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Taylor Swift , ad Harvard si studierà la cantante più ascoltata al mondo

Taylor Swift , ad Harvard si studierà la cantante più ascoltata al mondo

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Ad Harvard si studierà Taylor Swift – People – Ansa.it

Taylor Swift sarà oggetto di studio ad Harvard

L’università di Harvard  come riportato dall’Ansa, offrirà un corso dedicato a Taylor Swift nel prossimo semestre. Il Dipartimento di Inglese includerà “Taylor Swift e il suo Mondo” nel suo programma di lezioni.

Il corso esplorerà la trasformazione di Taylor Swift da artista country a icona pop, insieme all’analisi del suo impatto culturale e economico.

Il programma di studio approfondirà anche temi come la cultura delle celebrità, l’adolescenza e l’età adulta, insieme alle tematiche di genere nell’ambito delle sue canzoni.

Gli studenti avranno l’opportunità di esaminare da vicino la transizione di Taylor Swift dal genere country al pop in relazione alle trasformazioni politiche in America.

 

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Gaza spari sulla folla affamata. 112 palestinesi uccisi mentre prendevano gli aiuti umanitari. VERGOGNA!

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“Spari a Gaza: 112 morti. Usa chiedono risposte” – Notizie – Ansa.it

Una nuova strage si è verificata a Gaza nel 145° giorno di guerra, ma le versioni di Hamas e Israele sono diverse. Hamas ha denunciato che 112 palestinesi sono stati uccisi e altri 760 feriti nel nord della Striscia, affermando che l’esercito israeliano ha sparato contro di loro mentre erano in fila per ricevere aiuti umanitari. L’Idf ha respinto quest’accusa, affermando che ci sono stati due episodi distinti, con la maggior parte delle vittime causate dalla folla nel primo episodio.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si riunirà in seduta a porte chiuse per discutere della situazione a Gaza. Le reazioni internazionali si sono moltiplicate, con gli Stati Uniti considerando gli spari a Gaza come un “incidente grave”. Il presidente Biden ha detto che il suo governo sta esaminando le varie versioni sugli spari e che non ci sarà probabilmente un cessate il fuoco lunedì.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha chiesto risposte a Israele riguardo agli eventi a Gaza e ha sottolineato l’importanza di proteggere la distribuzione degli aiuti umanitari. Il Pentagono ha confermato la gravità della situazione nella Striscia e ha espresso preoccupazione per il numero di civili morti.

Hamas ha avvertito che gli spari a Gaza potrebbero compromettere i negoziati per la tregua e per la liberazione degli ostaggi. Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese ha condannato l’attacco come uno spregevole massacro compiuto dall’esercito israeliano. Anche l’Egitto ha condannato l’attacco e ha chiesto il rispetto del diritto internazionale e umanitario.

In Italia, il presidente del Consiglio Meloni ha espresso profonda preoccupazione per quanto accaduto a Gaza e ha chiesto un immediato cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Il segretario generale dell’Onu ha condannato la strage a Gaza e ha chiesto l’immediato cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.

Israele ha dichiarato che la folla ha saccheggiato gli aiuti umanitari, rappresentando una minaccia per le truppe. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano ha proposto di fermare la fornitura di aiuti umanitari a Gaza. Il leader di Hamas ha dichiarato che gli israeliani sono dove li vogliono.

Pacchi di aiuti umanitari lanciati verso Gaza sono caduti in territorio israeliano. Gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di lanciare aiuti a Gaza da aerei. Il premier Netanyahu ha dichiarato che non si sa se ci sarà un accordo con Hamas nei prossimi giorni.

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Obbligo vaccinale, sentenza Corte australiana: “Violazione dei diritti umani”

Obbligo vaccinale, sentenza Corte australiana: “Violazione dei diritti umani”

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Obbligo vaccinale, sentenza Corte australiana: “Era illegale”/ “Violazione dei diritti umani”

L’Australia è stata una delle nazioni più restrittive sul fronte dell’obbligo vaccinale, insieme a Italia e Canada. La recente sentenza emessa dalla Corte Suprema del Queensland ha dichiarato l’imposizione del vaccino obbligatorio per infermieri e poliziotti illegale e una violazione dei diritti umani.

La sentenza di 115 pagine emessa dal giudice Glenn Martin condanna l’ordine di vaccinazione obbligatoria del dicembre 2021, rivolto ai poliziotti e ai paramedici, come illegale.

Il tribunale australiano ha riconosciuto il diritto degli inadempienti all’obbligo vaccinale e ha stabilito che le direttive violavano la sezione 58 dell’Human Rights Act, che richiede ai dipendenti del servizio pubblico di considerare i diritti umani prima di prendere decisioni. Il giudice Martin ha dichiarato che il capo della polizia e il direttore generale del dipartimento della salute avevano agito in contrasto con questi principi e che le loro decisioni erano illegali.

Diversamente, in Italia la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi dei medici che si erano opposti all’obbligo vaccinale, sostenendo che le scelte del legislatore erano state ragionevoli e proporzionate. In pratica, la Corte non ha considerato illegittimo privare i cittadini italiani del diritto al lavoro. Le decisioni sul fronte dell’obbligo vaccinale sono quindi diverse tra Australia e Italia.

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Lula ‘persona non grata’. Israele è sempre più solo ma il genocidio è sotto gli occhi di tutti

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Lula ‘persona non grata’. Israele è sempre più solo ma il genocidio è sotto gli occhi di tutti

Israele ha ufficialmente dichiarato il presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, ‘persona non grata’ in risposta alle sue accuse nei confronti di Israele riguardo al presunto genocidio a Gaza, confrontando l’operazione militare israeliana nella Striscia alle azioni di Adolf Hitler e all’Olocausto. Questa notizia è stata riportata dal Guardian.

Dopo aver convocato l’ambasciatore del Brasile, il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha condannato le dichiarazioni di Lula, definendole un grave attacco antisemita. Katz ha dichiarato: “Non dimenticheremo né perdoneremo. A nome mio e dei cittadini israeliani, dite al presidente Lula che è persona non grata in Israele finché non si riprenderà la situazione“.

La tensione tra Israele e il Brasile è salita a seguito delle dichiarazioni di Lula, che hanno suscitato indignazione nel governo israeliano e hanno portato a questa drastica risposta diplomatica. Fonte

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Eutanasia, ex premier olandese Dries van Agt e moglie Eugenie morti insieme

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Ex premier olandese Dries van Agt e moglie Eugenie morti insieme per eutanasia

L’ex primo ministro olandese Dries van Agt, di fede cattolica, ha scelto di ricorrere all’eutanasia e morire accanto a sua moglie Eugenie van Agt-Krekelberg lo scorso lunedì. Entrambi di 93 anni, la coppia ha lottato a lungo con problemi di salute.

La notizia è stata confermata da The Rights Forum, l’organizzazione per i diritti umani fondata dall’ex premier. Secondo l’organizzazione, i due sono morti tenendosi per mano: “È morto mano nella mano con la sua amata moglie, il suo sostegno e la sua ancora per più di 70 anni, che ha sempre chiamato affettuosamente ‘la mia ragazza'”.

Le condizioni di salute della coppia erano molto precarie – nel 2019, Van Agt ha subito un’emorragia cerebrale da cui non si è mai ripreso completamente. Dopo aver lasciato la politica, Van Agt, di ideologia cristiano-democratica, ha adottato posizioni sempre più progressiste. Ha lasciato il suo partito nel 2017 a causa di differenze insormontabili sulla questione palestinese.

Il primo ministro olandese Mark Rutte ha elogiato Van Agt, definendolo il suo “bis-bisnonno in carica”. Ha lodato la sua eloquenza, le sue convinzioni salde e il suo stile unico. Anche la casa reale olandese ha elogiato l’ex premier per il suo contributo alla politica in un periodo di turbolenza.

Van Agt ha guidato il governo olandese dal 1977 al 1981 con il partito liberale di destra. È famoso per aver ideato la politica di tolleranza sulla cannabis ancora in vigore nei Paesi Bassi. Dopo le elezioni, è diventato nuovamente primo ministro per un anno in una coalizione con il partito laburista e i democratici centristi.

Dopo una visita in Israele nel 1999, Van Agt ha iniziato a esprimere apertamente il suo sostegno al popolo palestinese, definendo quel viaggio come una “conversione”. Nel 2009 ha fondato The Rights Forum, un’organizzazione che sostiene una politica giusta e sostenibile sulla questione Palestina/Israele.

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Carlo III si trasferisce a Sandringham per proseguire le cure contro il cancro

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Carlo III si trasferisce a Sandringham per proseguire le cure contro il cancro

Re Carlo III ha incontrato il figlio Harry a Londra dopo aver pubblicamente annunciato essere malato di cancro. Dopo l’incontro, il re e la regina Camilla hanno viaggiato insieme a Sandringham, nel Norfolk inglese, dove si trovano la loro residenza di campagna. Qui, Re Carlo III inizierà il suo ciclo di trattamento.

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La giornata odierna è stata intensa per Re Carlo III. Buckingham Palace aveva annunciato ieri che il re è affetto da cancro. Oggi, ha dato il benvenuto a Harry, che è volato da solo dalla California, mentre sua moglie Meghan e i loro figli Archie e Lilibet, sono rimasti negli Stati Uniti.

Successivamente, il re e la regina Camilla hanno lasciato la loro residenza nella City, Clarence House, per recarsi a Sandringham a bordo di un elicottero. Secondo quanto comunicato, Re Carlo III ha intenzione di iniziare lì il suo ciclo di cure. Prima di partire, i coniugi sono stati fotografati mentre spegnevano l’elicottero che li avrebbe trasportati a Buckingham Palace.

Re Carlo III è stato dimesso recentemente dalla London Clinic dopo un intervento alla prostata. La diagnosi di cancro è cumulativa durante il ricovero per questa operazione di routine. Iniziato oggi il suo ciclo di trattamento, è stato consigliato dai medici di posticipare tutti i suoi impegni pubblici. Durante questo periodo continuerà a seguire gli affari di stato e a lavorare come al solito, come si legge in una nota ufficiale.

Anche il primo ministro inglese, Rishi Sunak, ha commentato la salute del re. Ha espresso gratitudine per il fatto che il tumore del sovrano sia stato scoperto in tempo, aggiungendo d’essere rimasto scioccato e rattristato dalla notizia. Questo è un periodo difficile per la famiglia reale inglese. William, il figlio di Carlo III e principe del Galles, erede al trono, sta anche gestendo la convalescenza di sua moglie Kate dopo un delicato intervento all’addome avvenuto a gennaio. La natura dell’intervento non è stata specificata.

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Carlo d’Inghilterra ha un cancro. Ultima Ora

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Re Carlo III diagnosticato con il cancro – Notizie

King Charles III è affetto da cancro, così ha riferito la BBC pochi giorni dopo l’operazione alla prostata alla quale è stato sottoposto il sovrano britannico 75enne.

Il re era stato dimesso il 29 gennaio dalla London Clinic dopo un intervento alla prostata per una condizione benigna, passando tre notti in ospedale. Una volta dimesso si era recato nella sua residenza, accompagnato dalla regina Camilla. Alla partenza dalla clinica, Carlo si era mostrato in pubblico insieme a Camilla, indossando un cappotto scuro e salutando e sorridendo alle persone, ai giornalisti e ai curiosi che erano radunati difronte all’ospedale. Quindi era salito in macchina e si era allontanato con il corteo reale.

Buckingham Palace ha confermato la diagnosi di cancro di re Carlo, precisando che la malattia non riguarda la prostata. La diagnosi è risultata a margine dell’intervento alla prostata effettuato una settimana prima nella London Clinic. Questa è la stessa clinica dove pochi giorni prima era stata operata Kate, la principessa del Galles e consorte dell’erede al trono William, per un delicato intervento all’addome, la natura del quale non è stata specificata.

Il palazzo non ha fornito ulteriori dettagli sulla localizzazione e il tipo di cancro, evidenziando però che è considerato curabile e che Carlo ha iniziato subito un ciclo di trattamenti regolari. A causa di ciò, la pausa dagli impegni ufficiali iniziata dopo l’intervento alla prostata si prolungherà e altri membri senior della famiglia reale sostituiranno il sovrano. Re Carlo prevede comunque di proseguire con i suoi doveri costituzionali di capo di Stato, quindi non sarà necessario alcun supplemento formale.

Dallo stesso Buckingham Palace arriva un comunicato che afferma che il re “rimane totalmente positivo riguardo al trattamento e ha intenzione di tornare al più presto a svolgere pienamente i suoi impegni pubblici”. Il re Carlo, infatti, è stato visto recentemente alla messa domenicale della chiesa di Sandringham, vicino alla residenza reale di campagna nel Norfolk, mostrandosi sorridente e rispondendo ai saluti delle persone. Proprio oggi, è stato annunciato il ritorno dell’erede al trono, principe William, agli impegni pubblici dopo essersi assentato per assistere alla convalescenza di sua moglie, Kate, e badare ai loro figli.

Il principe Harry ha parlato con suo padre del suo cancro e prevede di tornare nel Regno Unito per vederlo nei prossimi giorni, come ha riferito la BBC.

Tutte le forze politiche del Regno Unito si stanno unendo al sovrano. Rishi Sunak, primo ministro britannico, ha espresso i suoi migliori auguri al re tramite X, confidando nel suo pronto ritorno alla piena salute. Il leader laburista Keir Starmer, il primo ministro scozzese e la prima ministra dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, hanno fatto altrettanto. Il primo ministro gallese, Mark Drakeford, si è detto rattristato e ha inviato i suoi migliori auguri, espressione di sentimenti condivisi dall’ex premier Boris Johnson.

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Israele rischia grosso. La CIG ha accettato la denuncia del Sudafrica

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Analisi sull’importanza della sentenza dell’Aja su Israele – Il Fatto Quotidiano

La recente decisione della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) de L’Aja di accettare la denuncia del Sudafrica e sostenere la possibilità di un genocidio in corso a Gaza ha scatenato un’ampia discussione. Mentre la CIG ha ordinato a Israele di prendere “misure cautelari” per prevenire ulteriori crimini, le azioni sul campo sembrano ribadire l’impotenza delle decisioni del tribunale dell’Onu.

Israele non ha frenato il massacro a Gaza, rispondendo all’ordine della CIG di fornire assistenza umanitaria accusando l’intera Unrwa, seguita da numerosi paesi occidentali, compresa l’Italia. Questi stati hanno scelto di sospendere i contributi all’Agenzia Onu responsabile per fornire assistenza umanitaria ai palestinesi basandosi esclusivamente sulle accuse provenienti da Tel Aviv.

In risposta all’ordine della Corte di perseguire e punire coloro che incitano al genocidio, Israele ha visto la partecipazione di 12 ministri e molti parlamentari a una conferenza in cui si parlava esplicitamente di ricolonizzazione di Gaza. La preoccupazione della Corte per il sangue che continua a scorrere a Gaza è stata riscontrata con ulteriore violenza. Ma la questione che sorge è: è inutile il verdetto della CIG?

La verità è che sia chi credeva che una eventuale condanna di Israele potesse cambiare i destini del popolo palestinese, sia chi svaluta l’importanza della sentenza, ha torto. La portata della decisione è essenzialmente politica e le sue potenzialità risiedono nella capacità di forze internazionali di sfruttarla come strumento di lotta.

Per la prima volta, il termine “genocidio” è associato a Israele. L’accusa da parte del Sudafrica di processare Israele non solo per crimini di guerra, ma per genocidio, è stata sostenuta dalla CIG. Questa decisione ha provocato reazioni intense da parte dei ministri israeliani, evidenziando la portata storica del verdetto.

Ciò che prima era un tabù, ora diventa discussione aperta: il genocidio israeliano a Gaza. L’Occidente, culla della civiltà e del diritto, è accusato di inciviltà e violazione del diritto internazionale. Israele, avamposto dell’Occidente, è accusato di calpestare i diritti umani.

La decisione della Corte Internazionale di Giustizia rappresenta una sconfitta non solo per Israele, ma anche per i suoi alleati, come il governo tedesco e gli Stati Uniti. Questa decisione potrebbe aumentare il costo politico del sostegno a Tel Aviv.

La decisione della CIG è intesa non solo contro Israele, ma anche contro i suoi complici. Poiché la Corte non ha la forza di esigere il rispetto delle sue decisioni, c’è bisogno che lo faccia qualche altro soggetto, come gli Stati firmatari della Convenzione sul Genocidio.

Per risolvere la situazione, c’è bisogno che i rapporti di forza cambino. Grazie alla mobilitazione mondiale e al lavoro dei giornalisti a Gaza, la sentenza di un genocidio “plausibile” è stata raggiunta. La sfida adesso è spingere i centri di potere a rompere qualsiasi complicità con Israele.

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Discendenti di sopravvissuti all’Olocausto a Biden: ‘Fermi il genocidio dei palestinesi’

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Discendenti di sopravvissuti all’Olocausto a Biden: ‘Fermi il genocidio dei palestinesi’

In un video diffuso da Jewish Voice for Peace, un’entità ebraica progressista degli Stati Uniti, alcuni discendenti dei sopravvissuti all’Olocausto si sono rivolti al Presidente americano Joe Biden. Gli hanno mosso l’accusa di favorire e facilitare “il genocidio dei palestinesi a Gaza”, una situazione di cui ritiene responsabile il governo israeliano.

Questi discendenti, ricordando le atrocità a cui i propri antenati sono stati sottoposti, sottolineano come l’Olocausto dovrebbe aver lasciato un insegnamento inequivocabile: “Mai più, a nessuno”. Tra i partecipanti al video c’è anche un sopravvissuto al ghetto di Varsavia, che ha espresso la sua sconcertante impressione nel vedere i suoi discendenti, residenti in Israele, essere parte integrante del massacro dei civili di Gaza. Il suo appello al Presidente Biden è stato: “Fermi la guerra”.

Nell’articolo precedente, la NBC riferiva che Biden stava considerando di rallentare o sospendere la fornitura di armi offensive a Israele. Tuttavia, la Casa Bianca ha smentito queste affermazioni.

Nell’articolo seguente, si discute la visita a Parigi del capo del Mossad, il servizio segreto israeliano, per discutere un accordo sulla liberazione degli ostaggi.

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In America villa costruita in un giorno con cemento 3d italiano

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Negli USA, costruzione di case in un giorno con cemento 3D italiano

Sono due case con tre camere da letto, un soggiorno e due bagni, situate in un sobborgo di Newport News, in Virginia. Esternamente, sembrano delle comuni villette con porticato che si trovano nelle zone residenziali americane.

Tuttavia, queste due abitazioni sono in realtà un simbolo dell’alta tecnologia: sono state costruite utilizzando una stampante 3D per il cemento in soli 28 ore. Dietro a questa impresa c’è Habitat for Humanity, un’organizzazione non-profit che si impegna ad aiutare le comunità nella costruzione o ristrutturazione di edifici per fornire case sicure, all’avanguardia e a prezzi accessibili, pur operando nel libero mercato. Investire nella stampa 3D di unità abitative che non hanno nulla da invidiare a quelle tradizionali, in termini di efficienza, comfort, sicurezza e igiene, rappresenta un importante passo avanti per un’ente che si impegna a garantire alloggi di qualità per le classi medie e basse. Alquist 3D, uno dei principali protagonisti nel campo della costruzione di edifici con stampa 3D in loco dal 2021, ha collaborato con Habitat for Humanity per realizzare queste due case, che sono state consegnate alle famiglie che vi abiteranno entro la fine del 2022.

Tuttavia, il successo di questo progetto ha anche una componente italiana. Infatti, il materiale avanzato chiamato Planitop 3D, utilizzato per la costruzione degli edifici, è prodotto dalla Mapei Corporation, la filiale americana di Mapei. Quest’ultima ha sviluppato il prodotto in collaborazione strategica con Black Buffalo 3D Corporation, un importante fornitore di stampanti 3D per l’edilizia su larga scala. Planitop 3D è una malta cementizia rinforzata con fibre a base di leganti idraulici e aggregati selezionati, progettata per essere utilizzata nel processo di stampa tridimensionale del calcestruzzo. È attualmente l’unico materiale di questo tipo codificato a livello internazionale per la costruzione con stampa 3D. La parte esterna delle case è stata completata in pochi giorni ed è resistente anche a uragani e tornado. Questo intero progetto, che non è il primo di Habitat for Humanity nel campo della stampa 3D, ma sicuramente il più avanzato in termini di personalizzazione delle strutture, getta le basi per un percorso volto a promuovere una tecnologia in grado di supportare la realizzazione di un’edilizia più equa e di alta qualità.

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Istanbul, chiesa italiana attaccata da uomini armati: un morto

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Istanbul, chiesa italiana attaccata da uomini armati: un morto

Attacco armato nella chiesa italiana a Istanbul: un morto

Nella mattinata odierna, due individui armati e mascherati hanno fatto irruzione nella chiesa italiana di Santa Maria, situata nel quartiere Sariyer di Istanbul, causando la morte di una persona. L’evento è stato confermato dai media locali e dal ministro degli Interni, Ali Yerlikaya. L’aggressione si è verificata verso le 11:40, durante la celebrazione della messa domenicale, e successivamente gli assalitori sono fuggiti. Attualmente è in corso un’operazione di ricerca per individuarli.

La vittima, identificata solo con le iniziali C.T., è stata colpita durante la cerimonia religiosa, come confermato dal ministro Ali Yerlikaya, che ha affermato: “Era tra coloro che erano presenti alla cerimonia, è stato aggredito da due persone mascherate e purtroppo ha perso la vita.” Il ministro ha inoltre annunciato l’avvio di un’indagine ampia su questo avvenimento e ha assicurato che sono in corso sforzi per catturare gli aggressori, condannando fermamente questo vile attacco.

Una situazione drammatica che ha scosso la comunità italiana a Istanbul, suscitando preoccupazione e sgomento. È un fatto di cronaca che rimanda tristemente al tema della sicurezza in un luogo di culto, sottolineando la necessità di individuare tempestivamente le misure adeguate per garantire la protezione dei fedeli durante le cerimonie religiose. La situazione è in continua evoluzione e le autorità stanno lavorando senza sosta per portare giustizia e risposte a questa terribile vicenda.

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