raccontato la sua versione al sito dillingernews.it di Fabrizo Corona e aveva affermato che il comportamento di Pellegrini era diventato ossessivo nei suoi confronti. Tutto falso, secondo i carabinieri.



L’Accuso di Stalking e le Conseguenze

Ha accusato di stalking il capitano della Roma, Lorenzo Pellegrini. Ma era tutto falso e per questo una ragazza di 24 anni è stata accusata di calunnia e diffamazione nei confronti del centrocampista giallorosso. La giovane, una escort residente a Parma e di nazionalità romena, aveva raccontato la sua versione al sito dillingernews.it di Fabrizo Corona e aveva affermato che il comportamento di Pellegrini era diventato ossessivo nei suoi confronti. Per questo aveva presentato una querela contro il calciatore.

Le Indagini dei Carabinieri

In seguito alle indagini svolte sulla vicenda, i carabinieri hanno accertato la "totale infondatezza della ricostruzione" della donna. Non solo non c’è stato alcun comportamento ossessivo messo in atto da Pellegrini, ma i due non si sarebbero neanche mai conosciuti. Con questa ragazza, sostengono i militari, il capitano romanista non ha mai avuto niente a che fare. E per questo i pm potrebbero presto chiedere al gip l’archiviazione del caso, visto l’esito delle indagini.

La Risposta di Lorenzo Pellegrini

Sulla vicenda queste sono state le uniche parole di Pellegrini, che su Instagram aveva scritto:

"Ho dovuto sprecare tre minuti della mia giornata per leggere l’articolo pubblicato su un canale Instagram riportante notizie inventate sul mio conto".

E ancora:

"Non voglio invece sprecare più di 3 secondi per smentire delle ovvie sciocchezze. Ci penseranno i miei legali a cui ho già conferito mandato per tutelare gli interessi e soprattutto i valori miei e della mia famiglia. Ora ho cose più importanti a cui pensare, visto che a breve nascerà il mio terzo figlio. Mi auguro che le autorità competenti si attivino prontamente per tutelare persone per bene".

L’Invasione dei Profili Social

I profili social del calciatore, tra l’altro, sono stati invasi di messaggi offensivi, pubblicati da utenti non verificati e molto probabilmente falsi.

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