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Le immagini che lasciano senza parole dei prigionieri palestinesi

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Gaza, prigionieri palestinesi denudati e fatti sedere a terra circondati dalle milizie israeliane: le immagini – Il Fatto Quotidiano

Prigionieri palestinesi sono stati sottoposti a trattamenti disumani

Tre persone fatte spogliare e fatte sedere a terra, circondati da membri dell’esercito israeliano armati, sono stati documentati in immagini che circolano a Gaza. Secondo alcune fonti, sarebbero civili arrestati “arbitrariamente” da Israele, così riporta Il Fatto Quotidiano.

Mentre i media israeliani li hanno presentati come “combattenti di Hamas”, altre fonti forniscono una versione differente. Il portavoce militare dell’esercito israeliano ha dichiarato che le centinaia di persone arrestate sarebbero “sospetti terroristi” molti dei quali si sarebbero “arresi e consegnati”.

In aggiunta, il notiziario in lingua araba, The New Arab, ha riferito che il loro giornalista, insieme ai suoi fratelli, parenti e “altri civili”, è stato arrestato dalle forze israeliane a Beit Lahia. Secondo quanto denunciato, gli uomini sono stati costretti a togliersi i vestiti e sottoposti a perquisizioni invasive e trattamenti umilianti prima di essere trasportati in “località sconosciute”. La testata araba ha condannato questa detenzione come “umiliante” e ha esortato la comunità internazionale e i difensori dei diritti umani a denunciare l’attacco.

Alcune immagini riprese anche dal canale Telegram Eye on Palestine mostrano palestinesi uomini catturati. In alcune foto si vedono prigionieri bendati e con le mani legate dietro la schiena, mentre in altre un gruppo viene trasportato sul retro di un veicolo militare israeliano.

Secondo l’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, sarebbero civili arrestati “arbitrariamente” da Israele in due scuole affiliate alle Nazioni Unite a Beit Lahia. Le immagini hanno fatto emergere alcune preoccupazioni sul trattamento riservato ai prigionieri. La testata araba ha condannato quanto accaduto come un attacco ai giornalisti nel territorio e ha sollecitato una presa di posizione da parte della comunità internazionale e degli organismi per i diritti umani.

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