Roma Capitale, ACLI e Polizia di Stato hanno chiuso la prima fase del progetto anti-truffa Stavolta non ci casco: coinvolti 1200 anziani in 27 appuntamenti tra luglio e ottobre, con una giornata finale a bordo di un battello sul Tevere.
Cosa è successo
Il progetto, promosso dall’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e dalle ACLI di Roma e provincia in collaborazione con la Polizia di Stato, ha visto circa 1200 anziani partecipare alle attività in presenza. La giornata conclusiva si è svolta a bordo di un battello in navigazione sul Tevere, con partenza dal Molo Sant’Angelo: i partecipanti hanno ricevuto strumenti pratici per difendersi dalle truffe e hanno preso parte a una gita accompagnata da contributi culturali.
Durante gli incontri sono stati trattati i tipi di truffa più comuni, tra cui la richiesta di denaro da parte di un finto agente di polizia o di un finto parente. Ai partecipanti sono state fornite indicazioni utili, tra cui come reagire a una richiesta improvvisa di denaro: riagganciare, stabilire una parola d’ordine con i familiari, chiamare il 112 e non fornire mai dati personali o contanti.
Perché è importante
Secondo Lidia Borzì, vicepresidente delegata delle ACLI di Roma e provincia, le truffe sono uno dei maggiori pericoli che si corrono ogni giorno, sia perché i tentativi sono sempre più numerosi e fantasiosi, sia perché minano la sicurezza psicologica e relazionale, soprattutto nelle persone più anziane. «Le truffe – dichiara Lidia Borzì – sono uno dei maggiori pericoli che si incontrano ogni giorno, sia perché i tentativi sono sempre più numerosi e fantasiosi, sia perché minano la sicurezza psicologica e relazionale, soprattutto nelle persone più anziane. Per questo, con questo progetto che ormai portiamo avanti da tempo grazie all’Assessorato e alla preziosa collaborazione della Polizia e il sostegno della Prefettura, abbiamo voluto non solo parlare alle persone, ma anche e soprattutto ascoltarle, perché dietro alla maggiore vulnerabilità di tanti anziani c’è spesso una condizione di solitudine che, purtroppo, chi vuole approfittarsi delle persone sa riconoscere molto bene. Ecco perché credo che il valore più grande di questo progetto sia stato proprio l’incontro tra le persone, tra i cittadini e le istituzioni, e tra generazioni diverse, che crea fiducia, che rompe la solitudine e che ci fa sentire parte di una comunità, creando quel senso di protezione sociale nella quale crediamo molto come ACLI di Roma: non soltanto intervenire quando emerge un problema, ma costruire ogni giorno quelle relazioni che possono aiutare a prevenirlo».
«Concludiamo questa prima fase di incontri estivi – spiega l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – ma il nostro impegno contro le truffe agli anziani non si ferma qui. La prevenzione deve essere un lavoro continuo, capace di raggiungere le persone nei luoghi in cui vivono e di fornire loro strumenti concreti per riconoscere i raggiri e sapere a chi rivolgersi.»
Prospettive future
La chiusura dell’estate non interrompe l’impegno: la stessa Funari sottolinea che l’iniziativa proseguirà, con la volontà di rafforzare la rete di protezione e informazione per accompagnare le persone nel tempo, in attesa della prossima edizione del progetto.
