Reddito di cittadinanza, ecco la stretta: “Stop dopo no alla prima offerta di lavoro”

Reddito di cittadinanza, la svolta sta finalmente per arrivare. E comprenderà la perdita del sussidio qualora si rifiutasse la prima proposta di lavoro ricevuta. A confermarlo il leghista Claudio Durigon, in un’intervista a Il Corriere della Sera. In cui il vice titolare del dicastero di via Veneto torna sull’approvazione della misura, effettuata nel governo Conte 1 insieme al M5S. “Anche allora – dice – noi e i grillini avevamo impostazioni diverse. Il nostro scopo è sempre stato fornire una risposta diversa a chi può lavorare. Ovvero, dignità attraverso il lavoro“.

REDDITO DI CITTADINANZA, I DETTAGLI DELLA RIFORMA

Durigon entra poi nel merito della riforma del RdC. Che, spiega, “non può essere a vita, ma bisogna fissare un termine oltre il quale non si può andare“. Perdita al primo rifiuto quindi, ma non solo: se entro 18 mesi il destinatario non avrà trovato un impiego, prosegue il Sottosegretario, il sussidio gli verrà ‘sospeso’ per 6 mesi. Durante i quali il soggetto dovrà svolgere un percorso di politiche attive per il lavoro. E se anche al termine di questa fase la sua situazione non sarà migliorata, la persona potrà ricevere di nuovo il reddito. Ma solo per un anno e in misura ridotta del 25%.

Fabio Villani
Laureato alla Specialistica in Filologia Greca e Latina. Esordisco nel giornalismo durante un tirocinio universitario. Tra le mie passioni, calcio, cinema e musica

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