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Qualità della vita 2023: la classifica delle province italiane dove si vive meglio

Qualità della vita 2023: la classifica delle province italiane dove si vive meglio

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Qualità della vita 2023: la classifica delle province italiane dove si vive meglio

Qualità della vita 2023: la classifica delle province italiane dove si vive meglio

La provincia di Udine si posiziona al primo posto nella 34ª edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita in Italia. È la prima volta che conquista questo risultato dopo essere entrata nella top ten solo tre volte dal 1990. Bologna si piazza al secondo posto, seguita da Trento, vincitrice dell’Indice della sportività e di Ecosistema Urbano 2023.

La provincia di Udine ha fatto un balzo di 11 posizioni grazie a diverse performance: primo posto nell’indice sintetico della Qualità della vita delle donne e ottavo posto in quello che misura la Qualità della vita dei bambini. Inoltre, eccelle per la presenza di palestre, piscine e centri per il benessere fisico, occupa il quarto posto nella categoria «Giustizia e sicurezza» e ha una bassa incidenza di famiglie con Isee sotto i 7mila euro e di imprese in fallimento.

Anche alcune nuove province si sono aggiudicate un posto tra le prime dieci. Bergamo, in occasione della sua nomina quale capitale della cultura, si colloca al quinto posto, conquistando il primato nella classifica tematica di «Ambiente e servizi». Modena, settima, ritorna nella top ten anche quest’anno.

Nella parte alta della graduatoria troviamo anche Milano, stabile rispetto all’anno precedente e prima nella categoria «Affari e lavoro», e Firenze, che si piazza sesta. Firenze ha tuttavia perso terreno rispetto all’anno scorso a causa di vari fattori quali denunce di furti con strappo e rapine in pubblica via, canoni di locazione, e il consumo di farmaci contro l’obesità.

Monza e Brianza ha guadagnato 14 posizioni e si è aggiudicata il primo posto nella categoria «Ricchezza e consumi», mentre Verona chiude la top 10, cadendo rispetto agli anni precedenti. In particolare, si nota l’assenza di Trieste e Bolzano, posizionate rispettivamente alla 12ª e 13ª posizione.

Le performance di queste ultime sono state influenzate da un piazzamento nella seconda metà della classifica del comparto «Ambiente e servizi». Trieste, tuttavia, ha riconquistato la leadership in «Cultura e tempo libero» mentre Chieti ha ottenuto un primato inedito in «Giustizia e sicurezza».

La classifica per area geografica mostra un quadro interessante, evidenziando differenze significative tra le province italiane sulla base di vari parametri.Le differenze nell’indice di litigiosità: ecco le province italiane con i risultati migliori e peggiori

Nel recente studio sull’indice di litigiosità delle province italiane, si è evidenziato un podio per il più basso tasso di cause iscritte in tribunale. Grazie a questa analisi, è possibile individuare la situazione delle diverse province in Italia e valutarne le tendenze.

Le posizioni nelle province italiane

La classifica mostra una prevalenza delle province del Mezzogiorno nella parte bassa della graduatoria, a eccezione di Cagliari, che si piazza al 23° posto. Tra le province che hanno perso terreno, troviamo Agrigento, Sud Sardegna, Palermo, Brindisi e Trapani, mentre alcune province hanno visto un miglioramento della loro posizione come Vibo Valentia, Enna, Catanzaro, Salerno, Potenza e in particolare Isernia, che ha guadagnato 24 posizioni.

Variazioni significative

Tra le ulteriori novità degne di nota, si registrano nove province del Centro e del Nord che scivolano nelle ultime 40 posizioni. Queste includono Latina (87ª), Imperia (81ª), Frosinone (80ª), Alessandria (70ª) e Rovigo (68ª), insieme a Grosseto (74ª), Viterbo (75ª), Rieti (73ª) e Massa Carrara (72ª).

Le sfide delle grandi città

Al contrario, le aree metropolitane sembrano rimanere relativamente stabili, non riuscendo a ridurre la pressione generata dalle emergenze e dai recenti shock economici. Mentre Bologna, Milano e Firenze cercano di mantenere una posizione nella top ten, Roma si classifica al 35° posto (-4 posizioni), seguita da Torino (36°) e Genova (47°), in calo di 20 posizioni.

Le sei classifiche tematiche

L’analisi suddivide i 90 indicatori in sei categorie e sottolinea le peculiarità di ciascuna. Inoltre, evidenzia le “teste di serie” che si contendono la leadership nei settori e puntano al podio della classifica generale.

Dall’eterna lotta tra Milano e Roma, si evince che la provincia lombarda ha un posizionamento più alto rispetto alla Capitale in 62 parametri su 90. L’indagine ha anche rivelato alcune eccellenze, come il primato di Massa Carrara nel numero di librerie ogni 100mila abitanti e di Vibo Valentia nelle imprese con titolari under 35. L’analisi ha inoltre evidenziato nuove leadership, in parte legate agli indicatori inseriti di recente, come la vittoria di Isernia per il numero di progetti finanziati con i fondi del Pnrr sul territorio.

Questo studio offre una panoramica dettagliata su diverse realtà provinciali italiane, consentendo di valutare la situazione da diverse prospettive e individuare i punti di forza e di debolezza di ciascuna provincia.La Qualità della Vita in Italia nel 2023

L’indagine sulla Qualità della Vita in Italia continua ad offrire spunti interessanti e importanti, come nel caso di Ascoli Piceno, che si è posizionata al primo posto nel rapporto export/Pil grazie alla spinta dell’industria farmaceutica.

Anche i dati negativi meritano attenzione, poiché possono rappresentare punti di partenza per la ripresa dei territori. Ad esempio, le province del Mezzogiorno come Palermo si trovano spesso nelle posizioni inferiori in diversi indicatori. Anche quest’anno, su 40 posizioni, ben 31 sono occupate da province del Sud e delle Isole. Tuttavia, alcune di esse stanno mostrando miglioramenti significativi, come Isernia, che ha guadagnato 24 posizioni, Potenza con un aumento di 11 posizioni e Enna con un aumento di 10 gradini.

I trend del 2023

Per comprendere le dinamiche del Paese nell’ultimo anno, è interessante esaminare 15 indicatori della Qualità della Vita e analizzarne le variazioni rispetto all’anno precedente.

L’analisi mostra che ci sono segnali positivi, come la crescita del Pil pro capite e del tasso di occupazione. Tuttavia, la situazione finanziaria delle famiglie è meno rosea a causa dell’impennata dei costi, che ha portato ad un calo dei depositi bancari del 3,8% in molte province del Centro Nord, come Rimini, Biella, Modena e Milano.

Altre sfide riguardano l’inflazione, che ha causato una diminuzione della spesa per beni durevoli e un aumento dei debiti delle famiglie. Nonostante i tassi d’interesse elevati, i prezzi delle case continuano a salire. Allo stesso tempo, si registra una diminuzione dei nuovi nati, delle start up innovative e delle iscrizioni di nuove realtà al Registro Imprese, segnali di una scarsa fiducia nel futuro da parte degli italiani.

Inoltre, si è registrato un calo del numero dei medici di medicina generale, un aumento dei reati denunciati e delle fatture saldate con ritardo. Tuttavia, c’è un incremento significativo negli investimenti nell’efficientamento energetico, testimoniato da un aumento del +124,5% delle riqualificazioni energetiche nel 2021.

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Cronaca

Cronaca, Uccide moglie e figli, poi si consegna ai Carabinieri

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Uomo a Palermo uccide moglie e due figli, poi si consegna ai Carabinieri

Un uomo ha commesso un atroce omicidio a Altavilla Milicia, una cittadina nelle vicinanze di Palermo, uccidendo la propria moglie e due dei loro figli di 5 e 15 anni, per poi contattare il 112. Un terzo figlio, una ragazza di 17 anni, è riuscita a sfuggire all’attacco. L’uomo, successivamente, è stato trovato dalle forze dell’ordine a Casteldaccia, una cittadina limitrofa, dove è stato arrestato.

Giovanni Barreca, muratore di 54 anni ed autore della strage, è noto per le sue forti convinzioni religiose, una scoperta fatta dagli inquirenti che stanno indagando sulla tragedia. Stanno lavorando a stretto contatto con la figlia sopravvissuta, che ha rivelato come il padre, durante la notte, parlasse di “presenze demoniache”.

La ragazza di 17 anni era in stato di shock quando è stata trovata e soccorsa dal personale del 118. Non è chiaro se sia riuscita a nascondersi, evitando così l’ira del padre, o se l’uomo abbia scelto di risparmiarla. Barreca ha strangolato il figlio più grande con una catena, come risulta dalle prime indagini dei carabinieri. Le vittime sono i fratelli Kevin, 16 anni, ed Emanuel, 5 anni. Anche quest’ultimo è stato strangolato, ma a differenza di suo fratello, non è stata usata una catena.

A seguito degli esami medico legali sui corpi dei due ragazzi, si è scoperto che erano morti da “almeno 36 ore”. Il corpo della madre, Antonella Salamone, non è stato ancora ritrovato. I carabinieri stanno conducendo delle ricerche nel giardino, dato che si sospetta che l’uomo possa averla uccisa, bruciata e seppellita. Non è escluso neanche che l’abbia smembrata prima di sotterrarla. La figlia di 17 anni, unica superstite, potrebbe essere rimasta in casa con il padre per le ultime 36 ore e gli inquirenti stanno cercando di capire se sia stata drogata.

Giovanni Barreca potrebbe aver avuto complici nell’omicidio della sua famiglia. Attualmente, i carabinieri stanno interrogando una coppia, vicini del protagonista della strage, presso la caserma di Bagheria, Palermo. Questa coppia aveva avuto dei contatti con l’uomo e sarebbe stata lei a spingerlo verso l’estremismo religioso. Si sta cercando di capire se abbiano avuto un ruolo nell’atroce evento.

Pino Virga, sindaco di Altavilla Milicia, ha dichiarato con dolore che l’intera comunità è sotto shock. Ha descritto la famiglia come tranquilla e con solo qualche problema economico in passato. Non si erano mai manifestati segnali di violenza familiare o maltrattamenti. Virga ha conosciuto da vicino la signora, che aveva lavorato nell’assistenza economica per conto del Comune, descrivendola come una persona squisita. Le notizie di fanatico religioso emerse durante l’indagine rendono l’intera vicenda ancora più inquietante.

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Cronaca

Cronaca, Marocchino tenta stupro, ragazza salvata dalla mamma. Senza parole…

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Cronaca – Un assalto brutale ha avuto luogo a Verona, dove una donna è stata selvaggiamente attaccata nel suo ingresso di casa da un uomo marocchino di 25 anni. L’aggressore, che ha poi tentato di spogliarla per abusare di lei, non ha un indirizzo fisso e va con numerosi alias. Grazie all’intervento della madre della vittima, che ha sentito le sue urla e ha immediatamente dato all’alarme, l’aggressore è stato arrestato.

Quest’ultimo è accusato di gravi lesioni e violenza sessuale, per il quale è ora in carcere, dopo la convalida del provvedimento cautelare richiesto dal pm. L’incidente, riportato dai giornali locali, è avvenuto l’ultimo fine settimana. La giovane vittima ha subito fratture al viso e shock a causa della ferocità dell’aggressione.

Durante l’interrogatorio, il 25enne ha cercato di rifiutare tutte le accuse. Tuttavia, gli investigatori hanno recuperato le immagini di diverse telecamere di sicurezza che quella sera hanno filmato il giovane in bicicletta mentre seguiva la vittima. La signora aveva reagito all’aggressione colpendo l’uomo con un mazzo di chiavi, il che ha causato ferite sul viso del giovane.
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Ilaria Salis, il papà querela Salvini e due giornalisti: il motivo

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Ilaria Salis, il papà querela Salvini e due giornalisti: il motivo

Roberto Salis Querela Matteo Salvini e Due Giornalisti per Diffamazione

Ilaria Salis, in carcere a Budapest da quasi un anno, è al centro di una vicenda che ha portato suo padre, Roberto Salis, a prendere una decisione importante. Ha dichiarato all’ANSA che la famiglia si farà dare opportuna procura da Ilaria per poter querelare Matteo Salvini per diffamazione. Questo in risposta alle dichiarazioni lesive della reputazione di Ilaria riguardo al presunto assalto al chiosco della Lega a Monza.

Inoltre, in seguito all’attacco della trasmissione “Diario del giorno”, la famiglia ha deciso di querelare anche Giuseppe Brindisi e Alessandro Sallusti per diffamazione. La situazione è diventata alquanto complessa e delicata, portando la famiglia Salis a prendere una posizione legale per difendere l’onorabilità di Ilaria.

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Bologna: Riduzione limite velocità a 30 Km/h correlata a calo degli incidenti del 21%

Bologna: Riduzione limite velocità a 30 Km/h correlata a calo degli incidenti del 21%

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Bologna: Riduzione limite velocità a 30 Km/h correlata a calo degli incidenti del 21%

I dati del Comune di Bologna indicano un calo del 21% nel numero di incidenti rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Nel periodo in questione ci sono stati 25 sinistri in meno, 14 con feriti in meno, un mortale in meno e un calo del 27,3% nel numero di pedoni coinvolti negli incidenti. Questo è incoraggiante, specialmente alla luce delle recenti polemiche.

Dopo le polemiche sulla riduzione del limite di velocità in centro città da 50 km/h a 30 km/h, sono stati rilasciati i dati relativi alle prime due settimane da quando è stato introdotto il nuovo limite a Bologna. Questi dati sono stati forniti direttamente dal Comune.

Le prime multe sono state emesse in questo periodo. Tra lunedì 15 e domenica 28 gennaio, sono stati registrati un totale di 94 incidenti sulle strade del capoluogo emiliano, di cui 63 con feriti e 31 senza. Non c’è stato alcun incidente mortale. Nel 2023, ci sono stati 119 incidenti, di cui 77 con feriti, 41 senza e uno mortale.

Valentina Orioli, l’Assessore alla nuova mobilità di Bologna, ha evidenziato che questi dati sono preliminari e la loro rilevanza statistica è ancora incerta. Tuttavia, ha detto che sono incoraggianti. Ha anche ammesso che per consolidare questa tendenza, “Bologna deve continuare a rallentare, come ha mostrato di poter fare in queste prime due settimane. I dati dimostrano che comportamenti più prudenti e velocità più basse possono davvero fare la differenza nel proteggere la sicurezza di tutti sulle strade”.

Bologna è stata la prima grande città italiana a introdurre ufficialmente il limite di 30km/h in diverse zone del centro cittadino. Fanpage.it, insieme a un residente, ha condotto un esperimento per vedere come le sue abitudini cambieranno con la velocità ridotta. Altre città, come Milano, stanno considerando l’abbassamento del limite di velocità. Milano presto estenderà le cosiddette ‘zone 30’ in alcune strade.

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Lavoro in Italia, le aziende assumono: quasi 1,5 milioni di posti disponibili. La lista di quelli più ricercati

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Lavoro in Italia, le aziende assumono: quasi 1,5 milioni di posti disponibili. La lista di quelli più ricercati

Lavoro in Italia: le aziende assumono oltre 1,4 milioni di nuovi impiegati entro marzo 2024

Secondo il rapporto Excelsior di Unioncamere e Anpal, le imprese italiane prevedono di effettuare circa 508mila assunzioni a gennaio 2024, che si tradurranno in quasi 1,4 milioni di nuovi posti di lavoro entro i primi tre mesi dell’anno. Questo rappresenta un leggero aumento rispetto all’inizio del 2023 (+4mila su gennaio, +69mila nel periodo gennaio-marzo).

Si prevede un’alta domanda di personale nel settore dei servizi alle persone, con 70mila nuove assunzioni, seguito dal commercio con 68mila e dalle costruzioni con 51mila. Tuttavia, mentre le opportunità di lavoro aumentano, si prevedono difficoltà nel trovare le figure professionali richieste. Infatti, secondo il rapporto, il 49,2% delle assunzioni preannunciate risulta “difficile da reperire”. Questa situazione è particolarmente critica nei settori delle costruzioni, delle industrie del legno e del mobile.

Il rapporto evidenzia inoltre un’alta percentuale di assunzioni a tempo determinato (40%) rispetto a quelle a tempo indeterminato (25%), con il restante 14% previsto come contratti di somministrazione. Il reperimento di giovani lavoratori è un ulteriore punto critico, con una percentuale di difficoltà che raggiunge il 51% per 157mila posizioni previste a gennaio.

Le figure più ricercate dalle imprese italiane comprendono esercenti e addetti alle attività di ristorazione, addetti alle vendite, personale non qualificato per servizi di pulizia, lavoratori per lo spostamento e la consegna merci, autisti di veicoli a motore, operai specializzati, professionisti tecnici e specializzati nelle scienze gestionali, commerciali e bancarie, ingegneri e specialisti nella progettazione di applicazioni. In conclusione, il mercato del lavoro italiano sembra offrire numerose opportunità, tuttavia, è importante considerare e affrontare le sfide legate alla reperibilità e alla corrispondenza con le competenze richieste.

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Liceo del Made in Italy approvato in 120 istituti dall’anno prossimo

Liceo del Made in Italy approvato in 120 istituti dall’anno prossimo

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Dal prossimo anno Liceo del Made in Italy in 120 istituti – Notizie – Ansa.it

Liceo del Made in Italy approvato in 120 istituti dall’anno prossimo

Il sottosegretario all’Istruzione, Paola Frassinetti, ha annunciato che 120 scuole hanno attivato il Liceo del Made in Italy, che entrerà in funzione a partire dal prossimo anno scolastico. Il termine per l’adesione delle scuole al nuovo liceo era stato prorogato e i ragazzi potranno iscriversi a partire dal 23 gennaio.

Frassinetti ha dichiarato che l’attivazione di 120 indirizzi del Liceo del Made in Italy è un risultato più che soddisfacente, considerando il poco tempo a disposizione. Ha elogiato il lavoro svolto dal ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, sottolineando l’importante lavoro istruttivo e di monitoraggio svolto.

Il sottosegretario ha anche enfatizzato le straordinarie potenzialità del made in Italy, sottolineando l’importanza per i giovani di comprendere tali potenzialità e affermando che l’offerta formativa si espanderà nel tempo.

Fonte: [ANSA]

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Attualità

Inviare militari italiani a Gaza per una missione di pace: le parole di Tajani

Inviare militari italiani a Gaza per una missione di pace: le parole di Tajani

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Tajani e il discorso shock su Ilaria Salis, la cittadina detenuta in Ungheria

Inviare militari italiani a Gaza per una missione di pace: le parole di Tajani

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato recentemente la disponibilità dell’Italia a inviare militari italiani a Gaza in caso di una fase di transizione post-conflitto. Questa missione sarebbe svolta in collaborazione con le Nazioni Unite, e Tajani ha sottolineato che l’Italia è pronta a svolgere il proprio ruolo come portatore di pace.

Tajani ha anche evidenziato la necessità che Hamas non continui a governare un territorio in cui la popolazione soffre a causa delle azioni del gruppo. Ha anche menzionato il piano arabo di pace, sostenuto dal G7 e dall’Unione Europea, che prevede la creazione di due stati indipendenti, uno palestinese e uno israeliano.

Durante un’intervista radiofonica, Tajani ha annunciato che presto si recherà in Libano, Israele e Palestina, sottolineando l’impegno dell’Italia nell’aiutare la popolazione civile e nell’esplorare tutte le possibili vie per la mediazione. Inoltre, ha menzionato il ruolo importante svolto dalla Giordania in questo contesto.

Tajani ha anche affrontato la questione di un’eventuale richiesta da parte degli Stati Uniti di ampliare la missione Unifil in Libano, smentendo l’esistenza di tale richiesta e ribadendo che il comando è delle Nazioni Unite.

Fonte: Rainews 

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Concessioni balneari, scontro Meloni-Ue : cosa succede ora in Italia ?

Concessioni balneari, scontro Meloni-Ue : cosa succede ora in Italia ?

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Concessioni balneari, scontro Meloni-Ue : cosa succede ora in Italia ?

Concessioni balneari, scontro Meloni-Ue : cosa succede ora in Italia ?

Il governo Meloni ha risposto alla Commissione europea sul tema delle concessioni balneari. Era obbligata a farlo entro il 16 gennaio, e oggi un portavoce Ue ha confermato che la risposta è arrivata, e che la Commissione “la analizzerà”. L’Ue sta portando avanti una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia perché non rispetta le norme europee sulla concorrenza, e in particolare la direttiva Bolkestein.

A metà novembre, da Bruxelles era arrivato un nuovo passo nella procedura di infrazione: una lettera con un parere motivato, in cui si chiedeva all’Italia di adeguarsi alle norme europee perché le giustificazioni presentate fino a quel momento non erano soddisfacenti. Il governo aveva due mesi di tempo per rispondere, e ha aspettato fino all’ultimo. Se la Commissione dovesse ancora una volta trovare carenti le risposte dell’Italia, e non arrivasse nessun passo avanti da parte del governo italiano, il Paese potrebbe finire davanti alla Corte di Giustizia dell’Ue: il tribunale potrebbe obbligare il governo a cambiare le norme, stavolta con una sanzione.

Nel 90% dei casi, le procedure di infrazione della Commissione europea finiscono ben prima di arrivare davanti alla Corte. Normalmente, i Paesi coinvolti trovano un compromesso per allinearsi con le regole europee, come viene richiesto. Il caso dei balneari va avanti da anni, nelle ultime settimane è intervenuto anche il presidente della Repubblica Mattarella, ma il governo di centrodestra sembra particolarmente deciso a non cambiare idea.

Concessioni balneari, Corte Ue boccia rinnovo automatico: cosa succede adesso

Cosa ha risposto il governo Meloni alla Commissione europea? Da una parte ha rivendicato che la direttiva Bolkestein sulla concorrenza non dovrebbe applicarsi alle spiagge italiane, perché ce ne sono in abbondanza. Una relazione stilata dal governo aveva stabilito, infatti, che solo il 33% delle spiagge è occupato da concessioni balneari: perciò non avrebbe senso parlare di norme sulla concorrenza, e non ci sarebbe problema a rinnovare in automatico le concessioni già esistenti. Questa relazione, però, era già stata criticata dalla Commissione Ue perché teneva conto di tutte le aree della costa italiana, inclusi i porti e le scogliere, che non possono essere considerati spiagge. In più, il governo italiano ha chiesto di avere più tempo per studiare una norma che metta ordine nel settore. Per i prossimi quattro mesi, fino a metà maggio, dovrebbe aprirsi un dialogo con le Regioni. Poi potrebbe continuare il confronto con la Commissione europea, mentre il governo italiano porta avanti una mappatura delle spiagge includendo anche fiumi e laghi. Nel frattempo si potrebbe ottenere l’ennesimo rinnovo delle concessioni, per tutto il 2024 o anche fino a fine 2025. Così si guadagnerebbe altro tempo.

Tempo anche per mettere d’accordo le diverse anime del governo: la Lega di Matteo Salvini è il partito meno disposto ad accettare compromessi, mentre la linea di un’altra parte della maggioranza (che fa capo al ministro per gli Affari Ue Raffaele Fitto, ma anche alla stessa Meloni) è di evitare a tutti i costi una procedura di infrazione. Anche se nessuno, dopo aver rivendicato per anni la difesa dei balneari, sembra disposto a mettere la firma su una norma che obbligherebbe gli attuali gestori degli stabilimenti a partecipare a nuove aste.

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Italia

SuperEnalotto, i numeri estratti oggi 16 gennaio 2024

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SuperEnalotto, numeri di oggi 16 gennaio 2024

Numeri del SuperEnalotto del 16 gennaio 2024

Nella estrazione del SuperEnalotto odierna non sono stati centrati né il ‘6’ né il ‘5+1’. Tuttavia, sono state indovinate cinque ‘5’ che valgono oltre 39 mila euro ciascuna. Il jackpot per il prossimo concorso è salito a 46,9 milioni di euro.

Il costo delle schedine per partecipare al concorso varia: la schedina minima prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri), mentre la giocata massima comprende 27,132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura. Ogni combinazione costa 1 euro, ma è possibile aggiungere il numero Superstar al costo aggiuntivo di 0,50 centesimi.

Per vincere al SuperEnalotto sono previsti premi per punteggi da 2 a 6, con l’opzione del 5+. Il valore dei premi è legato anche al jackpot complessivo, ad esempio: con 2 numeri indovinati si vincono in media 5 euro, con 3 numeri 25 euro, con 4 numeri 300 euro, con 5 numeri oltre 32 mila euro e con 5 numeri più 1 oltre 620 mila euro.

È possibile controllare le eventuali vincite tramite l’app del SuperEnalotto oppure attraverso l’archivio online che conserva i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.

I numeri vincenti dell’estrazione odierna del SuperEnalotto sono: 21, 39, 51, 59, 68, 86. Il numero Jolly è 63, mentre la Superstar è 48.

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Cronaca

Ecco il video del Tg3 a Roberta Pedretti, la ristorartirce trovata morta dopo il caso della recensione

l caso del suicidio, almeno così pare, di Roberta Pedretti la ristoratrice del Lodigiano trovata morta nei giorni scorsi

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Ecco il video del Tg3 a Roberta Pedretti, la ristorartirce trovata morta dopo il caso della recensione

Il video del Tg3 a Roberta Pedretti sul presunto suicidio, almeno così pare, della ristoratrice del Lodigiano trovata morta nei giorni scorsi è un utile, seppur triste, strumento per capire quanto la notorietà derivante dai social possa incidere su delle persone più o meno fragili.

L’ennesimo fatto di cronaca è sulla bocca di tutti in questi giorni, perché sono molteplici gli aspetti da analizzare. Innanzitutto non sappiamo se la signora si è suicidata e in questi giorni solamente l’autopsia ci dirà come è morta la donna, apprezzata da tutto il vicinato con il suo ristorante ‘Le Vignole’ che era sempre pieno.

La vicenda e il video del Tg3 a Roberta Pedretti

‘In soldoni’ qual è il problema che ha portato alla morte della signora Roberta Pedretti? Il fatto è che sulla pagina Facebook del ristorante della signora c’era uno screenshot di una recensione fatta da un cliente su Google il quale parlava bene della cucina ma che non era stato a proprio agio perché nel locale si trovava a mangiare vicino a delle persone gay e disabili.

Pronta la risposta della titolare che in maniera del tutto corretta invitava lo pseudo cliente a non frequentare più il ristorante, perché l’attività è aperta a tutti non guarda in faccia a nessuno e non fa distinzioni di nessun tipo ecc… Tutte belle parole come è giusto che sia.

Ancor prima del video del Tg3 a Roberta Pedretti cosa succede? La signora diventa la paladina delle minoranze e diviene un’eroina sui social, con gli affari che vanno ancora meglio. Poi però qualcuno – sempre sui social – analizza la recensione trovando qualche anomalia nella composizione grafica e nelle differenze della scrittura (spaziatura e interlinea).

Il video del Tg3 a Roberta Pedretti

La recensione viene cancellata e, visto che la risposta aveva generato così tante reazioni, sulla vicenda mette bocca anche lo chef Lorenzo Biagiarelli, compagno di Selvaggia Lucarelli, il quale etichetta il tutto come un “grossolano fotomontaggio” affermando testualmente che “si tratta di un’operazione di marketing spacciata per eroica difesa di gay e disabili sul web“.

A questo punto la questione fa il giro dello ‘stivale’ iniziando a prendere piede l’idea del falso. Alla fine arriva anche la tv a mettere il “carico a bastoni”. Infatti dopo due giorni dal servizio del TG3 (qui il link dell’intervista) la signora Roberta  viene trovata morta.

In effetti va detto che però, davanti alla telecamera, la signora sembrava in difficoltà, ora non si capisce perché lo era. Se per l’emozione o per l’eventuale operazione di marketing riuscita male.

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