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Cronaca

Vogliono proiettare il film su Cucchi alla Sapienza. La casa di distribuzione dice no

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Verso la prescrizione il processo Cucchi-Ter

Vogliono proiettare il film su Cucchi alla Sapienza: la casa di distribuzione cinematografica Lucky Red però dice no.

Hanno organizzato una proiezione del film “Sulla mia pelle” sulla vicenda di Stefano Cucchi. L’appuntamento è fissato per il 14 settembre, dentro il cortile della Sapienza. Peccato che l’evento non abbia le autorizzazioni necessari. Infatti i collettivi vogliono proiettare il film su Cucchi alla Sapienza ma la casa di distribuzione cinematografica dice no. La pellicola sarà prima trasmessa il 12 settembre su Netflix e, a Roma, in sei sale. Per questo motivo la casa di distribuzione ha chiesto di proiettare il film almeno un mese dopo l’uscita nelle sale e questo invito è stato rivolto a tutti, anche per non danneggiare chi ha investito sulla pellicola (e gli esercenti che hanno scelto di trasmetterla nelle loro sale).

LA RISPOSTA DEL COLLETTIVO SU FACEBOOK

“Con un vergognoso attacco congiunto, Facebook e distribuzione hanno cancellato il nostro evento che in pochi giorni aveva ottenuto circa 20.000 fra interessati e partecipanti e oltre le 700.000 persone raggiunte – sostengono – Parlano di voler riaccendere i riflettori sulla faccenda ed è così che credono di farlo? Boicottando una iniziativa gratuita e senza alcun fine di lucro, alla quale avrebbero partecipato potenzialmente migliaia e migliaia di studenti? Non ci faremo intimidire, vi aspettiamo ancor più numerosi e ancor più decisi”.

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Attualità

Petrolio per 540 milioni, affare saltato. Minacce del broker: “Ti faccio staccare la testa”

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Petrolio per 540 milioni, affare saltato. Minacce del broker: “Ti faccio staccare la testa”

Il broker Solis San Andres Jorge Edisson, coinvolto nell’inchiesta sulle mascherine dalla Cina, è stato accusato di aver minacciato un intermediario in un affare tra una compagnia petrolifera di Dubai e un’azienda messicana. Secondo l’inchiesta del pubblico ministero Francesco Basentini, Solis avrebbe agito come intermediario in un affare milionario in cui la compagnia petrolifera avrebbe dovuto fornire 120 milioni di barili di greggio in cambio di 520 milioni di euro, ma il petrolio non è mai stato consegnato. Il broker avrebbe minacciato l’altro intermediario di conseguenze per lui e la sua famiglia se non avesse ottenuto il denaro.

L’accusa sostiene che i due intermediari si siano incontrati a Roma per chiudere l’affare. Solis avrebbe minacciato l’altro broker e inviato video macabri in cui venivano mostrati omicidi commessi da soggetti messicani. La vittima ha deciso di denunciare Solis dopo essere stata minacciata anche nella sua stanza d’albergo. Solis è stato accusato di tentata estorsione e inizialmente gli è stato imposto il divieto di avvicinamento e l’obbligo di presentarsi alla polizia, misura poi ritirata dal giudice. Il broker ha sempre dichiarato la sua innocenza e di non aver minacciato la vittima.

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Al Colosseo in ricordo di Mikis Mantakas, ragazzo ucciso nel ’75

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Croci celtiche al Colosseo in ricordo di Mikis Mantakas, attivista di destra ucciso nel ’75

Alcuni estremisti greci hanno esposto bandiere con croci celtiche davanti al Colosseo per ricordare Mikis Mantakas, attivista della Lega nazionale degli studenti greci in Italia e militante del Fronte universitario d’azione nazionale (Fuan) ucciso a Roma il 28 febbraio del 1975.

Mercoledì pomeriggio, decine di militanti di estrema destra si sono riuniti in via Ottaviano, davanti all’ex sezione del Msi dove Mantalas fu ucciso, per rendere omaggio a Mantakas. La commemorazione è stata organizzata dalla Rete dei patrioti, gruppo composto da alcuni fuoriusciti di Forza Nuova, e ha visto la partecipazione di estremisti italiani, ciprioti e greci.

Ieri, alcuni estremisti greci hanno esposto bandiere con croci celtiche davanti al Colosseo, con le fotografie delle bandiere che sono state pubblicate in diversi gruppi e chat di estrema destra.

L’omicidio di Mikis Mantakas avvenne il 28 febbraio del 1975, quando fu colpito da due proiettili davanti alla sezione del Msi di via Ottaviano a Roma. Gli autori dell’omicidio furono accusati di essere i militanti di Potere Operaio Alvaro Lojacono e Fabrizio Panzieri. L’omicidio si verificò durante un’udienza in tribunale relativa al processo per il rogo di Primavalle, in cui persero la vita Stefano e Virgilio Mattei. Durante una rissa davanti al Palazzo di Giustizia, alcuni attivisti antifascisti si spostarono verso la sede del Msi in via Ottaviano con l’intento di assaltarla, trovando al suo interno Mantakas e altri militanti di estrema destra.

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Cronaca

Fiano Romano, che paura per l’incidente sull’Autostrada A1

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Incedente Fiano Romano

Alle ore 15:00 circa, la sala operativa ha dispiegato la squadra 5A di Montelibretti sull’Autostrada A1 in direzione Firenze, precisamente all’altezza di Fiano Romano, in seguito a un incidente stradale coinvolgente due autovetture e un mezzo pesante. L’incidente ha causato tre feriti, i quali sono stati estratti con successo dai Vigili del Fuoco e affidati alle cure del servizio sanitario 118 per gli opportuni controlli medici.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta anche la Polizia Stradale, incaricata di gestire la viabilità e tutte le questioni di loro competenza connesse all’evento.

La situazione rimane sotto controllo delle autorità competenti, le quali lavorano per ripristinare la normalità della circolazione e garantire l’assistenza necessaria alle persone coinvolte nell’incidente.

Si invitano gli automobilisti a prestare massima attenzione durante il transito nell’area interessata e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità sul posto al fine di garantire la sicurezza di tutti i partecipanti al traffico stradale. Fonte ufficio stampa dei vigili del fuoco

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo si difende così: “Erano loro i problematici”

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Bimbi maltrattati all’asilo, la maestra a processo: “Loro problematici, troppo vivaci”

Cronaca  – Le maestre dell’asilo di Sermoneta sono state accusate di maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione. Durante l’ultima udienza, una delle due insegnanti si è difesa davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina, sostenendo che i bambini erano troppo vivaci e problematici, quindi hanno utilizzato un linguaggio verbale violento.

Secondo quanto ricostruito dalle insegnanti sessantacinquenne A.T. e quarantaduenne F.D., i bambini avrebbero subito non solo parole cattive, intimidazioni e insulti, ma anche schiaffi, tirate di orecchie e capelli. I genitori dei piccoli alunni hanno sporto denuncia nel 2017 e il processo è ancora in corso, sette anni dopo gli abusi.

Durante l’udienza, uno dei genitori che si è costituito parte civile ha alzato la voce durante l’esame di una delle due imputate ed è stato allontanato dall’aula, evidenziando la tensione presente ad ogni udienza.

Per formalizzare le accuse, è stato necessario esaminare le immagini riprese dalle telecamere installate dai carabinieri del Nas, che hanno immortalato i comportamenti violenti delle due maestre. La sessantacinquenne accusata di maltrattamenti ha giustificato il suo linguaggio violento come necessario per gestire i bambini problematici, mentre la collega risponde di abuso dei mezzi di correzione e utilizza un “linguaggio affabulatorio” per tenere buoni i bambini.

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Striscione al Colosseo contro UE e Usa per il genocidio di Gaza

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Striscione al Colosseo

Attivisti dei diversi movimenti affiliati a La Rete dei Patrioti hanno collocato uno striscione sul ponte degli Annibaldi a Roma, di fronte al Colosseo, per manifestare il loro dissenso nei confronti della politica estera dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

Il messaggio sullo striscione recita: “UE e USA complici del genocidio a Gaza“, esprimendo così una netta condanna della politica estera ritenuta disastrosa da parte di questi movimenti. Essi ritengono che l’UE e gli USA non solo non condannino adeguatamente le azioni discutibili di Israele nella Striscia di Gaza, ma che sostengano attivamente il governo di Netanyahu, giustificando tutte le azioni brutali perpetrate contro i civili innocenti, che sono degenerate in una vera e propria strage.

Inoltre attraverso una nota stampa, gli attivisti accusano l’UE e gli USA di criminalizzare il popolo palestinese, che cerca solo di vivere in pace e di ottenere uno Stato libero dall’oppressione dell’occupazione israeliana. Questa critica evidenzia una preoccupazione per la mancanza di sostegno internazionale nei confronti dei diritti umani e della giustizia per il popolo palestinese.

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

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Ragazzo di 21 anni accoltellato e abbandonato in auto: arrestati 2 uomini

Cronaca Roma – A quasi due mesi da un grave episodio di tentato omicidio in cui un ragazzo di 21 anni è stato accoltellato varie volte, due uomini sono stati arrestati a Roma. Si tratta di Massimo Langella, 57 anni, e Francesco Arrabito, 51 anni, ora in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Secondo le indagini, i due uomini avrebbero aggredito il ragazzo, forse per un debito di droga, picchiandolo, colpendolo con bottiglie e accoltellandolo, per poi abbandonarlo in una macchina in periferia.

Il giovane è stato trovato svenuto sul volante dell’auto, grazie al suo colpo di clacson alcuni passanti hanno potuto chiamare i soccorritori. La vita del ragazzo è stata salvata nonostante le sue gravi condizioni, dovute anche al fatto che la lama del coltello si è rotta durante l’aggressione. L’episodio è avvenuto la sera del 7 gennaio a Roma, in via Lecce nei Marsi, dove i due uomini avevano attirato la vittima nel loro appartamento e l’avevano brutalmente picchiata e accoltellata.

Sul caso stanno indagando gli agenti del commissariato Casilino, ma il movente non è ancora chiaro in quanto la vittima non ha collaborato pienamente con la polizia. Secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, gli aggressori potrebbero essere associati a una famiglia Sinti con cui la vittima aveva avuto dei contrasti, forse legati a debiti di droga.

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

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A 19 anni nasconde 40 chili di droga in casa: arrestato

Cronaca Roma – Un giovane di diciannove anni è stato arrestato dai carabinieri per detenzione di una grossa quantità di droga nella sua abitazione a Fiumicino. Il ragazzo dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti di fronte all’Autorità Giudiziaria. Il sequestro ha portato alla scoperta di due involucri contenenti 58 grammi di cocaina, circa 88 grammi di hashish e 11 chili di marijuana.

Le forze dell’ordine coinvolte nell’operazione sono stati i militari delle Compagnie di Roma Ostia e Roma Cassia e del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia. La droga era pronta per essere confezionata e venduta nelle piazze di spaccio a Roma e provincia da parte del ragazzo poco più che maggiorenne. Durante un controllo, il comportamento sospetto del giovane ha attirato l’attenzione dei carabinieri che si stavano dirigendo in zona. Alla vista dei militari, le due persone a bordo dell’auto con cui il ragazzo aveva interagito sono fuggite, mentre lui è corso verso casa.

Dopo aver controllato il ragazzo e trovato con lui due involucri di cocaina e hashish, i militari hanno deciso di esplorare l’abitazione. Al suo interno hanno rinvenuto ulteriori quantità di hashish, marijuana, cocaina, materiale per il confezionamento della droga e contanti. Il diciannovenne è stato arrestato e posto ai domiciliari in attesa del processo, mentre la droga è stata sequestrata.

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Scontri a Pisa: Il vescovo di Chioggia “La Berlinguer è una furbastra”

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Scontri a Pisa: vescovo Chioggia choc, Berlinguer aggredita; forze ordine indifferenti

Il vescovo emerito di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, ha scatenato polemiche con le sue dichiarazioni sulla situazione degli studenti manganellati dalla polizia a Pisa. In particolare, ha definito Bianca Berlinguer una “furbastra” e ha espresso il desiderio che fosse aggredita e che le forze dell’ordine si voltassero dall’altra parte.

Adriano Tessarollo, vescovo emerito di Chioggia, è in pensione da poco più di due anni e attualmente vive nel suo paese natale, Tezze sul Brenta. Nonostante la sua pensione, continua a essere attivo sui social e a esprimere le sue opinioni su varie questioni. Nel corso degli anni ha fatto parlare di sé per varie prese di posizione contro decisioni politiche e sociali, attirando sia consensi che critiche.

Le dichiarazioni di Tessarollo hanno suscitato reazioni contrastanti, con alcuni che hanno apprezzato la franchezza del vescovo emerito e altri che hanno condannato duramente il suo desiderio di violenza nei confronti di Bianca Berlinguer. In particolare, Endri Bullo e Fortunato Guarnieri hanno espresso pareri contrapposti, con Bullo che ha sottolineato il trattamento riservato ai politici corrotti e Guarnieri che ha ritenuto le parole di Tessarollo indegne di un rappresentante della Chiesa. Guarnieri ha inoltre sollevato il tema della repressione della libertà e dell’importanza di educare le future generazioni alla difesa dei principi costituzionali.

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Lazio, Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini

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Prende il fucile e spara al cane della vicina, ferendolo con 30 pallini. Anziano denunciato

Infastidito dal cagnolino della vicina, un anziano di 76 anni del posto a Minturno ha preso il fucile e ha sparato all’animale. I carabinieri hanno denunciato l’uomo e gli hanno sequestrato le armi. Il 23 febbraio scorso, l’anziano ha colpito il cagnolino alle zampe e al torace con circa 30 pallini. Oltre alla denuncia a piede libero, i militari hanno sequestrato tre fucili e munizioni all’uomo. La proprietaria del cane ha portato l’animale da un veterinario a Minturno per le cure necessarie, in seguito all’aggressione subita.
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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

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Fidene, Obbligava la moglie a lasciare il telefonino sul tavolo della cucina. I vicini salvano la donna

Cronaca Roma – Gli ufficiali della Polizia di Stato del III Distretto “Fidene – Serpentara”, dopo un’operazione investigativa complessa e sensibile coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma contro un uomo di 46 anni, fortemente sospettato di maltrattamenti in famiglia.

L’indagine è partita da una segnalazione pervenuta al numero di emergenza 112 riguardante una “lite in famiglia”. Gli agenti di via Franco Enriquez sono intervenuti immediatamente e hanno raccolto i resoconti di alcune testimoni, le quali hanno manifestato profonda preoccupazione per l’incolumità di una loro amica. Quest’ultima, da due anni, era soggetta alle vessazioni del convivente, il quale, per gelosia, le vietava persino di uscire di casa da sola. La paura instillata in lei era così grande da impedirle di denunciare.

Attraverso servizi di osservazione e controllo mirati a individuare il responsabile e avvicinare la vittima senza la presenza dell’aguzzino, gli agenti hanno agito durante i brevi momenti di assenza dell’uomo. Hanno così potuto avvicinare la vittima e offrirle il supporto necessario per raccontare gli abusi subiti.

L’ennesimo caso di Cronaca a Roma ha fatto sì che la denuncia ha rivelato che la donna era stata vittima per due anni di continui maltrattamenti, finalizzati a controllare ogni aspetto della sua vita quotidiana. Era costretta a rimanere costantemente in casa, con limitazioni nelle amicizie, divieto di contatti maschili, controllo dei suoi dispositivi elettronici e addirittura una riduzione delle sue attività lavorative. Alla luce di queste indagini approfondite, la Procura di Roma ha richiesto e ottenuto la custodia cautelare. Fonte 

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