La Roma esce dalla Borsa: dopo 22 anni è addio a Piazza Affari

La Roma esce dalla Borsa. La decisione al termine dell'Opa preliminare al delisting

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Ora è ufficiale: la Roma esce dalla Borsa. L’operazione si concluderà tra qualche settimana e porterà i giallorossi fuori dai listini delle contrattazioni. L’obiettivo è stato raggiunto dai Friedkin, proprietari del club, attraverso un’Offerta di Pubblico Acquisto delle azioni della società lanciata nei giorni scorsi. La quota minima per poter poi procedere al ‘delisting’ era stata fissata nel 95% del pacchetto. E la famiglia texana è riuscita a a toccarla proprio nell’ultimo giorno disponibile. Sarà lei stessa ora a farsi carico del restante 5% dei titoli, dopodichè non ci saranno praticamente più ostacoli tra Trigoria e l’azzeramento delle quotazioni. Che dovrebbe diventare pienamente effettivo a partire da fine agosto.

LA ROMA ESCE DALLA BORSA, I ‘PREMI’ PER GLI AZIONISTI

Finisce dunque un’era iniziata il 23 maggio 2000, con il 29% del capitale sociale collocato dall’allora presidente Sensi a 5,50 euro ad azione. Per premiarli di aver raggiunto l’obiettivo dell’Opa, i Friedkin riserveranno agli azionisti numerose offerte esclusive. Divise in tre fasce all’interno del ‘Loyalty Program’, queste ultime comprenderanno una cena con i patron e un incontro con i dirigenti. Ma non solo: coinvolti potrebbero essere anche Mourinho e la squadra, protagonisti di un evento o di un allenamento ‘esclusivo’ a Trigoria. Ma si tratta solo di una parte delle iniziative previste, che i Friedkin contano di portare avanti almeno per le prossime cinque stagioni.