Termosifoni, ecco il piano per il 2022/23. Ci saranno i controlli

Termosifoni spenti un’ora prima e temperatura più bassa, da 20 a 19 gradi. Questi i principali rimedi che dovrebbero essere apportati per far fronte all’emergenza gas. Nel prossimo autunno infatti ne arriverà di meno negli edifici italiani, sia pubblici che privati. Per questo, non ce ne si può stare con le mani in mano, ma occorre adoperarsi fin da ora per razionalizzare le risorse disponibili, in modo da evitare di trascorrere al freddo i mesi più freddi.

TERMOSIFONI, I CONTROLLI NEI CONDOMINI

Al di là delle linee guida, sulla cui definizione il Ministro Cingolani sta ancora lavorando, c’è una domanda che in molti si pongono: ovvero, chi controllerà che esse vengano rispettate? Secondo Il Messaggero, in caso di riscaldamento centralizzato, potrebbero essere gli amministratori di condominio ad accertarsi che la temperatura e il tempo di utilizzo non superino le soglie imposte. Ma non si escludono nemmeno controlli a campione della Polizia, che all’occorrenza potrà comminare sanzioni.

TERMOSIFONI, E QUELLI IN NEGOZI, UFFICI E CASE SINGOLE

Agli agenti, di Stato o locali, potrebbero essere demandate le verifiche anche presso negozi e uffici pubblici. Mentre appare al momento arduo pensare che possano fare lo stesso anche per le abitazioni singole. In questo caso, non resta che affidarsi (e sperare) in una qualità dei nostri concittadini che non è mai venuta meno, nemmeno nei momenti più duri: il caro vecchio buonsenso.