Profughi ucraini in hotel, l’ira dei gestori romani: “Servono posti per i turisti”

Profughi ucraini in hotel, gli albergatori capitolini invocano soluzioni diverse in vista della bella stagione

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Profughi ucraini in hotel, scatta la protesta a Roma. Sarebbero, secondo quanto riporta Il Messaggero, circa 40 le strutture ricettive della Capitale che ospitano intorno ai 300o rifugiati. Di questi, fa sapere la Protezione Civile, appena 100 si sarebbero sistemati in altri alloggi. Gli altri, nelle intenzioni iniziali, avrebbero dovuto riempire le stanze svuotate dalla pandemia solo per un mese. E ora, con l’estate alle porte e l’approdo sempre più massiccio di turisti nella Capitale, come si fa? Secondo il quotidiano, il problema principale è la mancanza di alternative. Per la verità, ce ne sarebbero tra le abitazioni confiscate alla criminalità, le quali hanno però bisogno di essere ristrutturate.

PROFUGHI UCRAINI IN HOTEL: “SERVE UNA SOLUZIONE”

Non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle emergenze. Nemmeno quando la pandemia ha trasformato molte strutture in Covid hotel“, assicura Federalberghi, per bocca del proprio presidente Giuseppe Roscioli. E infatti già nelle giornate di Pasqua la situazione è stata tamponata in molti casi ‘dirottando’ i profughi ucraini in hotel in altri alberghi. La questione però resta e con il passare dei giorni i gestori sono sempre più preoccupati: “Un conto – spiegano – è supportare l’emergenza, un altro rendere stabili quelle sistemazioni“. Urge dunque trovare una soluzione, che concili il valore della solidarietà con le necessità di coloro che tirano avanti con enormi sacrifici quelle attività e da esse ricavano il proprio sostentamento.