Pesci morti nel Tevere: indaga la Capitaneria di Porto

Incredibile quantità di pesci morti nel Tevere. Le autorità indagano, ma sulle cause gli operatori non hanno dubbi.

Sta facendo molto scalpore in queste ore l’incredibile ritrovamento di pesci morti nel Tevere. Il fiume, da casa, si sta trasformando per questi e altri animali in una vera e propria tomba. E la colpa è, ancora una volta, dell’uomo, al quale basta anche un minuscolo intervento per distruggere un ambiente tanto bello quanto fragile. E servire un’immagine di orrore a chiunque transiti da queste parti. Centinaia infatti i cadaveri che invadono le acque, insieme alla ormai nota schiuma.

Pesci di varia grandezza e specie, raccontano i pescatori, che li vedono arrivare fino al mare. Una situazione che, spiegano, si ripete a ogni ciclo di maltempo: “La pioggia trascina nel fiume veleni e rifiuti”. Ed ecco offerta l’ennesima ecatombe. E le ripercussioni si fanno sentire alla grande, dall’ambiente all’economia: ad essere danneggiati sono infatti soprattutto gli operatori che rispettano le regole.

Le indagini per fare luce sull’accaduto sono già partite. Sul posto, nei pressi della foce del biondo fiume, sono infatti intervenute le autorità, con in testa la Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino. Il personale ha provveduto a prelevare campioni d’acqua e di terra, inviati per le analisi agli appositi laboratori. I quali hanno ricevuto anche alcuni dei corpi dei pesci. Tempo qualche ora e se ne saprà di più su cosa ne abbia provocato la morte.

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